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1 Ottobre 2026

Guida a fisiologia, allenamento e equipaggiamento nello sci alpinismo

Scopri i principi fisiologici, gli esercizi specifici e le scelte di equipaggiamento per affrontare alpinismo in sicurezza e migliorare le prestazioni.

Guida a fisiologia, allenamento e equipaggiamento nello sci alpinismo

Quando la prima neve ricopre le cime, lo sci alpinismo richiama chi vuole muoversi fuori pista, combinando la salita in autonomia con la discesa tecnica. L’attività non è solo una prova di resistenza aerobica coinvolge infatti due tipologie di lavoro muscolare molto diverse, che richiedono programmi di allenamento mirati e un equipaggiamento adeguato.

Fisiologia e allenamento specifico per lo sci alpinismo

Durante la fase ascensionale gli arti inferiori operano prevalentemente in contrazione concentrica trasformando energia chimica in spinta verso l’alto. Il metabolismo aerobico è dominante, ma l’aumento di pendenza o di ritmo fa emergere la glicolisi anaerobica, con un più alto accumulo di lattato. Perciò una salita lunga e moderata sviluppa la capacità di sostenere sforzi prolungati, mentre i tratti ripidi richiedono picchi di potenza anaerobica.

Contrazione concentrica: esercizi consigliati

Tra le attività più efficaci troviamo camminate in salita con zaino da 10-15 kg per 45-60 min, pedalate a zona aerobica (65-75 % della FCmax) di 60-90 min e run-up su pendio a ritmo costante per 30-45 min. Questi allenamenti migliorano la soglia aerobica e riducono la produzione di lattato nelle scalate più lunghe.

Contrazione eccentrica: il ruolo cruciale della discesa

Scendere non è “rilassarsi”: gli estensori di ginocchia, i glutei e la catena antigravitazionale lavorano in contrazione eccentrica per assorbire gli urti e mantenere la stabilità. Tale tipo di sforzo genera più tensione muscolare rispetto al lavoro concentrico e può provocare microlesioni se i muscoli non sono adeguatamente preparati.

Esercizi mirati includono squat eccentrico (4 s di discesa, 1 s di risalita, 3×8-10), affondi posteriori con controllo, plank laterale da 30-45 s per lato e depth jumps su pedana da 20 cm (2×6). Queste routine aumentano la resistenza dei muscoli alla frenata, migliorando la capacità di controllare la velocità in discesa e riducendo il rischio di dolori post-uscita.

Bastoncini: come scegliere la lunghezza e il materiale giusto

Il bastoncino è l’estensione del corpo: una misura errata compromette postura e ritmo. La formula tradizionale è altezza × 0,7, arrotondata al valore commerciale più vicino (incrementi di 5 cm). Per verificare, capovolgi il bastoncino, appoggia la mano sotto il cestello e controlla che il gomito formi circa 90°.

Tabella di riferimento:

  • 145-152 cm → 105 cm
  • 153-160 cm → 110 cm
  • 161-168 cm → 115 cm
  • 169-175 cm → 120 cm
  • 176-183 cm → 125 cm
  • 184-190 cm → 130 cm
  • 191-198 cm → 135 cm

I principianti traggono beneficio da bastoncini in alluminio più robusti e meno costosi; gli sciatori esperti spesso preferiscono il carbonio più leggero ma delicato. Il cestello deve essere adeguato al tipo di neve: quello standard per pendii battuti, quello più largo per neve fresca o fuoripista.

Eventi di formazione: dal camp nazionale a Primaluna al corso giovanile Timaucleulis

Camp nazionale di sci alpinismo a Primaluna (28 settembre – 4 ottobre)

La località lecchese accoglie la squadra senior e under-23 della nazionale italiana. Undici atleti, tra cui Noemi Junod, Silvia Boscacci, Lisa Moreschini e Lorenzo Milesi, si alternano a sessioni di salita ripetuta, lavori di tecnica discendente su tracciati variabili e laboratori sulla gestione del ritmo in quota. Gli allenatori Damiano Lenzi, Mirco Bertolina, Laura Colombo e Alessio Camilli supervisionano il programma, offrendo anche la possibilità di testare nuovi bastoncini forniti da sponsor locali. Per gli appassionati è un’occasione rara di osservare da vicino le scelte di allenamento e di equipaggiamento che determinano le prestazioni a livello internazionale.

Corso giovanile della Polisportiva Timaucleulis (ottobre – dicembre)

Dal primo ottobre fino a fine dicembre la Polisportiva Timaucleulis mette a disposizione dei ragazzi tra 11 e 18 anni un percorso di tre mesi che combina teoria e pratica. Gli allenamenti, due volte a settimana (martedì e venerdì), si svolgono a Paluzza, nella zona di Malborghetto-Tarvisio e a Sappada. Le attività includono esercizi a secco, utilizzo di ski-roll, lezioni di tecnica e uscite in neve per consolidare le capacità in sicurezza.

La quota di iscrizione comprende il tesseramento FISI per l’intera stagione, l’affitto di sci da alpinismo, scarponi e dispositivi di sicurezza, oltre al trasporto in pulmino. Chi dimostra interesse potrà proseguire nella fase agonistica durante l’inverno, garantendo continuità tra apprendimento e competizione.

Partecipare a iniziative come il camp di Primaluna o il corso Timaucleulis consente di mettere in pratica le conoscenze acquisite, migliorare la sicurezza e affinare le proprie prestazioni sul terreno montano.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.