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Sul circuito di Lago di Tesero, in Val di Fiemme, la coppia azzurra formata da Elia Barp e Federico Pellegrino ha conquistato il bronzo nella team sprint in tecnica libera, firmando la 25ª medaglia complessiva dell’Italia ai Giochi olimpici di Milano Cortina (nove d’oro, quattro d’argento e dodici di bronzo). La prestazione arriva dopo il podio nella staffetta 4×7,5 km (C/F) ottenuto tre giorni prima, e conferma la solidità della squadra italiana nello sci di fondo.
La gara e il risultato sul campo
La competizione si è decisa negli ultimi passaggi, con i cinquanta minuti di azione che hanno visto i migliori team affrontare un finale serratissimo. Norvegia, con il tandem Einar Hedegart e Johannes Høsflot Klæbo, ha dominato portando a casa l’oro in 18:28.9. A seguire gli Stati Uniti, rappresentati da Ben Ogden e Gus Schumacher, hanno chiuso al secondo posto con un margine di +1.4, mentre l’Italia ha difeso il terzo gradino con un distacco di +3.3. La Svizzera (Janik Riebli e Valerio Grond) ha terminato quarta a +4.3.
La prova di Barp e Pellegrino
Barp e Pellegrino sono arrivati alla finale con buone sensazioni, avendo segnato il terzo miglior tempo nelle qualificazioni grazie a un crono di 5:49.10. Durante la frazione conclusiva Pellegrino ha mostrato la sua esperienza: fino agli ultimi metri ha provato a insidiare la coppia americana per la seconda posizione, poi ha resistito al ritorno degli elvetici per assicurare la medaglia all’Italia. Questa prova mette in luce tenacia e capacità tattiche in una disciplina caratterizzata da sprint esplosivi e cambi di ritmo continui.
Il contesto della stagione e il significato del podio
La medaglia è il coronamento di una stagione in cui la coppia italiana aveva già ottenuto risultati importanti: due secondi posti nelle tappe di Coppa del Mondo in Svizzera, a Davos (12 dicembre ) e a Goms (23 gennaio ). Questi piazzamenti avevano anticipato la forma mostrata a Milano Cortina e indicano come Barp e Pellegrino fossero tra i candidati al podio anche prima dei Giochi.
Il valore per l’Italia
Ottenere la 25ª medaglia ha un valore simbolico per la squadra azzurra: oltre al risultato cronologico, rappresenta il superamento di record e aspettative rispetto alle precedenti rassegne. In particolare, il bronzo nello team sprint assume rilevanza storica perché l’evento è entrato ufficialmente nel programma olimpico solo a partire da Torino 2006 e, prima di questa prova, l’Italia non aveva mai raggiunto il podio nella specialità né nella gara maschile né in quella femminile.
Il lascito di Pellegrino e il futuro della specialità
Per Federico Pellegrino, che è stato uno dei portabandiera all’apertura a San Siro e che partecipava alla sua quarta e ultima Olimpiade, si tratta di un addio agonistico coronato da un bronzo a squadre. L’atleta di Nus mette così in bacheca il quarto metallo olimpico dopo le medaglie d’argento conquistate nell’individuale (sprint in tecnica classica a PyeongChang e sprint in tecnica libera a Pechino ). La sua carriera resta un punto di riferimento per le nuove generazioni dello sci di fondo.
Guardando avanti, il podio ottenuto da Barp e Pellegrino può fungere da stimolo per il movimento: la team sprint richiede non solo velocità pura ma anche coordinazione di squadra e strategie di cambio, elementi su cui il gruppo italiano ha dimostrato di saper lavorare con efficacia. Il risultato può quindi influenzare la preparazione delle prossime stagioni e incoraggiare investimenti nella specialità.
Riflessioni finali
La medaglia di Barp e Pellegrino è frutto di esperienza, programmazione e capacità di esprimersi nei momenti chiave. Con il bronzo conquistato a Lago di Tesero, l’Italia rafforza la propria presenza nello sci nordico ai Giochi e celebra un altro episodio memorabile in un’Olimpiade disputata in casa. La coppia ha dimostrato che, anche in una gara decisa all’ultimo respiro, la combinazione di tecnica, resistenza e intelligenza tattica può fare la differenza, regalando al pubblico un finale emozionante e una medaglia dal grande valore.