La natura è un ecosistema complesso che richiede un profondo rispetto. Gli animali selvatici, con la loro natura intrinseca non sono domestici e vanno osservati da una distanza di sicurezza. Recenti episodi in Abruzzo, come quelli avvenuti a Scanno, hanno riportato l’attenzione su questo tema cruciale.
L’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ha lanciato un appello per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di mantenere le distanze dagli animali selvatici. Scattare un selfie con un animale selvatico può sembrare un gesto innocuo, ma può costargli la vita e costituire un reato. Rendere un animale confidente con l’uomo significa esporlo a pericoli mortali, spezzando quella naturale diffidenza che rappresenta il suo principale scudo di sopravvivenza.
Le regole fondamentali per interagire con la fauna selvatica
Per orientare i cittadini verso comportamenti responsabili ed evitare derive pericolose sia per le persone che per gli animali, l’ENPA traccia una serie di linee guida semplici, precise e tassative:
- Niente selfie con la fauna Scattare un selfie con un animale selvatico può sembrare un gesto innocuo o divertente, ma in realtà può costargli la vita e costituire un reato.
- Mammiferi di media e grande taglia In caso di incontro con ungulati o altri grandi mammiferi, la consegna è tassativa: non toccarli, poiché potrebbe essere estremamente pericoloso.
- Quando serve intervenire davvero Non ogni animale solitario o immobile ha bisogno del nostro soccorso. Si deve intervenire unicamente se l’esemplare appare ferito, visibilmente debilitato, non reattivo o mostra un equilibrio anomalo.
- Il consiglio della foto a distanza Se ci si imbatte in un cucciolo o in un animale di cui non si conosce lo stato e non si sa se effettivamente abbandonato o bisognoso di aiuto, la regola pratica è scattare una fotografia rigorosamente da lontano, senza avvicinarsi, e inviarla agli esperti del CRAS.
- Casi di soccorso diretto Esistono limitate eccezioni in cui è possibile agire direttamente con le dovute cautele. I ricci feriti possono essere raccolti con precauzione; rondini, rondoni e balestrucci a terra vanno sempre soccorsi, così come gli uccelli implumi.
Il caso di Scanno: un cervo diventa un’attrazione
A Scanno, nel cuore dell’Abruzzo, un cervo è diventato suo malgrado un’attrazione turistica. Il maschio, circondato, toccato e alimentato dai visitatori, ha reagito caricando alcuni turisti. Il Comune ha emesso un’ordinanza per vietare l’avvicinamento, mantenendo una distanza di sicurezza di almeno 25 metri, che raddoppia a 50 metri quando sono presenti madri con piccoli o durante il periodo del bramito.
La vicenda mette in luce un problema che va ben oltre l’episodio di Scanno: l’incapacità di riconoscere i confini tra osservazione della natura e invasione dello spazio di un animale selvatico. Il sindaco di Scanno, Giovanni Mastrogiovanni, ha affermato che il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise potrebbe procedere a prelevare l’animale e a trasferirlo in una zona più lontana.
Le conseguenze del comportamento umano
L’ENPA ha sottolineato che l’animale, che avrebbe reagito in modo naturale dopo essere stato circondato e disturbato, rischia ora di essere quello che paga il prezzo maggiore. L’associazione contesta l’idea che si possa attribuire all’animale un comportamento anomalo e chiede che la responsabilità dei comportamenti umani venga affrontata con strumenti adeguati.
L’associazione sollecita in particolare sanzioni severe, controlli costanti e, nelle aree più sensibili, anche limitazioni degli accessi, oltre a una corretta informazione dei visitatori. «Occorre che le autorità competenti informino correttamente la cittadinanza ed evidenzino l’illiceità di pratiche come il foraggiamento della fauna selvatica», dichiara l’associazione.
La necessità di una maggiore consapevolezza
Episodi simili non riguardano soltanto l’Abruzzo né soltanto i grandi mammiferi. In Puglia, nelle acque di Marina di Lesina, due bagnanti sono stati recentemente morsi da una tartaruga marina. Anche in questo caso gli esperti hanno invitato a non trasformare gli episodi in un allarme generalizzato, ma a comprenderne le cause e a individuare i comportamenti più corretti per evitare nuove interazioni problematiche.
La tartaruga marina comune (Caretta caretta) è un animale selvatico che normalmente tende a evitare il contatto con l’uomo. La crescente sovrapposizione tra le aree utilizzate dalla specie e quelle frequentate dai bagnanti rende però sempre più importante sapere come comportarsi.
Dalle montagne al mare, il principio non cambia. Come ha sottolineato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente, la possibilità di vedere un animale selvatico da vicino non autorizza a cercare il contatto. Fotografarlo, accarezzarlo, inseguirlo o alimentarlo può modificarne il comportamento e creare rischi sia per le persone sia per l’animale.



