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Nel cuore della celebre località alpina di St. Moritz, tra le piste e il lungolago, è partito un intervento abitativo che rompe con l’immagine esclusiva del territorio. Su un’area comunale adibita a parcheggio nella zona Signal è in costruzione un immobile di quattro piani con 19 appartamenti, pensato specificamente per essere affittato a persone che risiedono e lavorano nel comune. L’iniziativa fa parte di un piano municipale più ampio volto a contrastare la scarsità di case a prezzi accessibili per la popolazione locale.
Il progetto, finanziato con circa 13 milioni di franchi, è concepito per garantire abitazioni differenziate — dai monolocali ai quadrilocali — e per modulare il canone in base al reddito degli inquilini. Si punta a completare l’opera entro l’estate del 2027, con l’obiettivo pratico di sostenere chi, pur lavorando nel tessuto economico locale, non raggiunge le retribuzioni dei frequentatori stagionali e dei proprietari di seconde case. L’approccio comunale cerca di preservare i servizi pubblici evitando lo spopolamento della comunità.
Perché un intervento pubblico a St. Moritz
La necessità nasce da una contraddizione evidente: una destinazione turistica di lusso che attira capitali e prezzi elevati, ma che al tempo stesso ospita migliaia di residenti con redditi medi o medio-bassi. Il vicesindaco Reto Matossi ha spiegato che il target del progetto è chi «non guadagna 10-15mila franchi al mese», ossia molti lavoratori del comparto alberghiero e delle costruzioni. I dati ufficiali del 2026 dell’Ufficio federale di statistica confermano questa disparità: il settore della ristorazione registra salari medi mensili intorno ai 6.100 franchi, mentre le costruzioni si attestano su poco più di 8.500 franchi.
Se il comune non interviene, il rischio è che i nuclei con redditi più bassi siano costretti a trasferirsi, compromettendo il funzionamento delle scuole, del commercio locale e dei servizi sanitari. Il municipio stima infatti la necessità di almeno 200 appartamenti per rispondere adeguatamente alla domanda di chi lavora stabilmente a St. Moritz. Con la costruzione in Signal si spera di invertire una tendenza che, se confermata, potrebbe trasformare il paese in un luogo sempre meno vivo durante l’anno e sempre più orientato esclusivamente al turismo di élite.
Caratteristiche dell’edificio e politica di canoni
L’immobile progettato sulla superficie comunale comprenderà tipologie abitative diverse, così da rispondere a famiglie, coppie e persone che vivono sole. I canoni previsti variano in funzione del reddito: per i monolocali si ipotizzano affitti dal ordine dei 750 fino a oltre 1.100 franchi al mese, mentre per i quadrilocali le cifre potrebbero oscillare tra meno di 2.000 e circa 2.500 franchi. Il principio guida è semplice e redistributivo: «chi guadagna di più paga di più; chi guadagna meno paga meno», una misura che mira a evitare sussidi generici sostituendo l’idea di canone unico con un meccanismo di modulazione legato al reddito.
Aspetti tecnici e finanziari
Il progetto utilizza un’area che attualmente funge da parcheggio e che è di proprietà comunale, riducendo così la necessità di acquisizioni onerose. Il finanziamento complessivo stimato è di circa 13 milioni di franchi, somma che copre costruzione, infrastrutture e adeguamenti necessari per adattare l’edificio al clima alpino e alle normative locali. La scelta di costruire sul suolo municipale riflette anche una volontà politica: mantenere il controllo sull’uso del territorio per finalità sociali e non meramente speculative.
Prospettive e sviluppi futuri
Il complesso in Signal è pensato come il primo tassello di una strategia più ampia. Il comune ha già previsto progetti analoghi nelle aree Du Lac e Salet, con un concorso di progettazione fissato entro la fine dell’anno. Se i risultati saranno positivi, l’amministrazione intende replicare il modello per raggiungere gradualmente il numero di alloggi stimato come necessario. L’obiettivo strategico rimane quello di preservare una comunità residente vitale e di garantire che il lavoro locale non venga annientato dal rincaro immobiliare.
Un equilibrio da trovare
La sfida è mettere insieme sostenibilità finanziaria, qualità abitativa e giustizia sociale in un contesto dove il valore immobiliare è spinto verso l’alto dalla domanda degli acquirenti facoltosi. La speranza del comune è che interventi mirati e gestiti pubblicamente possano creare un equilibrio tra funzione turistica e bisogni dei residenti, evitando che St. Moritz diventi esclusivamente un parco per ricchi e mantenendo al contempo servizi essenziali per chi vive e lavora tutto l’anno.