Il Veneto ha avviato un’intesa operativa con i principali concessionari autostradali per mettere ordine nella gestione della rete viaria regionale. Firmato il 6 febbraio 2026 con il coinvolgimento delle Prefetture e della Polizia di Stato, il protocollo punta a rendere più coordinata la mobilità, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso e durante eventi ad alto impatto sul traffico.
Come funziona
Il patto prevede procedure condivise per il monitoraggio e l’intervento sulle arterie autostradali e sulle infrastrutture connesse. Le concessionarie forniscono dati sul traffico in tempo reale ai centri operativi locali: questo flusso informativo permette di attivare deviazioni, gestire emergenze e programmare interventi manutentivi con tempi di risposta più rapidi. L’obiettivo è ridurre congestioni e migliorare la sicurezza stradale grazie a una pianificazione coordinata tra soggetti pubblici e privati.
Vantaggi e criticità
I benefici attesi sono concreti: minori tempi di attesa, migliore distribuzione dei flussi e una risposta più efficace in caso di incidenti o eventi eccezionali. Tuttavia, la strada non è priva di ostacoli. Servono investimenti per piattaforme informatiche interoperabili e una gestione attenta della privacy sui dati di mobilità. Inoltre, l’efficacia dell’accordo dipenderà dalla capacità operativa delle varie organizzazioni coinvolte e dalla continuità del coordinamento istituzionale.
Applicazioni pratiche
La nuova architettura è pensata per funzionare durante eventi stagionali e manifestazioni sportive, con ricadute importanti per le località di montagna e il turismo invernale. A Cortina d’Ampezzo il sistema è stato presentato come caso nazionale: permette di ottimizzare i corridoi di accesso, coordinare i trasporti su gomma con i servizi di emergenza e sostenere le catene logistiche legate al turismo. Tra gli scenari d’uso rientrano la gestione dei picchi turistici e l’organizzazione degli interventi in condizioni meteorologiche avverse.
Chi sono gli attori
L’intesa coinvolge Regione Veneto, i principali concessionari autostradali — tra cui Autostrade per l’Italia, Brescia‑Verona‑Vicenza‑Padova, Concessioni Autostradali Venete e Autostrade del Brennero — oltre ad Anas e Veneto Strade. Le Prefetture coordinano le operazioni sul territorio, mentre la Polizia stradale fornisce supporto operativo nelle attività di controllo e gestione della circolazione. Un elemento chiave è l’adozione di standard e piattaforme interoperabili per lo scambio immediato delle informazioni.
Il sistema logistico e Cortina
Il Patto per lo sviluppo del sistema logistico veneto è stato illustrato a Cortina con l’obiettivo di far emergere il Veneto come hub europeo competitivo. L’intenzione è integrare autorità portuali, interporti e operatori autostradali per rendere più fluidi i flussi merci e migliorare i tempi di transito. In pratica si lavorerà su monitoraggio in tempo reale, interoperabilità tra nodi portuali e terrestri e standard operativi condivisi per carico e scarico.
Mercato e prospettive
Progetti di governance integrata attraggono sia risorse pubbliche sia investimenti privati interessati alla mobilità intelligente. Puntando su piattaforme interoperabili e tecnologie predittive, la regione spera di aumentare la propria attrattività per operatori logistici internazionali. I prossimi passi prevedono progetti pilota per testare la scalabilità delle soluzioni e indicatori di prestazione focalizzati su tempi di transito e utilizzo delle capacità.
Ambiente, proteste e incognite post‑Giochi
La fase di pianificazione non è stata priva di contestazioni: manifestazioni hanno portato alla luce preoccupazioni ambientali ed economiche legate ai cantieri, soprattutto nelle aree montane. Questioni come la gestione dei rifiuti di cantiere, l’impatto sul territorio e l’aumento dei costi per le comunità locali restano sul tavolo. I promotori sottolineano che monitoraggi ambientali e misure di mitigazione sono parte integrante dei piani, ma sarà fondamentale verificare tutto con dati raccolti nel tempo.
Costi, responsabilità e legacy
Tra i rischi concreti ci sono sforamenti di bilancio e oneri imprevisti per enti locali chiamati a completare o mantenere opere. Per questo, misurare la reale utilità della cosiddetta legacy — cioè le opere e i servizi che resteranno dopo l’evento — diventa essenziale: servono indicatori chiari di utilizzo, accessibilità e sostenibilità economica. I progetti pilota dovranno fornire benchmark utili a stimare oneri futuri e a calibrare meccanismi di compartecipazione finanziaria.
Verso un equilibrio operativo
Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità di coniugare realizzazione infrastrutturale, gestione operativa e governance post‑evento. Occorrono piani di gestione formalizzati con scadenze e responsabilità definite, trasparenza sui risultati e il coinvolgimento delle comunità locali. Solo così sarà possibile trasformare gli accordi siglati in servizi durevoli, sicuri e sostenibili per il territorio veneto.