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17 Giugno 2026

Hillary Dawa Sherpa sopravvive sull’Everest: il racconto di un cliente e le omissioni dell’agenzia

La testimonianza di un cliente ricostruisce la salita e la discesa dall’Everest, la scomparsa di Hillary Dawa Sherpa, i ritardi nella partenza il 27 maggio, l’assenza di ricerche da parte dell’agenzia Himalayan Traverse Adventure e il successivo coinvolgimento di 8K Expeditions e delle autorità nepalesi

Hillary Dawa Sherpa sopravvive sull’Everest: il racconto di un cliente e le omissioni dell’agenzia

La storia che ha coinvolto Hillary Dawa Sherpa è emersa attraverso il racconto di un cliente, Mariusz Chmielewskie riguarda la salita e la discesa dall’Everest durante una rotazione che ha toccato Campo 4Campo 3Campo 2 e il Campo Base. Tra i fatti verificati vi sono la partenza prevista la sera del 27 maggioil momento in cui si è perso il contatto e la successiva attivazione di ricerche promossa da 8K Expeditions. Il 12 giugno 2026 è stata confermata la dimissione dall’ospedale di Hillary Dawa.

La salita, la rotazione su Island Peak e la composizione della squadra

Secondo la ricostruzione, la spedizione aveva effettuato una fase di acclimatamento sull’Island Peak prima di salire sull’Everest. La squadra era composta da clienti e sherpa collegati a Himalayan Traverse Adventure (HTA)con Hillary Dawa Sherpa che era entrato nella formazione sostituendo un altro sherpa. Tra le persone citate nella vicenda compaiono Pasang Kaji SherpaAng Phurba SherpaChris Thrall e Mariusz Chmielewski. In precedenza, contatti con Nirmal Purja avevano indirizzato alcuni clienti verso agenzie legate a operatori come EliteExped nella primavera del 2026.

Dettagli sull’organizzazione e sulle responsabilità

Chmielewski racconta che la logistica presentò problemi già durante le rotazioni: carenza di acqua e cibo a Campo 2 in un’occasione, difficoltà nella gestione delle attrezzature e un cambiamento di sherpa che portò Hillary a essere parte della squadra in un ruolo non inizialmente previsto. Queste criticità sono state segnalate come possibili elementi che hanno inciso sulla dinamica della spedizione e sulle scelte operative nelle fasi finali della salita.

La giornata della vetta, i tempi e la separazione

La notte del 26 maggio il gruppo raggiunse Campo 4 e programmò la partenza per la vetta la sera successiva. Secondo la testimonianza, inizialmente la partenza era prevista per le 21, ma il gruppo effettivamente partì alle 22.30. Chmielewski racconta che, durante la salita finale, Chris Thrall e Pasang Kaji Sherpa si posizionarono in testa, mentre Hillary rimase indietro perché trasportava gran parte delle bombole di ossigeno fino al Balcony. Mariusz decise di proseguire verso la vetta prima di fare ritorno al Balcony e poi scendere con Hillary e gli altri; successivamente si ritirò dalla salita a circa 8450 metri per condizioni meteorologiche, problemi con la tuta e riserve d’ossigeno insufficienti.

La discesa notturna e l’inizio della crisi

Nel corso della discesa notturna, Chmielewski e Thrall si trovarono a fronteggiare una tempesta di neve e una rapida perdita di visibilità. A quota attorno ai 7600 metri incontrarono difficoltà di ossigeno e illuminazione: Pasang Kaji lasciò il cliente in difficoltà e proseguì verso Campo 2lasciando Chmielewski a scendere da solo. Più tardi Chris e Mariusz raggiunsero Campo 3 dove trovarono tende abbandonate e non riuscirono a rintracciare Hillary Dawa.

La mancata ricerca immediata e le conseguenze

Dalle dichiarazioni emerse, Himalayan Traverse Adventure non avrebbe avviato subito una ricerca per Hillary Dawa; soltanto dopo qualche giorno la situazione venne segnalata e 8K Expeditions intervenne nel promuovere ricerche. Durante la permanenza al Campo Base i membri della spedizione denunciarono l’assenza di soccorsi e la decisione di far rientrare i clienti. Chmielewski ha riferito di aver poi ricevuto cure mediche a Kathmandu, dove rimase ricoverato per trattare congelamenti di secondo grado alle dita e altri accertamenti.

Il Dipartimento del Turismo del Nepal ha avviato un’indagine sulla vicenda, mentre i protagonisti della spedizione e le organizzazioni coinvolte sono al centro di verifiche sulle responsabilità operative e sui protocolli di sicurezza. Tra le frasi riportate nella testimonianza figurano dichiarazioni sui tempi di partenza: “ha detto che saremmo partiti alle 21.” e sull’attesa al momento della partenza: “Io ero pronto a quell’ora, ma ho aspettato fino alle 22.30“; inoltre Chmielewski ha raccontato di non sapere che alcune strutture sull’icefall fossero state rimosse rapidamente: “Non sapevo che le scale dell’Icefall dovessero essere smontate.” e “Non mi era nemmeno venuto in mente che qualcuno potesse volerlo fare così in fretta.

Il caso ha sollevato richieste di maggiori controlli sulle agenzie che operano sull’Everest e sull’adeguatezza delle guide e degli sherpa impiegati. Il recupero e la dimissione di Hillary Dawa il 12 giugno 2026 chiudono la fase medica della vicenda, ma le indagini amministrative e le verifiche sulle responsabilità proseguono tra Kathmandu e il Campo Base.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.