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8 Giugno 2026

Le Aquile di San Martino: Un Viaggio tra Alpinismo e Comunità

Un viaggio tra le Dolomiti per scoprire come le Aquile di San Martino hanno trasformato l'alpinismo in un'esperienza di comunità e collaborazione

Le Aquile di San Martino: Un Viaggio tra Alpinismo e Comunità

Tra le maestose Pale di San Martinoun gruppo di guide alpine ha scritto una storia di collaborazione e appartenenza che dura da oltre centocinquant’anni. Le Aquile di San Martinocosì chiamate per il loro spirito indomito e la loro abilità, hanno trasformato l’esplorazione delle montagne in un simbolo di unione e rispetto per l’ambiente.

Nate alla fine dell’Ottocento, le Aquile hanno visto tra i loro fondatori figure leggendarie come Michele BettegaGiuseppe ZecchiniAntonio Tavernaro e Bortolo Zagonel. Questi uomini, con la loro profonda conoscenza del territorio, hanno aperto nuove vie e accompagnato esploratori da tutta Europa, contribuendo a trasformare San Martino di Castrozza in una delle capitali del turismo alpino.

Le Origini delle Aquile di San Martino

Le origini delle Aquile risalgono al 1892quando il barone Theodor von Wundtscrittore e alpinista tedesco, descrisse Michele Bettega come un uomo che conosceva i suoi monti in ogni recondito meandro. Attorno a lui si formò un gruppo di guide che, fin dall’inizio, scelsero di collaborare invece di agire individualmente.

Questo spirito di gruppo è stato fondamentale per affrontare le sfide delle Pale di San Martino, un territorio vasto e complesso che rappresentava una vera palestra per le Aquile. Tra le loro imprese più celebri, la salita sulla parete sud della Marmolada verso Punta Penia il 1° luglio del 1901un’impresa firmata da Tomasson, Bettega e Zagonel che è rimasta scolpita nella storia dell’alpinismo.

Lo Spirito di Comunità

La forza delle Aquile non si è costruita solo sulle pareti delle montagne. A renderle un simbolo della valle è stato anche il forte spirito comunitario. Nel 1921le guide alpine costruirono la Casa delle Guidela più antica del paese, pensata per permettere alle famiglie delle guide di vivere stabilmente a San Martino durante la stagione estiva.

Questo luogo divenne un punto di riferimento per la comunità, dove le guide lavoravano in montagna accompagnando clienti e alpinisti, mentre le mogli si occupavano dei prati e della vita quotidiana. Questo modello di solidarietà e cooperazione durò fino agli anni Cinquanta, rafforzando ulteriormente l’idea di appartenenza che ancora oggi caratterizza le Aquile.

La Memoria e la Cultura della Montagna

Essere un’Aquila e un premierotto significa appartenere a una storia collettiva e custodire un modo preciso di vivere la montagna. Mariano Lott, attuale presidente delle Aquile, ricorda con orgoglio i presidenti che lo hanno preceduto e l’importanza di tramandare la cultura della montagna alle nuove generazioni.

Proprio nei giorni scorsi, il gruppo ha ricordato il cinquantesimo anniversario della spedizione al Dhaulagiri del 1976un momento importante non solo per celebrare una pagina storica dell’alpinismo trentino, ma anche per trasmettere alle nuove generazioni il senso di ciò che significava vivere e affrontare la montagna cinquant’anni fa.

Le Aquile continuano a promuovere la cultura della montagna e il valore della memoria alpina, collaborando con altri gruppi storici come gli Scoiattoli di Cortinale Guide di Courmayeur e i Catores della Val Gardena. Questo legame tra guide alpine nasce da una comprensione reciproca immediata, unita dalla stessa passione per la montagna.

Lo spirito delle Aquile continua a vivere anche attraverso uomini come Giampaolo Coronaalpinista simbolo del Primiero contemporaneo e socio delle Aquile. La montagna, a volte, sa chiedere molto a chi la ama profondamente, ma sa anche restituire appartenenza, forza e senso di comunità.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.