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21 Giugno 2026

Anello del Marguareis: cinque giorni tra Pesio, Ellero, Corsaglia e Tanaro

Un trekking in cinque tappe che circonda il Marguareis a 2651 metri, toccando Pesio, Ellero, Corsaglia e Tanaro e passando per i rifugi Garelli, Mondovì e Don Barbera

Anello del Marguareis: cinque giorni tra Pesio, Ellero, Corsaglia e Tanaro

Il Giro del Marguareis è un percorso ad anello nelle Alpi Liguri che si sviluppa in cinque giornate, collegando quattro valli con caratteristiche nettamente diverse: Valle PesioValle ElleroVal Corsaglia e Valle Tanaro. Al centro dell’itinerario domina il Marguareis, cima principale del gruppo con i suoi 2651 metriattorno alla quale si snoda un paesaggio che alterna boschi, pascoli e altopiani carsici.

Questo anello si svolge prevalentemente da rifugio a rifugio e richiede attenzione alla logistica: le fonti d’acqua sono scarse lungo alcuni tratti, perciò è consigliabile pianificare le riserve idriche. I mesi più indicati per affrontarlo in condizioni consone sono giugno e settembrequando la neve è ridotta e i sentieri sono generalmente percorribili.

Itinerario giorno per giorno: tappe, quote e punti d’appoggio

La partenza classica avviene dal Pian delle Gorre a quota 1000 m. La prima tappa conduce al Rifugio Garelli (1970 m) in circa 3 ore e 45 minuti con un dislivello positivo di circa +1000 m. Il sentiero sale nel bosco di abete bianco seguendo la strada a sinistra del rifugio omonimo, attraversa il Pian del Creus (1269 m) e passa per il Gias Madonna (1653 m) proseguendo verso il Gias Soprano di Sestrera (1842 m) fino al Pian del Lupo e al rifugio.

Rifugio Garelli e stazione botanica

Vicino al rifugio si trova la stazione botanica Bicknell-Burnat istituita dal Parco del Marguareis per conservare gli endemismi delle Alpi Liguri: una sosta qui permette di osservare specie alpine particolari e di riposare prima della prosecuzione.

La seconda tappa, più breve in durata, porta dal Rifugio Garelli al Rifugio Mondovì (1761 m) in circa 2 ore e 30 minuti con un dislivello approssimativo di +200 / -500 m. Si raggiunge il Colle di Porta Sestrera (2225 m) e si scende in direzione della Porta Biecaicosteggiando il lago a quota 1998 m che in estate può risultare asciutto. La discesa conduce alla conca del Pian Marchisa dove sorge il rifugio Mondovì; nelle vicinanze è visibile il Pis dell’Elleroda cui in primavera scaturisce un getto d’acqua dalla parete.

La terza giornata è la più lunga in termini di tempo sul cammino: dal Rifugio Mondovì al Rifugio Mongioie (1555 m) si prevedono circa 5 ore, con un dislivello complessivo di +900 / -1100 m. Il tracciato sale la Valle Ellero fino all’alpeggio Gias Gruppetti (1890 m) e prosegue verso il Passo delle Saline (2174 m), per poi scendere nella gola delle Saline superando il rifugio Ciarlo Bossi e risalendo fino alla Colla di Carnino (1597 m). Tra ponti e saliscendi si raggiunge infine il Pian Rosso dove si trova il Rifugio Mongioie.

Ultime due tappe e ritorno al Pian delle Gorre

La quarta tappa percorre il tratto dal Rifugio Mongioie al Rifugio Don Barbera (2079 m) in circa 5 ore con un dislivello di +750 / -225 m. Dal bivio per il Passo delle Saline si scende ai villaggi di Carnino inferiore e Carnino superiore (1397 m), per poi risalire il vallone della Chiesetta fino alla sella di Carnino (1913 m) e i pascoli che conducono al Colle dei Signori e al Rifugio Don Barbera. Da questo rifugio è possibile raggiungere la cima del Marguareis con circa due ore di cammino andata e ritorno.

La quinta e ultima giornata riporta al Pian delle Gorre. Si segue la vecchia strada militare passando per il Pian Ambrogi e la Colla Piana di Malaberga (2219 m), vicino alla Capanna Morgantini, quindi si scende al Gias dell’Ortica (1855 m) costeggiando la Conca delle Carsene. Dopo il Passo del Duca (1890 m) inizia una lunga discesa che porta al Gias degli Arpi (1460 m), attraverso il bosco del Prel con i suoi abeti bianchi e le cascate del Saut, fino al ritorno al Pian delle Gorre (1000 m). Il tempo indicativo è di circa 5 ore e 30 minuti con un dislivello negativo di -1380 m.

Ambienti e contrasti del massiccio

Il fascino del percorso risiede nella contrapposizione dei due versanti del Marguareis: il lato meridionale, meno ripido, mostra l’anima carsica con altopiani e cavità, mentre il versante settentrionale si presenta come una barriera dalle linee verticali, simile alle forme dolomitiche e scavata da canaloni spesso innevati. Questa doppia natura rende l’itinerario vario e scenografico, capace di alternare pascoli dolci e pareti severe in poche giornate.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.