Nel cuore di Cortina d’Ampezzo, nella sede di Casa delle Regole ospitata da Casa Veneto, è stato presentato il Patto per lo Sviluppo del Sistema Logistico Veneto. All’incontro hanno partecipato istituzioni regionali, gestori infrastrutturali e operatori privati: l’obiettivo era mostrare dati economici e piani concreti per potenziare l’intermodalità, accelerare l’innovazione e rendere più snelle le procedure che regolano la logistica regionale. I documenti diffusi tracciano obiettivi chiari su efficienza, digitalizzazione e semplificazione amministrativa, con l’intento di rafforzare la competitività internazionale del Veneto e stimolare investimenti pubblico-privati.
I documenti e le linee guida
I materiali in nostro possesso descrivono indicatori di performance rivolti a infrastrutture e operatori. Tra le misure previste figurano l’integrazione modale (gomma-ferro-acqua), l’adozione di sistemi digitali per la tracciabilità delle merci e procedure autorizzative più snelle. Sono fissati target pluriennali per ridurre i tempi di consegna e contenere i costi logistici, oltre a milestone e scadenze per il monitoraggio dei risultati.
Come è andata la presentazione
L’evento si è svolto negli spazi espositivi di Casa Veneto, allestiti all’interno della storica Casa delle Regole. Nei verbali della sessione tecnica si legge di interventi di rappresentanti di porti, interporti e gestori ferroviari: ogni proposta operativa è stata accompagnata da analisi delle ricadute occupazionali e delle risorse necessarie per realizzarla. Sono nati tavoli tecnici e gruppi di lavoro con il compito di trasformare le linee guida in progetti esecutivi.
Chi sono i protagonisti
Al tavolo si sono seduti enti pubblici regionali, autorità portuali, gestori di interporto e imprese di trasporto. Tra i firmatari spiccano nomi come l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, gli Interporti (Quadrante Europa di Verona, Padova e Rovigo) e le concessionarie e gestori infrastrutturali — tra gli altri, CAV Concessioni Autostradali Venete, Infrastrutture Venete e Veneto Strade. I partecipanti hanno assunto impegni formali e nominato referenti tecnici per seguire l’attuazione del patto.
Impatto e prospettive per il territorio
Il Patto punta a consolidare la posizione del Veneto come nodo logistico strategico in Europa. I documenti indicano potenziali ricadute positive su efficienza delle filiere, competitività delle imprese e attrattività per investimenti esteri. Le misure proposte includono anche soluzioni per ridurre l’impatto ambientale attraverso il potenziamento dell’intermodalità e l’adozione di pratiche più sostenibili.
Numeri che raccontano un ecosistema solido
I dati riportati nei documenti confermano il peso economico del sistema regionale: il Veneto produce quasi 200 miliardi di euro di PIL (circa il 9,1% del PIL nazionale) e supporta un export annuo di oltre 80 miliardi. Sul piano operativo si citano movimentazioni superiori a 50 milioni di tonnellate di merci e circa 1,65 milioni di TEU all’anno. Questi numeri spiegano perché il territorio è considerato centrale nelle catene globali del valore.
Traffico passeggeri e rete infrastrutturale
Dai documenti emerge che gli aeroporti regionali movimentano circa 18,4 milioni di passeggeri l’anno, mentre i porti di Venezia e Chioggia contano circa 600.000 passeggeri. La rete ferroviaria regionale si estende per circa 1.850 km, affiancata da oltre 600 km di autostrade e circa 10.000 km di viabilità provinciale; le vie navigabili interne superano i 500 km. Questa rete integrata facilita l’intermodalità tra gomma, ferro e acqua, ma i verbali sottolineano la necessità di aggiornare gli investimenti infrastrutturali per mantenere la competitività.
Governance, finanziamenti e strumenti operativi
Il Patto non si limita a slogan: raccoglie impegni formali e prevede strumenti operativi. Le carte contengono allegati tecnici su sistemi di monitoraggio, specifiche per l’integrazione dei flussi informativi tra terminal e rete autostradale e criteri per la valutazione dei progetti. Le fonti di finanziamento sono miste, pubbliche e private, e sono indicate scadenze e milestone; resta però da chiarire l’entità economica complessiva dei singoli interventi e la governance finanziaria a lungo termine.
Priorità operative
Tra le priorità emergono la semplificazione amministrativa, il rafforzamento dell’intermodalità ferro-gomma-acqua e la digitalizzazione dei processi di monitoraggio. L’intento è costruire infrastrutture moderne, sicure e più efficienti dal punto di vista ambientale, oltre a creare standard condivisi che aiutino le imprese locali a competere sui mercati internazionali.
Prossimi passi
I documenti prevedono l’avvio di sperimentazioni pilota, il monitoraggio periodico degli indicatori e valutazioni intermedie sull’efficacia delle misure. I tavoli tecnici si riuniranno regolarmente per aggiornare la roadmap e definire risorse e cronoprogrammi. Il primo sviluppo atteso riguarda la sperimentazione di sistemi digitali condivisi tra terminal e rete autostradale, con monitoraggi trimestrali per verificare i progressi.
I documenti e le linee guida
I materiali in nostro possesso descrivono indicatori di performance rivolti a infrastrutture e operatori. Tra le misure previste figurano l’integrazione modale (gomma-ferro-acqua), l’adozione di sistemi digitali per la tracciabilità delle merci e procedure autorizzative più snelle. Sono fissati target pluriennali per ridurre i tempi di consegna e contenere i costi logistici, oltre a milestone e scadenze per il monitoraggio dei risultati.0