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13 Ottobre 2026

Intervento di soccorso alpino a Urzulei: oltre 60 tecnici al lavoro

Un uomo rimasto bloccato per più di una giornata è stato salvato grazie a un'operazione congiunta di più forze di soccorso.

Intervento di soccorso alpino a Urzulei: oltre 60 tecnici al lavoro

Il 11 ottobre nella zona di Gorroppeddu, al confine tra i comuni di Urzulei e Baunei, un giovane speleologo ha vissuto un’avventura che si è trasformata in una drammatica emergenza. Luca Olmetto, 31enne, si trovava a esplorare una cavità di recente scoperta quando una frana improvvisa lo ha seppellito a circa dieci metri di profondità. La compagna, l’unica testimone dell’incidente, è riuscita a scappare e ha allertato il Numero Unico 112 verso le 14:30.

Il crollo nella cavità di Gorroppeddu

Il sisma di terra e pietre ha subito ostruito l’ingresso della grotta, riducendo lo spazio disponibile a appena un metro e mezzo per un metro e mezzo. L’ambiente, già in condizioni di instabilità, si è trasformato in un tunnel quasi impraticabile, rendendo qualsiasi intervento estremamente delicato. La natura angusta del passaggio ha costretto i soccorritori a procedere con scavi manuali e a consolidare le pareti con tavole di contenimento, per evitare ulteriori cedimenti.

Le operazioni di soccorso: CNSAS e Vigili del Fuoco

Le prime squadre del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) hanno raggiunto l’entrata della cavità poche ore dopo l’allarme, valutando la situazione e avviando i primi lavori di contenimento. Subito si è affiancata la squadra dei Vigili del Fuoco che ha messo in campo i propri specialisti per il recupero in ambienti impervi. L’intervento è stato potenziato progressivamente: oltre 60 tecnici di speleologia, specialisti della commissione disostruzione e due medici esperti hanno contribuito al salvataggio.

Scavi notturni in spazi ridotti

Durante tutta la notte, dal pomeriggio di domenica al pomeriggio di lunedì, i soccorritori hanno rimosso massi e detriti con operazioni lente e metodiche. Ogni metro di terra rimossa doveva essere immediatamente stabilizzato con tavole di contenimento, altrimenti il rischio di nuovi crolli sarebbe stato inaccettabile. Dopo quasi 24 ore di lavoro incessante, verso le 20:35 del lunedì, gli operatori hanno finalmente individuato lo speleologo, ancora intrappolato dai resti di roccia.

Il prossimo passo è stato delicato: liberare Olmetto senza compromettere la sicurezza della squadra. I medici del CNSAS hanno monitorato costantemente i parametri vitali dell’uomo, mentre i tecnici rimuovevano progressivamente i blocchi circumstanti, garantendo al contempo il sostegno alle pareti scavate.

Il supporto aereo dell’Aeronautica Militare

L’aspetto logistico è stato gestito dall’Aeronautica Militare coordinata dal Rescue Coordination Centre di Poggio Renatico. Alle 20:35 del 12 ottobre, un elicottero HH-139 dell’80° Centro S.A.R. di Decimomannu è decollato verso la zona, trasportando otto tecnici del CNSAS Sardegna al campo operazioni allestito vicino alla grotta. Successivamente, lo stesso elicottero ha effettuato più voli per imbarcare i Vigili del Fuoco e le attrezzature necessarie.

Parallelamente, un secondo HH-139 dell’85° Centro S.A.R. di Pratica di Mare ha portato tre specialisti della commissione disostruzione, insieme a ferramenta, tavole di contenimento e altri strumenti indispensabili per le operazioni di penetrazione nella cavità ostruita. Grazie a questo impiego integrato di risorse aeree, il personale di soccorso è stato rinforzato rapidamente, consentendo di completare le attività di estrazione entro il pomeriggio.

Una volta rimosso l’ultimo ostacolo, lo speleologo è stato sollevato con una cinghia di sicurezza e trasferito alla superficie, dove i sanitari presenti lo hanno stabilizzato. Poco prima delle 18 dello stesso giorno, Luca Olmetto è stato imbarcato su un elicottero per il trasferimento all’ospedale più vicino, dove ha ricevuto le cure necessarie.

L’intervento ha dimostrato come la collaborazione tra CNSASVigili del Fuoco e Aeronautica Militare possa garantire una risposta efficace anche in contesti estremamente difficili, dove il tempo e la precisione sono decisivi per salvare vite umane.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.