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25 Giugno 2026

Come le Dolomiti hanno bilanciato turismo e conservazione ambientale

Le Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, mostrano come il turismo possa crescere senza danneggiare l'ambiente, grazie a un efficace coordinamento istituzionale e solide garanzie normative.

Come le Dolomiti hanno bilanciato turismo e conservazione ambientale

Le Dolomiti, riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2009, rappresentano un esempio lampante di come il turismo possa prosperare senza compromettere la qualità ambientale. Un recente studio della Banca d’Italia ha analizzato gli effetti del riconoscimento UNESCO sui flussi turistici e sull’ambiente nei quattro anni successivi al 2009, rivelando dati sorprendenti.

Il territorio interessato comprende 349 comuni dolomitici, distribuiti tra le province di Trento, Bolzano e Belluno. Tra il 2009 e il, i pernottamenti sono aumentati del 9,1%, con un incremento trainato principalmente dal turismo italiano e più evidente in Trentino.

L’impatto del turismo sulle strutture ricettive

Nonostante l’aumento delle presenze, il numero di strutture turistiche non è cresciuto e, anzi, si è registrata una lieve riduzione dei posti letto disponibili. Questo suggerisce che l’incremento della domanda è stato assorbito attraverso politiche di prezzo, gestione della capacità ricettiva e una graduale transizione verso alloggi di dimensioni più ridotte ma di maggiore qualità e valore.

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi unico parco nazionale del Veneto, ha giocato un ruolo cruciale in questo processo. Fondato da Piero Rossi il parco custodisce una fauna e una flora straordinarie, oltre a testimonianze dell’antica presenza umana. Le montagne del parco, descritte dallo scrittore Dino Buzzati come “enigmatiche, intime, segrete” offrono un ambiente incontaminato che attrae turisti da tutto il mondo.

Turismo sostenibile e gestione ambientale

Uno degli aspetti più interessanti dello studio è la mancanza di un aumento apparente del consumo di suolo nei comuni trattati, nonostante i maggiori flussi turistici. Inoltre, la quantità totale di rifiuti urbani ha mostrato una diminuzione statisticamente significativa, dovuta principalmente a una riduzione dei rifiuti indifferenziati. Questo suggerisce un miglioramento delle pratiche di raccolta differenziata o l’influenza delle politiche ambientali locali.

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha ottenuto la CETS (Carta Europea per il Turismo Sostenibile), un riconoscimento che premia le aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile. La CETS promuove la collaborazione tra tutte le parti interessate per sviluppare una strategia comune ed un piano d’azione per il turismo sostenibile.

Iniziative promosse nel parco

Tra le iniziative promosse, il Bed & Book Casa Novecento ha realizzato degli itinerari tematici per comunicare il territorio attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, valorizzando le tipicità enogastronomiche locali con mezzi sostenibili.

Le strutture turistiche certificate devono rispettare requisiti specifici e presentare un Programma di Miglioramento Triennale che includa il miglioramento della propria offerta turistica, il comportamento ambientale e il sostegno allo sviluppo locale e alla conservazione del patrimonio. In tutta l’area del parco, il marchio è stato concesso a sole 20 strutture ricettive, tra cui il Bed & Book Casa Novecento.

I risultati dello studio suggeriscono che la designazione UNESCO ha agito da catalizzatore per vantaggi sia in termini di reputazione che economici, promuovendo al contempo una migliore gestione ambientale. Tuttavia, la validità esterna di questi risultati è limitata dal particolare contesto geografico, istituzionale e sociale delle Dolomiti, caratterizzato da una forte autonomia regionale, un coordinamento amministrativo avanzato e una consolidata consapevolezza ambientale.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.