Olimpiadi Invernali 2026: La Sostenibilità al Centro del Dibattito in Italia

Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 si avvicinano, ma le discussioni sulla sostenibilità e la presenza di sponsor controversi continuano a sollevare dibattiti.

Le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina, che prenderanno il via il 6 febbraio 2026, si preannunciano come uno degli eventi sportivi più significativi degli ultimi anni. Tuttavia, un’ombra di polemiche circonda l’organizzazione di questa manifestazione, con questioni che spaziano dai costi elevati all’impatto ambientale. La cerimonia inaugurale si svolgerà allo stadio San Siro di Milano e le gare si protrarranno fino al 22 febbraio, seguite dalle Paralimpiadi dal 6 al 15 marzo. La situazione attuale, segnata da ritardi nelle infrastrutture e accuse di corruzione, mette in luce una realtà complessa.

I fatti

Un tema centrale delle discussioni è rappresentato dagli sponsor delle Olimpiadi. Tra questi, spicca Eni, una delle maggiori compagnie energetiche italiane. Greenpeace ha lanciato una campagna di sensibilizzazione evidenziando il paradosso di avere un’azienda legata ai combustibili fossili come sponsor principale di un evento sportivo che dovrebbe promuovere valori di sostenibilità e rispetto per l’ambiente. Secondo l’organizzazione, le emissioni previste da Eni nel 2026 potrebbero contribuire a sciogliere una quantità significativa di ghiaccio alpino, un chiaro segnale dell’impatto negativo delle attività industriali sul clima.

Reazioni e richieste di cambiamento

In risposta a questa situazione, Greenpeace ha inviato una lettera al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) chiedendo di escludere le aziende legate ai combustibili fossili dalle sponsorizzazioni. Federico Spadini, portavoce di Greenpeace Italia, sottolinea l’assenza di neve naturale a Cortina, un chiaro indicativo della crisi climatica in atto. Le previsioni indicano che, entro il 2080, molte località idonee a ospitare i Giochi Invernali potrebbero non essere più in grado di farlo, a causa dell’aumento delle temperature.

Le conseguenze del cambiamento climatico

Il cambiamento climatico ha ripercussioni dirette sulle condizioni climatiche invernali. La quantità di neve naturale è in costante diminuzione, portando a una crescente dipendenza dalla neve artificiale. Le stazioni sciistiche italiane, che una volta prosperavano grazie a inverni rigidi e nevosi, ora si trovano a dover affrontare una realtà in cui la neve è un evento raro. Questo scenario non solo mette a rischio l’industria degli sport invernali, ma solleva anche interrogativi sulle scelte fatte dalle autorità riguardo all’allocazione delle risorse.

Produzione di neve artificiale: un aspetto critico

Le Olimpiadi di Milano-Cortina richiederanno una quantità massiccia di neve artificiale. Secondo le stime, saranno necessari circa 836.000 metri cubi di acqua per produrre 2,4 milioni di metri cubi di neve artificiale. Questo non solo ha un costo ambientale significativo, ma solleva anche preoccupazioni riguardo al consumo di risorse idriche in un contesto di crescente scarsità. La capogruppo di AVS, Luana Zanella, ha messo in evidenza come il ministero dell’Ambiente non stia svolgendo un ruolo di garanzia per la popolazione, ma piuttosto si stia adattando alle esigenze dell’organizzazione olimpica.

La questione dell’economia circolare

Un altro aspetto fondamentale è l’approccio alla sostenibilità adottato per l’organizzazione delle Olimpiadi. Il programma Now26 promette di proteggere e valorizzare i paesaggi e le comunità coinvolte. Tuttavia, le iniziative legate all’economia circolare sembrano essere limitate. Il secondo rapporto sulla sostenibilità, sebbene dettagliato, dedica poco spazio all’economia circolare, evidenziando la necessità di un impegno più significativo in questo ambito.

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 si trovano a un bivio critico. Mentre l’evento può rappresentare un’opportunità per promuovere valori di sostenibilità, le attuali scelte organizzative e le polemiche legate agli sponsor suggeriscono una direzione preoccupante. La speranza è che, nonostante le sfide, si possa dare vita a un evento che rispetti davvero l’ambiente e le comunità coinvolte.

Scritto da Elena Rossi

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