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La fiaccola si è spenta ma il racconto dei Giochi resta vivo: la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona ha sancito la fine ufficiale di Milano Cortina 2026, con il tricolore portato in parata da due protagonisti indiscussi della spedizione azzurra, Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto. Quella serata è stata la fotografia di un’Olimpiade casalinga che ha riscritto i record e messo in luce nuovi e consolidati campioni.
Il simbolo e i protagonisti della parata
Nel corteo finale la bandiera italiana è stata affidata a due atleti che rappresentano altrettante storie di successo: Lisa Vittozzi, prima medaglia d’oro nella storia del biathlon italiano, e Davide Ghiotto, vincitore nell’inseguimento a squadre del pattinaggio di velocità. Le loro parole dopo aver sfilato hanno sottolineato il valore collettivo della vittoria e l’emozione suscitata dal pubblico.
Alla cerimonia hanno partecipato autorità nazionali e internazionali: il primo piano istituzionale ha visto la presenza del Presidente del Consiglio e dei vertici del Comitato Olimpico, insieme ai rappresentanti locali e ai delegati delle Provence-Alpes-Côte d’Azur e Auvergne-Rhône-Alpes, che hanno ricevuto il testimone per le Alpes Françaises 2030.
Il passaggio di consegne
Lo scambio simbolico con la Francia ha avuto luogo in un clima di festa e di confronto tra organizzatori, e ha preceduto l’estinzione delle fiamme sui due principali luoghi simbolo: l’Arco della Pace a Milano e Piazza Angelo Dibona a Cortina. Questo momento ha chiuso ufficialmente la manifestazione sul territorio italiano e aperto lo sguardo alle prossime edizioni.
Il bilancio sportivo dell’Italia: numeri e primati
L’Italia Team ha scritto una pagina storica: in totale sono state vinte 30 medaglie, suddivise in 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi. Un risultato che supera i precedenti record nazionali e testimonia la profondità del movimento invernale italiano. La delegazione più numerosa di sempre, composta da 196 atleti (103 uomini e 93 donne), ha conquistato podi in dieci discipline diverse, dal sci alpino allo short track, dal biathlon al pattinaggio di figura.
Tra i record individuali spiccano risultati che hanno modificato la storia olimpica italiana: l’exploit di Arianna Fontana che ha ampliato il proprio palmarès, il doppio successo di Federica Brignone nello sci alpino, e la storica medaglia d’oro di Lisa Vittozzi nel biathlon, la prima di sempre per l’Italia nella disciplina.
Disciplina e distribuzione delle medaglie
Le medaglie azzurre sono arrivate in gare individuali e a squadre: tra i traguardi inediti figura la prima medaglia italiana a squadre nel pattinaggio di figura, così come i successi nel short track mixed relay e i risultati nel fuoripista freestyle. Questi esiti segnano una crescita trasversale delle performance nazionali.
Il conto dei premi: quanto costa il bottino olimpico
Il successo sportivo ha un prezzo: il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha previsto premi stabiliti in anticipo, pari a 180.000 euro per ogni oro, 90.000 euro per ogni argento e 60.000 euro per ogni bronzo. Complessivamente, per le 30 medaglie conquistate, l’impegno economico lordo ammonta a 6.570.000 euro. La Legge di Bilancio 2026 ha reso esenti questi premi dall’Irpef, eliminando le trattenute fiscali sui compensi.
Nel dettaglio i 10 ori valgono 3,42 milioni, i 6 argenti 1,17 milioni e i 14 bronzi 1,98 milioni. Va sottolineato che il numero dei beneficiari è maggiore delle medaglie, poiché nelle gare a squadre e nelle staffette anche gli atleti che hanno partecipato nelle fasi precedenti ricevono il premio: gli ori sono stati assegnati a 19 atleti, gli argenti a 13 e i bronzi a 33.
Chi ha incassato di più
Le atlete più remunerate sono state quelle con doppio successo: Federica Brignone e Francesca Lollobrigida hanno incassato 360.000 euro ciascuna per i loro due ori. Arianna Fontana, grazie a una combinazione di ori e argenti nello short track, si è attestata sullo stesso importo complessivo, cifra che riflette il valore sportivo e simbolico delle loro imprese.
Milano Cortina 2026 rimane un’edizione destinata a lungo alla memoria: un mix di piazze affollate, prestazioni inattese, primati individuali e collettivi, e un impatto economico tangibile sui conti del Coni. La fiamma può essersi spenta, ma l’eredità sportiva e l’ambizione di migliorare continuano a guidare il percorso verso Los Angeles 2028 e le Alpes Françaises 2030.