Proteste a Pavia contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: Tutto quello che devi sapere

Pavia si unisce in protesta contro il passaggio della fiaccola olimpica, evidenziando l'impatto negativo delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

Questa sera, giovedì 15 gennaio, la città di Pavia ospiterà una mobilitazione significativa in opposizione al passaggio della fiaccola olimpica. Questo evento rappresenta un simbolo del contestato evento delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Le preoccupazioni crescenti riguardano non solo il grande evento sportivo, ma anche le aziende coinvolte, accusate dai manifestanti di trarre profitto da situazioni di ingiustizia, come il genocidio in Palestina.

L’incontro è fissato per le ore 18:30 in Piazza Petrarca, nei pressi del viale Matteotti, dove è previsto l’arrivo della fiaccola. Seguirà, alle 21:00, la proiezione del film “Il Grande gioco. Milano – Cortina: il rovescio delle medaglie”, prodotto da Off Topic e dal Comitato Insostenibili Olimpiadi (Cio). Questa sarà un’opportunità per approfondire i motivi che giustificano la contestazione nei confronti delle Olimpiadi.

Il contesto delle Olimpiadi Milano-Cortina

Con l’avvicinarsi della data di inizio dei giochi, fissata per il 6 febbraio 2026, le affermazioni riguardanti la sostenibilità di queste Olimpiadi sono messe in discussione. La fondazione organizzativa, Milano-Cortina, promuove l’evento come il più ecologico di sempre, ma molti cittadini e attivisti vedono una realtà ben diversa. Queste Olimpiadi sono percepite come un’opportunità per il profitto privato, alimentato da fondi pubblici, e accompagnato da uno sfruttamento intensivo dei territori montani.

Un evento per il profitto?

Le Olimpiadi sono state concepite a fronte di un investimento pubblico che supera i 4 miliardi di euro. Questa cifra, sostanziale, secondo i critici, è destinata principalmente alla costruzione di infrastrutture turistiche. Le strade realizzate, necessarie per gestire l’afflusso di visitatori, rischiano di rimanere inutilizzate fino alla conclusione dei giochi, evidenziando un approccio miope alla pianificazione urbanistica.

Il progetto prevede anche la creazione di un villaggio olimpico e di un’arena a Milano, realizzati da investitori privati. La questione che sorge riguarda il futuro di queste strutture dopo la chiusura dei giochi. Si prevede che il villaggio olimpico venga trasformato in alloggi di lusso, mentre la domanda di case popolari rimane insoddisfatta in una città già colpita da problematiche abitative.

Le voci della contestazione

Il movimento di contestazione, rappresentato da diverse associazioni come Friday for Future e il Comitato Insostenibili Olimpiadi, si sta preparando a lanciare un corteo nazionale il 7 febbraio a Milano. Con lo slogan “Tutt* in piazza contro le nocività olimpiche”, l’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni ambientali e sociali causati dall’evento olimpico.

Richieste per un futuro sostenibile

I manifestanti chiedono una riconsiderazione dei fondi pubblici, auspicando che vengano reindirizzati verso politiche abitative e servizi pubblici essenziali. Tra le richieste emergono la necessità di migliorare la mobilità sostenibile, incrementare il trasporto pubblico e garantire accesso a strutture sportive per tutti, a prescindere dalla loro condizione economica.

Inoltre, si richiede la tutela del lavoro e la sicurezza dei territori, in particolare in situazioni di dissesto idrogeologico. Si lotta anche contro la crescente turistificazione, che porta a un aumento dei prezzi e a un peggioramento della qualità della vita nelle città.

La mobilitazione di Pavia rappresenta una risposta collettiva a un evento che, sebbene celebrato da alcuni come un’opportunità, è percepito da molti come un’occasione di sfruttamento e ingiustizia. La lotta per un futuro più equo e sostenibile continua, con il passaggio della fiaccola olimpica che diventa simbolo di questa resistenza.

Scritto da Dr. Luca Ferretti

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