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La mattinata di gare a Milano‑Cortina è stata caratterizzata da emozioni contrastanti: la delusione per l’assenza di Federico Pellegrino nella 50 km maschile si è sovrapposta all’attesa per il tentativo di Johannes Høsflot Klaebo di completare un ciclo straordinario di vittorie e a una serie di altri appuntamenti sportivi e istituzionali che hanno animato i giorni dei Giochi.
La rinuncia di Pellegrino e il significato per l’Italia del fondo
Federico Pellegrino, portabandiera dell’Italia, ha dovuto rinunciare alla prova regina dello sci di fondo a causa di uno stato influenzale: la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) ha confermato che l’azzurro non sarà al via della 50 km in Val di Fiemme. Per Pellegrino, che aveva espresso il desiderio di concludere la carriera olimpica nella gara più lunga, la mancata partenza rappresenta una grande delusione personale. Nelle sue parole ai tifosi ha descritto come sia stato doloroso perdere l’occasione di vivere gli ultimi chilometri con il calore del pubblico e della famiglia.
Impatto sulla squadra e prospettive future
Nonostante l’assenza di Pellegrino, il movimento italiano dello sci di fondo può guardare con fiducia al futuro: la nazionale ha già raccolto risultati importanti con medaglie nelle prove a squadre, sintomo che il reparto endurance continua a essere competitivo. L’uscita di scena forzata dell’atleta valdostano apre spazio a riflessioni sulla transizione generazionale e sulle opportunità per i giovani fondisti.
Klaebo, la 50 km e il tentativo dell’impresa
Sulla linea di partenza della 50 km, il norvegese Johannes Høsflot Klaebo era tra i protagonisti attesi: il campione ha già accumulato numerosi successi in queste Olimpiadi e la corsa odierna rappresentava l’ultima chance per chiudere il bilancio con un ulteriore oro. Il clima sportivo era
Andamento della gara e posizionamenti
Nei passaggi significativi della prova si sono creati distacchi che hanno segnato la progressione di alcuni azzurri: dopo i primi segmenti, il fondista italiano Barp ha mantenuto una posizione tra i trenta, ma con distacchi crescenti dai leader come Iversen e Klaebo. I norvegesi hanno spesso dettato il ritmo nelle fasi iniziali della competizione, sfruttando il gioco di squadra e la profondità tecnica.
Altri temi della mattinata olimpica
Oltre alla 50 km, la giornata ha offerto altri spunti: sono state in palio ben dieci medaglie in discipline diverse, con atleti azzurri come Francesca Lollobrigida e Andrea Giovannini che puntavano a replicare i successi del passato nelle mass start del pattinaggio di velocità. Nel biathlon, Lisa Vittozzi cercava un piazzamento nella mass start femminile, mentre nello skicross Simone Deromedis arrivava da una stagione con podi e vittorie, consolidando le chance dell’Italia nello sci acrobatico.
Notizie dagli altri fronti: infortuni e sicurezza
Il mondo freestyle ha tirato un sospiro di sollievo per Finley Melville Ives: dopo la caduta in qualificazione, il 19enne neozelandese ha riportato una frattura alla clavicola ma è cosciente e stabile, secondo quanto riportato dalla sua famiglia. Sul fronte della sicurezza e della cooperazione internazionale, a Milano si è svolta una cerimonia di commiato per la task force del Qatar impegnata nell’operazione di sicurezza durante i Giochi: circa 271 membri tra militari e civili hanno ricevuto medaglie commemorative e attestati di ringraziamento per il supporto alla gestione dell’ordine pubblico.
Infine, il torneo maschile di hockey su ghiaccio ha riservato grandi attese: la finale sarà un classico Nordamericano tra Stati Uniti e Canada, due nazionali che si contendono l’oro in una rivalità ricca di storia e significato sportivo, mentre la presenza e l’attenzione delle istituzioni internazionali attorno agli eventi hanno ulteriormente caricato di significato queste Olimpiadi.