La Valle dei Mòcheninel cuore del Trentino orientale, è un territorio che si presta perfettamente a un lungo anello in e-bike. Il percorso qui descritto parte e termina a Baselga di Pinépresso il Lago di Serraia (circa 1.000 metri di quota), e porta il ciclista fino alla zona della Bassa in Panarottaoltre i 2.000 metri. Durante la traversata si alternano tratti lacustri, strade forestali, masi su pendii e panorami verso il Gruppo del Brentaoffrendo un mix di natura, storia e fatica da gestire con attenzione.
Da Baselga di Piné al Passo del Redebus: salite, laghi e ambiente dell’altopiano
Si lascia il Lago di Serraia risalendo gradualmente su strade secondarie che conducono verso il Passo del Redebuscollegamento naturale tra l’Altopiano di Piné e la parte interna della valle. Il tratto iniziale attraversa prati e boschi che caratterizzano l’altopiano, toccando aree vicine ai laghi, come il Lago delle Piazzee piccoli centri come Baselga e Bedollo. Su questi primi chilometri è importante gestire la batteria dell’assistenza elettrica: la salita tende a farsi sentire e il fondo alterna asfalto a sterrato. Questo segmento prepara fisico e bici al passaggio verso la Valle dei Mòcheni, cambiando scenari dal lacustre al montano.
Passo del Redebus e Acqua Fredda: archeologia e metallurgia antica
Sul versante del Passo del Redebus si trova l’area di Acqua Freddaposta intorno ai 1.450 metridove emergono tracce di attività metallurgiche preistoriche. Qui sono stati rinvenuti forni fusori risalenti alla tarda età del Bronzo, datati tra il XIII e l’XI secolo a.C.utilizzati per la lavorazione del rame. Inserire questa sosta nel giro significa comprendere che la montagna non è stata solo pascolo ma anche luogo di estrazione e lavorazione dei minerali fin dall’antichità. Il passaggio al Redebus contrappone il paesaggio aperto dell’altopiano con l’ambiente più chiuso della valle del torrente Fersinaelemento guida della Valle dei Mòcheni.
Attraverso la Valle dei Mòcheni: masi, lingua e sentieri verso Palù del Fersina
Entrando in valle, chiamata Bersntol nella lingua locale, si incontrano i borghi storici come FierozzoFrassilongo e Palù del Fersinadove la minoranza di origine germanica ha conservato toponimi, tradizioni e usi. Il tracciato prosegue prevalentemente su strade forestali e mulattiere che solcano i fianchi della valle: si pedala tra masi isolati, prati e boschi, con cambi di pendenza frequenti. In questa porzione l’uso dell’e-bike è strategico perché permette di affrontare rampe impegnative senza trasformare il giro in una prova esclusiva per biker estremi, pur richiedendo comunque competenza nella conduzione e una buona pianificazione dell’autonomia.
La miniera Gruab va Hardimbl sopra Palù
Nei pressi di Palù del Fersina si trova la miniera denominata Gruab va Hardimbltestimonianza di attività estrattive storiche che hanno interessato la valle nei secoli. La presenza di questi siti racconta una storia economica estesa nel territorio, fino al periodo moderno, e arricchisce il giro con punti di interesse che possono essere visitati o osservati dall’esterno, nel rispetto delle regole locali e degli orari di accesso stabiliti per eventuali visite guidate.
Dalla Bassa in Panarotta al rientro a Piné: quota, viste e discese tecniche
La parte alta dell’anello raggiunge la Bassa in Panarottapoco sopra i 2.000 metripunto più elevato e panoramico del percorso. Da qui la vista spazia verso le dorsali del Lagorai e, nelle giornate limpide, fino al profilo del Gruppo del Brenta. La discesa verso l’altopiano richiede la stessa attenzione della salita: i tratti in ghiaia, le curve strette e i passaggi più umidi impongono freni ben funzionanti, casco e occhiali. Il rientro a Baselga di Piné chiude l’anello là dove era iniziato, restituendo una combinazione di ambienti che va dal lago alla montagna alta, attraversando boschi, masi, siti archeologici e vecchie miniere.
Informazioni pratiche: il percorso è pensato per e-bike o mountain bike con gomme da sterrato, richiede gestione della batteria, equipaggiamento per riparazioni e acqua, e conoscenza di fondi misti. La lunghezza e il dislivello rendono questo itinerario impegnativo ma molto vario, ideale per chi cerca un’esperienza completa nella Valle dei Mòcheni e sull’Altopiano di Piné.



