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10 Giugno 2026

Genocidio a Gaza: le dichiarazioni di Erri De Luca e le risposte della comunità internazionale

Erri De Luca ha recentemente rilasciato dichiarazioni sul conflitto a Gaza, suscitando un vivace dibattito. Scopri le sue parole e le reazioni della comunità internazionale.

Genocidio a Gaza: le dichiarazioni di Erri De Luca e le risposte della comunità internazionale

Le recenti dichiarazioni di Erri De Luca sul conflitto a Gaza hanno acceso un dibattito intenso e articolato. L’autore, noto per il suo impegno umanitario e letterario, ha espresso opinioni che hanno suscitato reazioni contrastanti, sia in Italia che all’estero. Questo articolo esplora le sue parole, il contesto in cui sono state pronunciate e le risposte della comunità internazionale.

De Luca, in procinto di partecipare al Writers Festival di Mishkenot Sha’ananim a Gerusalemme, ha rilasciato un’intervista in cui ha affrontato temi delicati come il genocidio e il sionismo. Le sue dichiarazioni sono state estrapolate e tradotte, suscitando un’eco mediatica che ha portato alla luce diverse interpretazioni e critiche.

Le dichiarazioni di Erri De Luca sul genocidio

Erri De Luca ha affermato che applicare il termine genocidio alla guerra di Gaza rappresenta una distorsione storica e verbale. Secondo lui, ciò che accade a Gaza è una guerra moderna e brutalema non un genocidio. Ha spiegato che il numero elevato di vittime civili è una conseguenza inevitabile dei combattimenti in aree urbane densamente popolate, citando esempi come Mosul, Raqqa e Mariupol.

De Luca ha anche sottolineato che lo spostamento forzato della popolazione civile da parte di Israele rende priva di fondamento l’accusa di genocidio. Tuttavia, queste affermazioni sono state criticate da esperti di diritto internazionale, che ricordano che il genocidio è definito dalla Convenzione per la Prevenzione e Repressione del Crimine di Genocidioun testo vincolante per le nazioni che lo hanno sottoscritto.

La definizione di genocidio secondo il diritto internazionale

La Convenzione definisce il genocidio come «ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso». Tra questi atti ci sono l’uccisione di membri del gruppo, lesioni gravi all’integrità fisica o mentale, condizioni di vita intese a provocare la distruzione fisica, misure miranti a impedire nascite e trasferimento forzato di fanciulli.

La Corte Penale Internazionale ha respinto argomenti simili a quelli usati da De Luca per difendere l’IDF, come l’impossibilità di distinguere tra civili e militari e l’uccisione selettiva di uomini adulti. Questi argomenti sono stati considerati insufficienti per escludere la possibilità di un genocidio.

Le dichiarazioni di Erri De Luca sul sionismo

De Luca ha definito il sionismo come il riconoscimento del diritto degli ebrei a una patria nazionale e a una difesa esistenziale. Ha affermato che chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere è sionista per questo motivo. Tuttavia, ha anche espresso la sua incapacità di sedersi nella stessa stanza o condividere un palco con persone che desiderano che Israele venga cancellato dalla mappa.

Questa posizione ha suscitato critiche da parte di chi ritiene che il sionismo sia una parola presa in ostaggio dalla militarizzazione e dalla confusione. De Luca sembra equiparare chiunque usi la parola genocidio a chi desidera la cancellazione degli ebrei dalla Palestina, operando una divisione brutale tra «noi sionisti» e «tutti gli altri».

Le reazioni della comunità internazionale

Le dichiarazioni di De Luca hanno suscitato reazioni contrastanti. Alcuni esperti, come William Shabas nel campo del diritto internazionale umanitario e Omer Bartov, storico dell’Olocausto, hanno criticato la sua posizione. Altri, come Anna Foa e Gad Lerner, hanno riconosciuto la presenza di crimini contro l’umanità e crimini di guerraanche se non necessariamente di genocidio.

La comunità internazionale ha sottolineato l’importanza di riconoscere l’orrore in atto e di non accettare l’inferno fino a non vederlo più. Come ha scritto Italo Calvino, la funzione dell’intellettuale è quella di riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, dargli spazio.

In conclusione, le dichiarazioni di Erri De Luca sul conflitto a Gaza hanno acceso un dibattito intenso e articolato. Le sue parole hanno suscitato reazioni contrastanti, mettendo in luce la complessità del conflitto e la necessità di un approccio critico e informato.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.