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28 Settembre 2026

Catania, nessun decollo: la cenere dell’Etna blocca l’aeroporto

L’eruzione dell’Etna chiude l’aeroporto di Catania, paralizza i voli e scatena l’ira di Carlo Calenda contro la gestione statale dell’isola.

Catania, nessun decollo: la cenere dell’Etna blocca l’aeroporto

Da diversi giorni una colonna di cenere vulcanica, alta più di quattro chilometri e di tonalità bruno-rossastra, avvolge il profilo dell’Etna. Lo spettacolo visivo risulta affascinante, ma la pioggia di particelle fini penalizza gravemente la sicurezza dei voli. L’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, il più trafficato del Sud Italia, è costretto a fermare tutte le operazioni di atterraggio e partenza.

Il provvedimento della SAC: tutti i voli sospesi fino a mezzogiorno di lunedì

La società SAC responsabile della gestione dello scalo, ha comunicato che l’allerta VONA rimane al livello massimo (RED) e che lo spazio aereo di classe C1 è chiuso per le prossime ore. Inizialmente la sospensione era prevista fino a mezzogiorno di domenica, ma è stata prorogata prima alle 23:59 di domenica e poi alle 12:00 di lunedì 28 settembre, a causa della persistenza della nube di cenere e della direzione dei venti che la spinge verso le rotte di avvicinamento. La SAC invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi al terminal.

Passeggeri in attesa e la denuncia di Carlo Calenda

Le lunghe code ai controlli, le informazioni scarse e i continui cambi di orario hanno generato un forte malcontento tra i viaggiatori. Tra le voci più rilevanti, il segretario di AzioneCarlo Calenda ha espresso la sua frustrazione sui social, denunciando la situazione come “un terzo mondo”. Calenda ha raccontato di aver tentato di raggiungere Torino, ma di aver trovato tutti i voli pieni; il suo volo da Palermo è stato ritardato di sette ore e, alla fine, non ha trovato alcuna alternativa, rimanendo bloccato per tre giorni. Inoltre, ha criticato le condizioni delle strade dell’entroterra, i lavori in corso e la carenza di servizi di ristorazione, chiedendo che lo Stato “commissari l’isola per i prossimi trent’anni”.

Che cosa sta succedendo all’interno dell’Etna?

Il profilo eruttivo attuale è il risultato di una fase di transizione che segue l’attività della “Voragine” avvenuta nell’estate. Il professor Marco Viccaro docente di Geochimica, Vulcanologia e Risorse Geotermiche all’Università di Catania e presidente dell’Associazione Italiana di Vulcanologia, spiega che i crateri “Bocca Nuova” e “Nord-Est” stanno alternando scariche di materiale appena emerso — sintomo della presenza di magma nei condotti — a emissioni di materiale più vecchio, già solidificato, con la tipica colorazione bruno-rossastra.

Perché la cenere assume una tinta rossa?

Il colore scuro è dovuto all’ossidazione del ferro contenuto nei minerali espulsi. Durante le esplosioni, il magma rilascia una miscela di silice, allumina e ossidi ferrosi; la rapida esposizione all’aria favorisce la formazione di ossidi di ferro, conferendo alla nuvola la caratteristica tinta rossastra.

Ripercussioni logistiche e richieste di intervento

Oltre al blocco aereo, le piogge abbinate alla cenere hanno trasformato molte strade dell’entroterra in fango, rendendo difficile lo spostamento verso aeroporti alternativi come Palermo, Comiso o Trapani. I viaggiatori si trovano a dover affrontare lunghe attese, cancellazioni improvvise e un’ondata di richieste di rimborso da parte delle compagnie aeree. Il caso ha riacceso il dibattito sulla gestione delle infrastrutture in Sicilia, con diversi esponenti politici che chiedono un intervento più incisivo dello Stato per garantire continuità di servizio in caso di emergenze naturali.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.