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13 Giugno 2026

Federturismo Confindustria 2026: la montagna italiana come motore economico e sostenibile

Valeria Ghezzi confermata vice presidente di Federturismo Confindustria. La montagna italiana emerge come laboratorio di sviluppo sostenibile e innovazione territoriale.

Federturismo Confindustria 2026: la montagna italiana come motore economico e sostenibile

In un contesto di rinnovata attenzione verso le aree montane, Valeria Ghezzi è stata confermata vice presidente di Federturismo Confindustria. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza strategica delle terre alte per l’economia turistica italiana. Durante l’Assemblea Pubblica 2026 al MAXXI di Roma, Ghezzi ha delineato una visione chiara per il futuro del turismo montano, evidenziando come queste aree possano diventare un modello di sviluppo sostenibile e occupazione stabile.

L’evento ha visto la partecipazione di numerosi esponenti istituzionali e imprenditoriali, tra cui i ministri Antonio Tajani, Adolfo Urso e Gianmarco Mazzi, che hanno discusso delle strategie per trasformare il turismo in un asset strutturale per l’economia del Paese entro il 2030. La nomina di Massimo Caputi alla presidenza di Federturismo Confindustria ha ulteriormente rafforzato l’impegno verso questo obiettivo.

I numeri del turismo montano italiano

Le aree montane italiane rappresentano un pilastro fondamentale per l’economia turistica del Paese. Con circa 2.500 comuni montani che coprono il 35% del territorio nazionale, queste zone ospitano oltre 7 milioni di residenti. Più della metà di questi comuni basa la propria economia principalmente sul turismo, registrando livelli di presenze turistiche superiori al doppio della media nazionale.

Il settore turistico montano genera un impatto economico significativo. Ogni milione di euro di ricavi prodotti dai gestori degli impianti di risalita determina oltre 5 milioni di euro di spesa turistica locale, un giro d’affari complessivo di circa 8 milioni di euro e oltre 68 unità di lavoro annue. Questi dati confermano il ruolo cruciale delle aree montane come motore economico per l’Italia.

La visione di Valeria Ghezzi per il 2030

Valeria Ghezzi ha presentato una visione lungimirante per il futuro del turismo montano. Secondo Ghezzi, la montagna sta vivendo una fase di riscoperta e rinnovata attrattività, grazie a nuove esperienze e modalità di fruizione che rispondono alle esigenze del viaggiatore contemporaneo. La tutela dell’ambiente naturale non è vista come un vincolo, ma come una necessità strategica, poiché il paesaggio e il territorio costituiscono il principale prodotto turistico.

«La montagna può offrire una risposta concreta a tre grandi obiettivi del turismo del futuro: occupazione stabile, sostenibilità e sviluppo», ha spiegato Ghezzi. Grazie all’allungamento delle stagioni e alla diversificazione delle esperienze, è possibile generare lavoro qualificato per gran parte dell’anno. Gli impianti di risalita, un tempo utilizzati principalmente dagli sciatori, sono ora strumenti di mobilità pulita per escursionisti e famiglie in ogni stagione.

Infrastrutture e stabilità del lavoro

Le infrastrutture montane stanno evolvendo per rispondere alle nuove esigenze del turismo. Le funivie e gli impianti di risalita non sono più semplici mezzi per gli sport invernali, ma diventano spina dorsale della mobilità sostenibile. Questo cambiamento permette di allungare il calendario turistico, garantendo contratti stabili e professioni qualificate per i lavoratori della neve.

La continuità lavorativa restituisce dignità ai professionisti del settore e contribuisce a migliorare la qualità della vita delle comunità residenti. L’integrazione tra infrastrutture, ospitalità e qualità della vita è fondamentale per il successo futuro del turismo montano. La sfida italiana comincia adesso, ad alta quota, con l’obiettivo di creare un’offerta turistica sempre più integrata, innovativa e accessibile.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.