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15 Giugno 2026

Justine Braisaz-Bouchet si separa da Fischer: addio a un capitolo importante della carriera

Justine Braisaz-Bouchet ha comunicato la cessazione del rapporto con Fischer attraverso Instagram, ringraziando il marchio per gli anni condivisi e chiarendo la scelta di allenarsi fuori dalle strutture della nazionale per motivi personali e familiari

Justine Braisaz-Bouchet si separa da Fischer: addio a un capitolo importante della carriera

La biatleta francese Justine Braisaz-Bouchet ha reso pubblico, tramite un post su Instagram, la decisione di interrompere la collaborazione con l’azienda di attrezzature Fischerun marchio che l’ha accompagnata fin dalle prime vittorie internazionali. Nella comunicazione la campionessa ha espresso profonda gratitudine per il supporto ricevuto nei momenti chiave della sua carriera, dalla prima affermazione in Coppa del Mondo fino alle medaglie mondiali e olimpiche.

Contestualmente alla separazione dall’azienda fornitrice, la stessa atleta ha confermato che affronterà la preparazione per la prossima stagione al di fuori del contesto federale, una scelta motivata dalla volontà di ricercare un migliore equilibrio tra vita privata e impegni sportivi.

La rottura con Fischer e il messaggio di ringraziamento

Nella nota pubblicata sui social, Braisaz-Bouchet ha richiamato i traguardi raggiunti insieme a Fischersottolineando come il marchio sia stato presente «da quando ho vinto la prima gara in Coppa del Mondo» fino alle numerose medaglie conquistate. Il messaggio è impregnato di riconoscenza: ringraziamenti a chi l’ha sostenuta nei momenti positivi e in quelli più difficili, e la promessa che i risultati ottenuti resteranno impressi nel suo cuore. L’annuncio lascia aperta la domanda su quale fornitore tecnico la sostituirà in futuro.

La preparazione lontano dalla nazionale e le ragioni personali

La decisione di allenarsi al di fuori della squadra nazionale non è arrivata improvvisamente: già in passato Justine aveva interrotto la preparazione con il gruppo federale, scegliendo un percorso autonomo che le permette di restare più vicina alla famiglia. In questo nuovo progetto la componente privata è centrale: la biatleta ha spiegato di volersi garantire una migliore armonia tra gli impegni sportivi e il ruolo familiare, con il marito coinvolto anche nel ruolo di allenatore. Tale scelta comporterà, nelle parole della stessa atleta, l’assunzione di costi diretti per la preparazione, dal momento che non si avvarrà delle strutture federali come in passato.

Implicazioni sportive e organizzative

Allenarsi al di fuori del circuito federale significa gestire in autonomia programmi, logistica e rapporti con eventuali partner tecnici. Per un’atleta di alto livello, questa strada comporta sia opportunità — maggiore controllo sulle scelte quotidiane — sia oneri aggiuntivi, come il finanziamento diretto di raduni e staff. È una decisione che riflette priorità personali oltre che sportive, e che avrà ricadute sulla gestione della prossima stagione agonistica.

Tensioni interne e il contesto dei rapporti con le compagne di squadra

Nel raccontare il proprio percorso, Braisaz-Bouchet ha anche toccato aspetti legati alla convivenza nello staff femminile: la sensazione di isolamento, l’affaticamento e una serie di eventi extra-sportivi che hanno influito sul suo equilibrio. In particolare, la vicenda giudiziaria che ha coinvolto una compagna di squadra — relativa a un episodio di appropriazione indebita con una carta di pagamento — è stata citata come elemento di forte disagio emotivo, dato che il processo e le ammissioni tardive hanno avuto un impatto sull’ambiente del gruppo.

La biatleta ha riferito di essere stata emotivamente provata durante i Giochi di Milano-Cortina, dove si è sentita esclusa da alcune scelte di staff come i format dei relay. Questo sentimento di marginalità ha contribuito alla decisione di cambiare assetto di lavoro in vista delle future competizioni.

Ripercussioni sportive dopo le Olimpiadi

Alla luce dei risultati collettivi ottenuti dalla squadra, Justine ha riconosciuto che certe scelte tecniche sono state giustificate dai risultati finali, ma ha anche spiegato come l’insieme delle circostanze le abbia lasciato una sensazione di frustrazione personale. Il mix tra stanchezza fisica, pressione extra-sportiva e la percezione di essere spettatrice del proprio declino atletico ha accelerato la volontà di riorientare il proprio progetto.

Parallelamente, vale la pena notare che un altro atleta francese di primo piano aveva recentemente interrotto a sua volta il rapporto con Fischeroptando poi per un diverso fornitore tecnico. Questo scenario suggerisce un clima di mutamenti nel rapporto tra alcuni atleti di élite e i partner tecnici tradizionali.

Nel complesso, la decisione di Justine Braisaz-Bouchet di chiudere la collaborazione con Fischer e di allenarsi lontano dalla nazionale rappresenta un punto di svolta nella gestione della sua carriera: una scelta che mette al centro la dimensione umana e familiare, pur mantenendo salda l’ambizione sportiva. Resta da vedere come si tradurrà questa nuova impostazione in termini di risultati e di accordi tecnici per la stagione a venire.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.