Il tecnico Mauro Baldo è tornato a dedicarsi completamente all’attività di coaching: il progetto è costruito attorno a Leopoldo Fagnani Pignaton nato nel 2010 e con radici italo-brasiliane. Il giovane atleta ha scelto di gareggiare per il Brasile e vive tra SvizzeraItalia e Trentino la sua formazione è passata anche per il circuito del gb Aprica. A guidare le ambizioni di lungo periodo c’è un obiettivo chiaro: i Giochi del 2030.
Le ragioni della scelta di Baldo e il processo di verifica
Baldo, veneto e da sempre legato a Cortina ha preso la decisione dopo un’approfondita fase di verifica: ha visionato video, consultato classifiche e parlato con chi conosceva già il ragazzo. Come ha sintetizzato lui stesso, non si è trattato di «Una marchetta non interessa, una bella cifra e via.»; l’accettazione è arrivata perché il progetto è ritenuto serio e stimolante. In passato Baldo aveva collaborato con marchi come Völkl ma, di fronte a questa offerta, ha scelto di seguire l’istinto e la concretezza del piano tecnico.
Incontri sul campo e prima valutazione
Il primo incontro decisivo è avvenuto a Livigno a fine stagione, dove Baldo ha potuto constatare sul terreno le qualità e la disponibilità di Leopoldo. Da quell’osservazione è scaturito il via libera al progetto: la convinzione che «si può fare» è stata decisiva per avviare un percorso che metta al centro la crescita graduale dell’atleta.
La struttura del progetto tecnico e atletico
Il programma prevede un impegno diretto e quotidiano di Baldo: lui stesso ha annunciato che seguirà molto da vicino allenamenti, materiali e sviluppo tecnico. La preparazione atletica è affidata a Stefano Maldifassi e al gruppo High Performance Method con i primi test già svolti. Sul fronte del materiale, Leopoldo arriva con un pacchetto fornito da Dynastar-Lange e la scelta degli sci e degli scarponi sarà gestita in funzione dello sviluppo tecnico e della crescita fisica del ragazzo.
Approccio tecnico e obiettivi di crescita
Dal punto di vista agonistico, al momento Leopoldo è più orientato allo slalom che al gigante: Baldo sottolinea che, essendo ancora in fase evolutiva, il ragazzo deve crescere fisicamente e imparare prima di tutto a essere un atleta oltre che un campione. La pianificazione gare terrà conto di queste condizioni e privilegerà incontri mirati e progressivi per costruire esperienza internazionale senza bruciare tappe.
Pianificazione gare e gestione del calendario internazionale
La strategia prevede una selezione attenta delle competizioni: si inizierà con gare accessibili e mirate, anche fuori dall’Europa, per costruire un ranking funzionale agli obiettivi. Baldo ha spiegato di non voler inseguire compulsivamente punti e calendario, ma di preferire un percorso ragionato che valorizzi le risposte del ragazzo sul campo. L’idea è che un’atleta che rappresenta il Brasile possa godere di maggiore libertà nella gestione della stagione rispetto a chi gareggia esclusivamente nel sistema italiano, che può arrivare a includere fino a 15 gare regionali obbligatorie in alcune aree come il Veneto.
Programma concreto di spostamenti e preparazione
Il calendario di avvicinamento include tappe internazionali e raduni: dopo una fase di lavoro in Svizzera e nelle Alpi francesi, è prevista una trasferta in Sudamerica con partenza il 10 luglio verso destinazioni di preparazione invernale come Ushuaia. Questi spostamenti fanno parte di una programmazione che mira a garantire allenamenti mirati e adattati all’età del ragazzo.
Baldo ha dichiarato che il progetto non rappresenta una ripartenza totale rispetto al suo passato: negli anni precedenti aveva già mantenuto contatti e seguito alcuni atleti, ma ora la priorità è tornare pienamente sulla pista con un programma a tempo pieno. La famiglia di Leopoldo è attivamente coinvolta nel progetto e sostiene la convivenza quotidiana necessaria per accompagnare la crescita tecnica e personale del ragazzo.
In definitiva, la scelta di Baldo si fonda sull’insieme di elementi verificati: un atleta con background internazionale, la disponibilità di un team atletico strutturato guidato da Maldifassi, un piano di gare calibrato e l’appoggio di fornitori tecnici come Dynastar-Lange. L’obiettivo di lungo periodo resta chiaro e misurabile: puntare ai Giochi del 2030 trasformando un sogno in un progetto con scadenze e tappe concrete.



