Indennità compensative 2026: come ottenere il sostegno per aree montane e zone con vincoli naturali

Regione Emilia-Romagna rinnova il sostegno alle imprese agricole in aree montane e con vincoli naturali attraverso bandi che mobilitano risorse mirate

La Regione Emilia-Romagna ha predisposto per il 2026 un pacchetto di risorse volto a sostenere chi conduce attività agricole nei contesti più difficili del territorio. Con una dotazione complessiva di quasi 50 milioni di euro destinati alle indennità compensative, il provvedimento punta a contrastare lo spopolamento delle aree interne e a mantenere il presidio rurale, garantendo continuità produttiva e cura del paesaggio. In questo contesto, il riferimento normativo è la Pac 2026-2027, che mette a disposizione strumenti specifici per le aziende situate in zone montane e in aree soggette a vincoli naturali.

Le risorse 2026 si inseriscono in un quadro finanziario più ampio: oltre 144 milioni di euro sono previsti per l’intero periodo di programmazione 2026-2027. L’obiettivo è chiaro: assicurare che tutte le domande ammissibili ricevano finanziamento senza procedure selettive, favorendo così un sostegno diffuso. In questo articolo sintetizziamo importi, requisiti, modalità di accesso e scadenze, con indicazioni pratiche per le imprese interessate.

Risorse e destinazione degli aiuti

Il pacchetto attivato dalla Giunta regionale comprende due linee principali: SRB01 dedicata alle zone montane e SRB02 rivolta alle altre aree con svantaggi naturali significativi. Per il 2026 sono stanziati circa 31,5 milioni di euro per le aree montane e 17,5 milioni di euro per SRB02, cifre pensate per compensare i maggiori costi e i minori ricavi che caratterizzano queste produzioni. Il sostegno è concepito per mantenere l’attività agricola e zootecnica dove le condizioni produttive sono più complesse, tutelando così anche aspetti sociali e ambientali legati alla manutenzione del territorio.

A chi sono rivolte le misure

Possono accedere alle indennità compensative gli operatori agricoli che risultano in attività e che gestiscono direttamente le superfici oggetto di domanda. È richiesta l’iscrizione all’Anagrafe delle aziende agricole con fascicolo aziendale aggiornato e validato. Le superfici devono essere mantenute in stato idoneo alla coltivazione o al pascolo per l’intero anno. Per le imprese zootecniche, l’accesso al contributo massimo è vincolato al rispetto di un carico minimo di bestiame espresso in Unità di bestiame adulto (Uba), secondo i parametri previsti dalla normativa nazionale ed europea.

Modalità di erogazione e soglie

I contributi vengono corrisposti sotto forma di indennità annuale per ettaro di Superficie agricola utilizzata (Sau). Le aziende zootecniche possono ricevere fino a 300 euro per ettaro, mentre le altre tipologie di imprese agricole possono ottenere fino a 250 euro per ettaro. La superficie minima ammissibile è di 2 ettari; nel caso in cui la domanda riguardi entrambe le tipologie di area la soglia minima sale a 3 ettari complessivi. Per orientare le risorse verso realtà più piccole e con maggior bisogno, è prevista una modulazione del sostegno in funzione della dimensione aziendale.

Regole di modulazione e cumulabilità

La modulazione prevede che il contributo sia pieno per i primi 20 ettari e subisca una riduzione progressiva per le superfici eccedenti, fino a non essere riconosciuto oltre i 60 ettari. Questa logica di degressività si applica considerando l’insieme delle superfici aziendali ricadenti sia in aree montane sia in aree con altri vincoli. Le indennità sono inoltre cumulabili con altri pagamenti della Pac, inclusi i pagamenti diretti e gli interventi agro-climatico-ambientali, contribuendo così a rafforzare la sostenibilità economica delle aziende localizzate in territori con esigenze specifiche.

Procedura di domanda e scadenze

Le domande di sostegno e pagamento devono essere presentate entro il 15 maggio 2026, utilizzando le modalità previste dal sistema di gestione della Pac. L’istruttoria e le verifiche sono affidate ad Agrea, che provvederà a controllare la conformità delle domande, a determinare gli importi spettanti e a disporre le concessioni finanziarie. La Regione conferma che, per il 2026, saranno finanziate tutte le domande ammissibili senza ricorrere a meccanismi di selezione, garantendo così certezza e continuità agli interventi.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi, la misura rappresenta un impegno concreto per sostenere imprese che svolgono funzioni essenziali di presidio territoriale, tutela del paesaggio e gestione ambientale. Le aziende interessate devono pertanto verificare requisiti, aggiornare il fascicolo aziendale e presentare domanda entro i termini stabiliti per accedere ai benefici previsti.

Scritto da John Carter

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