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Pattinaggio di velocità ai XXV Giochi olimpici invernali
Il pattinaggio di velocità ai XXV Giochi olimpici invernali si è disputato dal 7 al 21 febbraio 2026 al Milano Speed Skating Stadium, una pista temporanea allestita nell’area della Fiera Milano Rho. L’impianto ha raccolto gare e attività collaterali in un unico polo, facilitando l’accesso del pubblico e le operazioni delle delegazioni: una soluzione pratica che ha contribuito a creare atmosfera attorno alla disciplina.
Programma e numeri
Il calendario comprendeva 14 prove, sette per gli uomini e sette per le donne, spaziando dagli sprint alle distanze di fondo e includendo le gare di gruppo. In pista si sono confrontati 164 atleti provenienti da 22 nazioni, compresi gli Atleti Individuali Neutrali. Il mix di 500 m, 1.000 m e 1.500 m da una parte, e 3.000–10.000 m dall’altra, insieme a mass start e inseguimenti a squadre, ha messo alla prova velocità pura, resistenza e capacità tattiche.
Formato delle prove
Le mass start hanno offerto corse frenetiche e strategiche, dove tempismo e scelte di gruppo erano determinanti. L’inseguimento a squadre, invece, ha valorizzato sincronizzazione e cambi di ritmo: la qualità tecnica e la coordinazione del gruppo spesso hanno fatto la differenza più del singolo spunto. Questo bilanciamento di specialità ha dato spazio sia agli sprinter esplosivi sia ai fondisti più regolari.
Risultati maschili di spicco
Tra gli uomini Jordan Stolz si è imposto sui traguardi più corti: 33″77 nei 500 m e 1’06″28 nei 1.000 m, confermando rapidità e consistenza. Ning Zhongyan ha invece vinto la 1.500 m in 1’41″98, precedendo proprio Stolz. Sui 5.000 m ha trionfato Sander Eitrem con 6’03″95, mentre nei 10.000 m il successo è andato a Metoděj Jílek con 12’33″43. La mass start maschile è stata decisa da una fuga coraggiosa: oro per Jorrit Bergsma, argento per il danese Viktor Hald Thorup e bronzo per l’italiano Andrea Giovannini. Nel team pursuit l’Italia ha brillato: la formazione composta da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha conquistato l’oro in 3’39″20, precedendo Stati Uniti e Cina.
Protagoniste femminili
Anche le donne hanno offerto gare di alto livello. Nei 500 m ha vinto Femke Kok in 36″49; nei 1.000 m Jutta Leerdam si è imposta in 1’12″31. La 1.500 m è andata ad Antoinette Rijpma-de Jong (1’54″09). Sulle lunghe distanze Francesca Lollobrigida ha dominato sia i 3.000 m (3’54″28) sia i 5.000 m (6’46″17), confermando il suo ruolo nelle gare di fondo. La mass start femminile ha sorriso a Marijke Groenewoud; Ivanie Blondin e Mia Manganello hanno completato il podio. Nell’inseguimento a squadre il Canada, con Blondin, Valérie Maltais e Isabelle Weidemann, ha vinto in 2’55″80, precedendo Paesi Bassi e Giappone.
Medagliere e riflessi tecnici
Il medagliere ha visto i Paesi Bassi al comando, seguiti dall’Italia e dagli Stati Uniti: un quadro che rispecchia la tradizione olandese nella disciplina e il valore dell’azzurro, specialmente su piste di casa. Le gare hanno confermato l’evoluzione tecnica del movimento: partenze explosive, gestione del ritmo nelle lunghe distanze e momenti tattici decisivi nelle mass start. Cronometri precisi e duelli ravvicinati hanno offerto spunti interessanti per allenatori e federazioni in vista delle prossime stagioni.
Conclusione
Milano ha messo in scena un evento appassionante, dove singoli interpreti si sono alternati a squadre ben organizzate. Tra conferme e sorprese, il pattinaggio di velocità ha dimostrato di restare uno degli sport più spettacolari e tatticamente ricchi del programma olimpico, offrendo materiale prezioso per chi segue l’evoluzione tecnica degli atleti e delle nazionali.