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25 Maggio 2026

Staffetta 4×7,5 km: l’Italia conquista il bronzo a Lago di Tesero

Il quartetto formato da Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino sale sul terzo gradino del podio nella staffetta 4x7,5 km a Lago di Tesero, portando l'Italia a un passo dal record di medaglie ai Giochi di Milano Cortina 2026.

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A Lago di Tesero, in Val di Fiemme, l’Italia torna sul podio nella staffetta maschile di sci di fondo 4×7,5 km (C/F): il quartetto azzurro si è aggiudicato la medaglia di bronzo, interrompendo un digiuno che durava da vent’anni nelle prove a squadre ai Giochi.

La formazione e la strategia La squadra schierata dagli azzurri era composta da Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino. Le prime due frazioni sono state disputate in tecnica classica da Graz e Barp, mentre Carollo e Pellegrino hanno affrontato le ultime due porzioni in tecnica libera. Scelta chiara: equilibrio tra solidità nelle fasi iniziali e potenza negli ultimi chilometri, una combinazione che si è rivelata vincente.

Frazioni, svolgimento e passaggi chiave Graz ha avviato la gara giocando d’esperienza, mantenendo l’Italia nelle posizioni di testa dietro la Norvegia e gli Stati Uniti. Barp non ha lasciato scivolare la squadra, conservando il contatto con i migliori e assicurando un cambio competitivo.

A metà gara Carollo ha lavorato sul contenimento: ha limitato i danni contro gli attacchi delle squadre rivali e ha consegnato il testimone a Pellegrino da una posizione favorevole. Il veterano della Valle d’Aosta ha poi firmato la rimonta decisiva: partito con circa 21 secondi di ritardo, al chilometro 26,2 ha raggiunto il finlandese Niko Anttola e l’ha superato sulla salita conclusiva, imponendosi nella volata per la terza piazza.

Il valore della prova di Pellegrino Per Pellegrino, 35 anni e già medagliato ai Giochi, si tratta della terza medaglia olimpica consecutiva e della prima in una staffetta: un risultato che suggella una carriera ricca di soddisfazioni e che, sul piano emotivo, ha dato grande spinta alla squadra. La sua rimonta è stata il momento clou della competizione e ha determinato l’esito finale per l’Italia.

Classifica finale e distacchi A vincere è stata la Norvegia (Emil Iversen, Martin Løwstrøm Nyenget, Einar Hedegart e Johannes Høsflot Klæbo) con il tempo di 1:04:24.5. La Francia ha conquistato l’argento, chiudendo a +22,2”, mentre l’Italia è arrivata terza a +47,9”. La Finlandia ha terminato quarta a +57,1”. I distacchi decisivi si sono delineati nelle frazioni finali, dove la scelta dei partenti e la condizione fisica hanno fatto la differenza.

Un podio che entra nella storia Questo bronzo è il sesto risultato italiano nelle staffette maschili ai Giochi invernali. In passato gli Azzurri avevano raccolto due ori (Lillehammer 1994 e Torino 2006) e tre argenti (Albertville 1992, Nagano 1998 e Salt Lake City 2002), ma allora si gareggiava nel formato tradizionale 4×10 km. La medaglia di Tesero arriva invece nel nuovo formato 4×7,5 km e ha un peso simbolico importante per il movimento del fondo nazionale.

Implicazioni tecniche e prospettive Oltre al valore sportivo, la prestazione potrebbe avere ricadute sulla programmazione tecnica della nazionale e sui criteri di selezione per le prossime competizioni. La direzione tecnica dovrebbe valutare nei prossimi giorni le possibili modifiche al piano di allenamenti e le scelte sui turni di staffetta, tenendo conto di equilibrio tra giovani e veterani e della gestione delle energie in vista degli appuntamenti successivi.

Impatto sui Giochi e sul medagliere Il bronzo di Lago di Tesero è la 19ª medaglia conquistata dall’Italia a questi Giochi (sei ori, tre argenti e dieci bronzi), e avvicina la delegazione al record di 20 podi raggiunto a Lillehammer 1994. Oltre al conteggio, la prestazione conferma l’importanza delle discipline nordiche nella squadra azzurra e dà fiducia in vista dei prossimi eventi in programma a Milano Cortina.

Lascito e prossimi passi La staffetta di Tesero racconta una squadra capace di conciliare tattica e carattere: frazioni ben interpretate, gestione dei momenti chiave e una rimonta finale che resterà negli annali personali di Pellegrino e nella memoria collettiva del fondo italiano. Ora i tecnici dovranno tradurre questa spinta in scelte concrete per il futuro: analisi delle singole frazioni, test sulle tattiche e un piano di lavoro che sappia sfruttare l’onda positiva senza bruciare energie.

Autore

Anna Innocenti

Anna Innocenti ha recuperato per un dossier le registrazioni del consiglio comunale di Verona dopo una notte in archivio; è collabora a coperture breaking con analisi storiche e propone rubriche tematiche. Laureata al polo veronese, partecipa a tavole rotonde locali sulla memoria urbana.