Salta al contenuto
16 Giugno 2026

Positività al letrozolo: Rebecca Passler fuori dalla squadra per Milano Cortina

Una positività al letrozolo emersa in un controllo antidoping svolto fuori competizione ha determinato la sospensione cautelare e l'esclusione di Rebecca Passler dalla squadra italiana per i Giochi. La Federazione italiana sport invernali avvierà verifiche e assistenza legale all'atleta.

Positività al letrozolo: Rebecca Passler fuori dalla squadra per Milano Cortina

La carriera della giovane biathleta Rebecca Passler è al centro di un caso che ha avuto sviluppi rapidi e concreti: a seguito di un controllo antidoping svolto out of competitionla 24enne originaria di Anterselva è risultata positiva a una sostanza proibita, con conseguente provvedimento di sospensione cautelare. La decisione ha avuto ripercussioni immediate sulla composizione della squadra italiana diretta ai Giochi di Milano Cortina.

Le autorità competenti hanno notificato la positività e l’esclusione dall’organico olimpico, mentre la Federazione ha dichiarato l’intenzione di approfondire i fatti e di affiancare l’atleta nelle sedi competenti per chiarire le responsabilità e le circostanze che hanno condotto al risultato del test.

Sospensione cautelare e conseguenze per la partecipazione a Milano Cortina

Il Tribunale Nazionale Antidoping ha disposto la sospensione cautelare dell’atleta in data lunedì 2 febbraiomisura che comporta l’immediata esclusione dalla formazione che avrebbe dovuto partecipare ai Giochi. La decisione segue l’esito del controllo condotto il 26 gennaio e richiesto da Nado Italia; tale verifica è avvenuta al di fuori di una competizione ufficiale, ossia in regime out of competitionmodalità che mira a intercettare l’uso di sostanze dopanti anche lontano dall’attività agonistica.

La sospensione cautelare non è una condanna definitiva, ma un provvedimento che interrompe temporaneamente l’attività sportiva dell’atleta in attesa dell’istruttoria. Nei fatti, però, significa che Passler non prenderà parte ai giochi olimpici di Milano Cortina, privando la squadra italiana di una giovane promessa con risultati importanti nelle categorie giovanili e juniores.

La sostanza riscontrata e il suo contesto medico-sportivo

Il test ha evidenziato la presenza di letrozoloun principio attivo impiegato in ambito oncologico ma noto anche per la sua capacità di ridurre i livelli di estrogeni. Nel contesto sportivo il letrozolo è inserito nella lista delle sostanze vietate perché può alterare l’equilibrio ormonale e fornire vantaggi indiretti nelle prestazioni atletiche. L’individuazione di questa molecola in un controllo ha quindi implicazioni immediate sul piano disciplinare e sul piano medico.

È utile ricordare che la presenza di un principio attivo in un esame non determina automaticamente la responsabilità definitiva: il procedimento antidoping prevede fasi istruttorie, possibili controanalisi e la facoltà per l’atleta di presentare giustificazioni o prove a propria difesa, incluse possibili cause mediche o contaminazioni accidentali. Rimane comunque un elemento allarmante, sia per la singola atleta che per l’immagine della federazione.

Dichiarazioni della Federazione e profilo sportivo di Rebecca Passler

La Federazione italiana sport invernali ha preso posizione dichiarando che intende approfondire l’accaduto e accompagnare l’atleta nelle procedure previste. Il presidente della Fisi, Flavio Rodaha sottolineato l’importanza di chiarire ogni aspetto per evitare equivoci che possano danneggiare sia la carriera di Passler sia la reputazione dell’ente federale. La federazione ha anche ricordato il proprio impegno nella lotta al doping e nelle attività educative rivolte agli atleti fin dalle categorie giovanili.

Passler, classe 2001è figlia di Johann, che nel 1988 a Calgary conquistò la prima medaglia olimpica per il biathlon italiano; nel proprio palmarès la biathleta vanta otto medaglie conquistate ai mondiali juniores e giovanili, tra cui un oro in staffetta. Questi risultati avevano fatto pensare a lei come a una figura promettente per il futuro della nazionale italiana di biathlon.

Supporto e iter procedurale

La Fisi ha espresso la volontà di affiancare l’atleta nelle sedi opportune: questo include l’assistenza nel processo disciplinare e la verifica della documentazione medica o di qualsiasi elemento utile alla difesa. Il percorso prevede la possibile richiesta di controanalisi sul campione, le udienze davanti agli organismi competenti e, se necessario, l’eventuale ricorso alle istanze superiori per tutelare i diritti dell’atleta.

In parallelo, le autorità antidoping e la federazione continueranno a mantenere le procedure istituzionali previste per i casi di positività, con l’obiettivo dichiarato di garantire trasparenza e rispetto delle regole per tutti gli atleti coinvolti nella pratica sportiva.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.