Fondo FOSMIT finanzia droni e sensori per la sicurezza in montagna

Intervento finanziato dal Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT) per migliorare la lettura del manto nevoso e la capacità decisionale dei sindaci

Il 17 aprile 2026 la Regione Piemonte ha approvato la graduatoria per l’assegnazione di contributi destinati a rafforzare le Commissioni Locali Valanghe. Con un impegno complessivo di 236.380 euro, finanziati tramite il FOSMIT (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane), dieci Unioni Montane riceveranno risorse mirate all’acquisto e all’installazione di strumenti moderni per il monitoraggio nivologico e per il miglioramento delle capacità di allerta e intervento sul territorio.

L’azione punta a integrare competenze tecniche locali con tecnologie come stazioni meteonivometriche automatiche, droni e sistemi di videosorveglianza, unitamente a percorsi di formazione specifici per i gestori e i piloti di aeromobili a pilotaggio remoto. L’intento è offrire ai sindaci e agli operatori di protezione civile informazioni puntuali per decisioni tempestive a tutela di popolazioni, infrastrutture e viabilità montana.

Distribuzione dei contributi e priorità d’uso

Il piano finanziario privilegia interventi concreti e replicabili: installazione di sensori, aggiornamenti tecnologici e formazione. Tra le priorità figurano la misurazione automatica dello spessore e del trasporto della neve, la sorveglianza dei versanti critici e l’addestramento per l’utilizzo operativo di nuove attrezzature. Queste risorse sono state assegnate dopo una valutazione tecnica delle progettualità presentate dalle Unioni Montane, con particolare attenzione alla capacità di integrazione nei sistemi locali di protezione civile e alla prossimità verso le comunità montane.

Elenco dei progetti finanziati

Nel dettaglio i contributi attribuiti sono: Unione Montana Valsesia 25.000 euro per un drone e una palina nivometrica digitale automatizzata; Unione Montana Alta Valle Susa 25.000 euro per tre stazioni nivometriche automatiche; Unione Montana Valle Maira 25.000 euro per una stazione nivometrica; Unione Montana Alta Ossola 24.940 euro per stazione nivometrica, sistema di video rilevazione a distanza e formazione per piloti; Unione Montana Alpi Marittime 16.035 euro per drone, 10 aste nivometriche e corso di pilotaggio; Unione Montana Valle Varaita 24.400 euro per potenziamento video e due aste nivometriche; Unione Montana Valle Vigezzo 25.000 euro per due stazioni nivometriche, sistemi di video rilevazione e un cannocchiale tecnico; Unione Montana Pinerolese 24.350 euro per due stazioni, video rilevazione, un’asta manuale, pannelli informativi a LED e formazione droni; Unione Montana Valli dell’Ossola 22.640 euro per una stazione con sensore per il trasporto eolico della neve; Unione Montana Valle Stura 24.000 euro per l’ammodernamento di una stazione esistente e un sistema di video rilevazione.

Impatto operativo delle tecnologie introdotte

L’investimento mira a trasformare le attività delle Commissioni Locali Valanghe da osservazioni tradizionali a un modello basato sui dati. Le stazioni nivometriche forniranno misure continue e affidabili, i droni consentiranno ricognizioni rapide in aree inaccessibili e i sistemi di videosorveglianza garantiranno monitoraggi costanti della viabilità e dei versanti. Questi strumenti favoriranno una valutazione più precisa dei segnali di instabilità e la predisposizione di misure di prevenzione o interdizione temporanea delle strade quando necessario.

Precisione e anticipazione delle criticità

Grazie a sensori avanzati e a una migliore raccolta di dati, le autorità locali potranno anticipare fenomeni emergenti con maggiore accuratezza. Il sensore specifico per il trasporto eolico della neve, ad esempio, aiuta a capire dove la neve si accumula e quale sia il rischio di distacco su versanti esposti. Inoltre, i pannelli informativi a LED e i semafori permettono di tradurre rapidamente le analisi tecniche in messaggi di protezione civile per la popolazione e gli automobilisti.

Formazione, prossimità e sostenibilità del sistema

Oltre alla dotazione hardware, una componente fondamentale del progetto è la formazione: corsi specifici per i piloti di droni, aggiornamenti tecnici per gli operatori e momenti di coordinamento tra enti locali e protezione civile. Come sottolineano gli assessori regionali, l’approccio privilegia la prossimità e la condivisione di competenze, elementi necessari per mantenere efficiente un sistema di prevenzione integrato che tuteli le comunità montane e l’economia legata alla neve.

In chiusura, l’intervento del 17 aprile 2026 conferma la volontà della Regione Piemonte di investire in strumenti moderni e nella formazione del personale: un mix che punta a rendere più sicura la montagna, capace di anticipare i rischi e sostenere scelte amministrative tempestive a beneficio della popolazione e della viabilità.

Scritto da Fabio Rinaldi

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