Le Dolomiti venete offrono spazi d’alta quota dove il paesaggio diventa teatro: pareti verticali, specchi d’acqua e cime scolpite si combinano per creare viste indimenticabili. In questa guida proponiamo cinque rifugi che funzionano come veri e propri balconi panoramici sul patrimonio UNESCO, ognuno con accessi, altitudini e caratteri diversi. L’obiettivo non è solo indicare una meta, ma raccontare come raggiungerla e cosa aspettarsi in termini di paesaggio e storia.
Tre Cime e Rifugio Lavaredo (2.344 m): l’icona visiva
Il primo punto fermo per qualsiasi viaggio tra le Dolomiti di Sesto è la vista sulle Tre Cime di Lavaredouna delle immagini più riconoscibili al mondo. Il Rifugio Lavaredosituato a 2.344 metri, si trova ai piedi di queste torri di dolomia e offre una prospettiva ravvicinata che supera qualsiasi fotografia. Il famoso anello attorno alle Tre Cime è un’escursione classica: oltre al valore scenografico, rappresenta un esempio di come il paesaggio d’alta quota modulato da luce e roccia produca contrasti intensi tra grigio e rosa della roccia e il cielo.
Monte Nuvolau e rifugio storico (1883): il racconto del Nuvolau
Sulla vetta del Monte Nuvolau si trova uno dei rifugi più antichi delle Dolomiti: il Rifugio Nuvolauinaugurato nel 1883 grazie all’iniziativa del colonnello prussiano Richard von Meerheimb. La sua posizione a 2.575 metri garantisce una vista a 360 gradi su vette come la Marmolada, il Civetta, le Pale di San Martino e il Sassolungo. Qui il senso di storia si mescola con l’ambiente: il rifugio mantiene ancora quell’atmosfera essenziale che definisce il concetto di rifugio d’alta quotaluogo di accoglienza spartana ma profondamente legata alla tradizione alpinistica.
Monte Lagazuoi e la terrazza sospesa (2.752 m)
Il Rifugio Lagazuoiarroccato a 2.752 metri sopra il Passo Falzarego, è spesso indicato come una delle terrazze più spettacolari dell’arco dolomitico in Veneto. Raggiungibile anche con la funivia dal passo, resta comunque una meta che restituisce ampie vedute sulle Tofane, le Odle, le Cime di Fanes e, all’orizzonte, la Marmolada con il suo ghiacciaio. Per chi cerca un punto d’osservazione immediato, la terrazza del Lagazuoi funziona da vero e proprio osservatorio naturale su intere catene montuose; in inverno il luogo diventa anche teatro di attività come l’arrampicata su ghiaccio e proposte di benessere in quota.
Gruppo del Civetta e Rifugio Adolfo Sonino al Coldai (2.132 m)
Nel cuore del Gruppo del Civetta si trova il Rifugio Adolfo Sonino al Coldaia 2.132 metri, raggiungibile da Alleghe dopo un percorso che attraversa boschi e pascoli. Questo rifugio è perfetto per chi cerca un’atmosfera più raccolta: la vicinanza al Lago di Coldai regala immagini in cui prati, ghiaioni e le verticali pareti del Civetta si specchiano nell’acqua. Il Civetta raggiunge i 3.220 metri e domina il contesto, rendendo il rifugio punto di partenza ideale sia per ascensioni sia per chi desidera contemplare scene naturali di grande impatto visivo.
Gruppo del Sorapiss e Rifugio Alfonso Vandelli: Sentiero 215
Il Rifugio Alfonso Vandelli è collocato nel Gruppo del Sorapiss e rappresenta una tappa per escursionisti disposti a guadagnarsi il panorama. L’accesso principale segue il lungo Sentiero 215uno dei percorsi più impegnativi e selvaggi dell’area di Cortina: la fatica del cammino viene ricompensata dall’emozione del Lago di Sorapiss con le sue acque turchesi, colore dovuto alle particelle minerali in sospensione. Il Vandelli è la scelta per chi cerca un’esperienza autentica, lontana dalle folle, dove la montagna si offre nella sua dimensione più intima.
Questi cinque rifugi — Lavaredo, Nuvolau, Lagazuoi, Coldai e Vandelli — rappresentano diversi modi di vivere le Dolomiti venete: dall’icona mondiale alle baie turchesi nascoste, dall’eredità storica dell’Ottocento alle terrazze panoramiche accessibili anche con funivia. In ogni caso, è consigliabile informarsi sulle condizioni del sentiero e sul grado di difficoltà prima di partire, perché il valore di ciascun rifugio è tanto paesaggistico quanto legato all’impegno richiesto per raggiungerlo.



