In un’epoca in cui le aree montane soffrono sempre più di spopolamentol’Unione montana Pasubio Piccole Dolomiti ha lanciato un’iniziativa audace per riqualificare e riabitare i borghi abbandonati. Con la vendita di 24 immobili a un euroil progetto mira a attirare nuovi residenti e dare nuova vita a territori che la modernità ha lasciato indietro.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma del Pnrr “Green Communities“, che promuove lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Questo progetto è il primo in Italia a coinvolgere più comuni contemporaneamente, dimostrando come la collaborazione tra enti possa portare a risultati concreti.
L’iniziativa che ha conquistato l’Italia e non solo
La scadenza per presentare le offerte era fissata per il 16 e l’entusiasmo è stato tale che sono arrivate 78 propostedi cui nove dall’estero e cinque da cittadini non italiani residenti in Italia. Le richieste di informazioni avevano superato quota 500tra cui quella di una cordata di imprenditori israeliani.
“Abbiamo fatto leva sulla pressione fiscale che grava su immobili ormai inagibilispiegando che l’eventuale vendita avrebbe rappresentato un volano positivo per tutto il territorio”, spiega Mosè Squarzonpresidente dell’Unione e sindaco di Monte di Malo. “È un progetto poco amministrativo e molto romantico attraverso cui vorremmo riportare l’uomo e la vita in quei luoghi che la modernità e la ricerca del comfort hanno gradualmente svuotato.”
Dove si trovano le case in vendita
I comuni coinvolti nell’iniziativa sono Recoaro TermePosina e Valli del Pasubiotutti confinanti con il Trentino e beneficiari di finanziamenti speciali per opere strutturali. A fare la parte del leone è stato Recoaro Termecon 20 edifici sui 49 mappati messi sul mercato.
“Affrontiamo le stesse difficoltà degli altri, dall’invecchiamento della popolazione alla fuga dei giovani verso valle. Forse qui le case erano talmente fatiscenti che i proprietari hanno rinunciato a provare a piazzarle sul mercato immobiliare ordinario”, ipotizza il sindaco Armando Cunegato. Tra gli edifici in vendita c’era uno storico albergo del centro, a pochi passi dalla chiesa: “Un tempo era stupendo e fortunatamente qualcuno si è fatto avanti per acquistarlo e ristrutturarlo, se no probabilmente sarebbe stato abbattuto”.
La montagna non è per tutti
Sia a Posina sia a Valli del Pasubio gli edifici messi in vendita sono stati due. Nel primo comune, l’assessora Ilaria Lorenzato ha notato una fuga dalle città dopo il Covid: “Questa è senz’altro un’ottima occasione per cambiare aria, in tutti i sensi”. Tuttavia, la montagna “non è per tutti e bisogna essere pronti a fare determinati sacrifici e accettare che, se da un lato si perdono molte comodità della città, dall’altro si scoprono nuovi piaceri”.
Il sindaco di Valli del PasubioGianvalerio Pivaparla di “scommessa”, presentando però anche il caso concreto di un giovane che da poco si è trasferito in paese: “Lavora da casa con il computer e si trova molto bene, negli ultimi tempi molte persone hanno voglia di cambiare stile di vita”. A Valli vivono circa 3.000 persone800 delle quali hanno più di 65 annie l’arrivo di ragazzi con voglia di fare può essere una boccata d’aria per tutti.
Perché molti proprietari non hanno aderito
Tra i sette comuni in cui nessun edificio è approdato nella lista finale, Valdagno avrebbe avuto le possibilità maggiori poiché qui gli immobili che rispettavano le linee guida del progetto erano 70. Rispetto a RecoaroPosina e ValliValdagno e gli altri paesi sono però più grandi, collegati in maniera più funzionale a Vicenza e con maggiori servizi.
Proprio questi aspetti portano a una “maggiore fiducia nel mercato immobiliare, che è una chiave per capire come mai i proprietari non abbiano aderito all’iniziativa”, spiega Squarzon. Non abbiamo ancora modo di conoscere la graduatoria finale: solo allora si saprà chi avrà l’onere e l’onore di dare un primo impulso alla rinascita dei territori montani delle Prealpi vicentine.


