Le montagne più celebri delle Alpi, come il Monte Biancoil Cervinola Jungfrau e la Berninahanno una storia comune che va oltre la loro imponenza: sono state al centro di progetti ferroviari visionari agli inizi del XX secolo. Questi progetti, concreti e realizzabili, avrebbero potuto cambiare per sempre il volto di queste vette, ma il caso ha voluto che non vedessero la luce.
Oggi, con la sensibilità moderna, possiamo apprezzare il fatto che queste montagne siano rimaste intatte, ma non possiamo negare che quel periodo ci abbia lasciato in eredità opere straordinarie, perfettamente integrate nel paesaggio e spesso indispensabili per il turismo montano.
L’epoca d’oro delle ferrovie di montagna
Il boom delle ferrovie in quota inizia a fine Ottocento, quando molte delle tratte di pianura che oggi consideriamo fondamentali non erano ancora state realizzate. Le montagne erano frequentate da turisti contemplativi, dediti a tranquille passeggiate, che apprezzavano le comodità offerte dalle nuove infrastrutture. La prima ferrovia a cremagliera delle Alpi, inaugurata il 21 maggio 1871, è opera del geniale ingegnere svizzero Niklaus Riggenbach e raggiunge la vetta del Rigi Kulma 1800 metri di quota, offrendo una vista magnifica sul Lago dei Quattro Cantoni.
Il successo di questa opera innesca una vera e propria reazione a catena, soprattutto in Svizzera. Nel solo Oberland bernesein poco più di quarant’anni, vengono presentati 74 progetti di nuove linee ferroviarie. Tra le opere effettivamente realizzate, spiccano autentici capolavori ancora oggi in funzione, come la ferrovia del Pilatus sopra Lucerna, quella del Monte Generoso e quelle che raggiungono il Rothorn di Brienzla Schynige Platte e i villaggi di Wengen e Grindelwald.
Le ferrovie più alte delle Alpi
Grazie alla tecnologia sempre più sofisticata e all’adozione di nuovi sistemi di cremagliera, vengono realizzate le due ferrovie più in quota delle Alpi: quella del Monte Rosache tocca i 3100 metri sul Gornergrate il trenino della Jungfrauche sbuca a 3454 metri dopo aver risalito in galleria le viscere dell’Eiger. I lavori per quest’ultima ferrovia, iniziati nel 1898, avrebbero dovuto raggiungere la cima della Verginema lo scoppio della Grande Guerra ferma la costruzione dell’ultima tratta prevista.
Le ferrovie di montagna in Europa
Anche altri Paesi alpini seguono le orme tracciate sul Rigi. In Tirolonel 1889, le montagne del Karwendel salutano il trenino che dalla valle dell’Inn raggiunge l’Achensee. Poco dopo, tocca a due meravigliosi balconi panoramici sopra Chamonixnel gruppo del BiancoMontenvers (1909) e il Nid d’Aigle (1914). Quest’ultima località non dovrebbe essere che una tappa intermedia nel raggiungere il tetto delle Alpi, ma anche in questo caso la guerra ferma i lavori del Tramway du Mont Blanc.
Poco più tardi si muove la Germaniail plateau ai piedi della sua massima elevazione, la Zugspitze – ai tempi ancora occupato da un vasto ghiacciaio – viene raggiunto da un trenino nel 1930, con partenza dai placidi boschi di Garmisch e un percorso quasi tutto in galleria.
Allo stesso tempo, cresce il numero delle località di montagna raggiunte dalle reti nazionali, affiancate da caratteristiche tratte locali, spesso a scartamento ridotto. Alcune delle rotaie più spettacolari, per restare in Svizzerasono quelle che arrivano a Davosad Arosaa Zermattsono quelle del trenino del Bernina e dell’Albulapassano sopra l’Oberalp o sotto il Furka.
Un elenco completo delle opere ferroviarie d’oltralpe richiederebbe uno spazio spropositato, ma è un dato di fatto che il treno, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, faccia ormai parte a pieno titolo del paesaggio e della cultura della montagna. Si può dire, oggi, di conoscere l’Engadinal’Oberlandil Tirolosenza averli contemplati almeno una volta dal finestrino di un vagone? Quale altro mezzo permette di affacciarsi sulla vertiginosa nord dell’Eigerattraversare il canyon del Renoo raggiungere un passo alpino nel silenzio, tra muri di neve, quando le strade sono chiuse per l’inverno? Che meraviglia, i treni di montagna…



