Il settore bancario italiano è in fermento con l’annuncio di una nuova alleanza strategica tra UnipolIntesa Sanpaolo e Bper. La compagnia assicurativa bolognese ha approvato l’acquisizione di una banca con 635 sportelli da Intesa Sanpaolo, che verranno poi integrati con Bper per formare una nuova entità chiamata Banca Monte dei Paschi.
Questa operazione, che coinvolge alcuni dei principali attori del settore finanziario italiano, rappresenta un passo significativo verso la consolidamento del sistema bancario nazionale. L’accordo è stato approvato dal consiglio di amministrazione di Unipol e prevede un aumento di capitale di 2,5 miliardi di euroa cui le principali cooperative azioniste della holding bolognese hanno già dato disponibilità a partecipare.
L’acquisizione delle filiali Mps
L’asset acquisito da Unipol, libero da vincoli distributivi su prodotti assicurativi, sarà poi proposto a Bper per un’integrazione che darà vita alla nuova Banca Monte dei Paschi. L’intero controvalore dell’operazione è stato stimato in 3,5 miliardi di euro.
Unipol ha anche blindato il controllo di Bper in vista della possibile conquista di Mps. La compagnia bolognese ha sottoscritto con «primari istituti bancari» due contratti derivati del tipo “total return equity swap”, aventi scadenza massima l’uno 25 mesi l’altro 35 mesie come sottostante il 4,99% del capitale sociale di Bper.
L’obiettivo strategico
Questi contratti derivati sono funzionali a incrementare l’esposizione economica di Unipol in Bper e ad avere altresì un’ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto di Bper. Attualmente, Unipol possiede potenzialmente circa il 25% dell’istitutocioè il 19,9% del capitale più questi derivati per un ulteriore 4,99%.
Le prospettive future
Ad esito dell’operazione con Mps e Bper, Unipol stima che già a valere sull’esercizio 2026 la remunerazione degli azionisti possa prevedere «la distribuzione di un monte dividendi pari ad almeno 930 milioni di euro rispetto ai circa 800 milioni di euro riferiti all’esercizio 2026».
La compagnia bolognese prevede inoltre la conferma della «solidità patrimoniale» del gruppo con «un solvency ratio superiore al 200%», con sottostante un solvency ratio del solo comparto assicurativo superiore al 280% e un Cet1 capital ratio del comparto bancario risultante dalla combinazione superiore al 15%.
Questa operazione rappresenta un passo significativo verso la creazione di un nuovo campione italiano nel settore bancario nazionale, che si posizionerebbe al secondo posto nel mercato italiano del credito. La fusione dovrebbe concludersi a dicembre e permetterà al nuovo polo bancario di rafforzare ulteriormente il «supporto all’economia reale e sociale da leader europeo».

