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Ultimi giorni a Milano‑Cortina 2026
Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026: gli ultimi giorni si sono trasformati in una successione di emozioni, risultati imprevisti e preoccupazioni per la delegazione italiana. Atleti azzurri hanno dovuto affrontare ritiri per problemi fisici, mentre altre nazioni hanno conquistato podi decisivi. Il clima è di bilancio e attesa in vista della cerimonia di chiusura.
La cerimonia di chiusura è prevista per domenica 22 febbraio all’Arena di Verona. Le squadre e gli organizzatori stanno completando le operazioni logistiche e sportive, con gli ultimi aggiornamenti sulla classifica medaglie attesi nelle prossime ore.
Incidenti di gara e problemi fisici: il caso Giacomel
Durante la mass start maschile di biathlon ad Anterselva, Tommaso Giacomel si è ritirato mentre occupava la posizione di testa dopo due poligoni perfetti. L’episodio è avvenuto nel corso della prova, senza implicazioni per la classifica generale dell’evento.
L’atleta ha accusato un improvviso dolore al fianco che ha reso difficile la respirazione e la prosecuzione della gara. Giacomel è stato accompagnato alla clinica mobile per accertamenti che hanno escluso complicazioni maggiori. Il tecnico del tiro, Fabio Cianciana, ha riferito che il malessere rappresenta per l’atleta una sensazione nuova. Sono previsti ulteriori esami nei giorni successivi per definire natura e tempi di recupero.
Impatto sulla squadra e dichiarazioni
Sono previsti ulteriori esami nei giorni successivi per definire natura e tempi di recupero. Lo stesso Tommaso Giacomel ha definito l’esperienza devastante in un post sui social, pur annunciando l’intenzione di recuperare e puntare alle prossime gare internazionali. La Fisi ha confermato che l’atleta si è riaggregato al gruppo di lavoro e che lo staff medico rimane in costante contatto per monitorare l’evoluzione. Il miglior azzurro al traguardo è stato Lukas Hofer, 25°. Ulteriori aggiornamenti sugli esami saranno forniti appena disponibili.
Giornata sul ghiaccio: Fontana, Sighel e la staffetta maschile
In seguito agli accertamenti clinici annunciati in precedenza, la squadra ha affrontato una serata di gare caratterizzata da risultati contrastanti nello short track. L’evento ha confermato lo stato di forma di alcuni atleti e ha offerto indicazioni sulle priorità sportive della delegazione.
Arianna Fontana ha raggiunto la finale dei 1.500 metri, dove ha chiuso al quinto posto. La gara è stata dominata dalla Corea del Sud, con Gilli Kim al primo posto. Arianna Sighel ha invece ottenuto l’accesso alla finale grazie al miglior tempo di ripescaggio e si è classificata al sesto posto.
La serata ha sorriso alla formazione maschile, che ha conquistato il bronzo nella staffetta 5.000 metri. Questo piazzamento ha portato a quota 27 il totale delle medaglie italiane a questi Giochi. La performance della staffetta rafforza le prospettive del movimento sugli eventi a squadre.
La delegazione attende ulteriori referti medici e proseguirà con le valutazioni tecniche nei giorni successivi. Nuovi aggiornamenti saranno comunicati appena disponibili.
Fontana e il futuro
A seguito degli ultimi aggiornamenti, Arianna Fontana ha riferito di una contusione che ha compromesso la prestazione nella finale. Ha ammesso la necessità di tempo per metabolizzare l’eventualità che questi possano essere stati i suoi ultimi Giochi. A 35 anni ha comunque centrato il maggior numero di finali della carriera e conquistato tre medaglie, contribuendo in modo significativo alla storia del pattinaggio italiano.
Altri risultati e il calendario verso la chiusura
Negli 1.500 metri di pattinaggio di velocità l’oro è andato all’olandese Antoniette Rijpma‑de Jong. Francesca Lollobrigida, già vincitrice di due ori in questa rassegna, ha chiuso tredicesima e non è salita sul podio. Nel biathlon la mass start è stata dominata dal norvegese Johannes Dale‑Skjevdal, con la nazionale norvegese protagonista di una doppietta.
Dopo la mass start del biathlon dominata dal norvegese Johannes Dale‑Skjevdal, il programma ha offerto altri momenti di rilievo nel park e nelle piste. Le competizioni hanno spaziato dal freestyle all’halfpipe e allo skicross, con atleti protagonisti di manovre spettacolari e passaggi tecnici serrati.
In skicross, disciplina a eliminazione diretta su percorsi con salti e dossi, Jole Galli ha alternato buone prestazioni a qualche caduta senza conseguenze gravi. Sul versante istituzionale, è stata confermata la presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla cerimonia di chiusura prevista per domenica 22 febbraio alle ore 20 all’Arena di Verona. La città si prepara con un potenziamento delle infrastrutture di sicurezza e oltre 500 telecamere operative per seguire l’evento.
Riflessioni organizzative e prospettive
Il presidente del CONI e le istituzioni sportive hanno sottolineato che i Giochi hanno generato ricadute economiche e un incremento degli impianti sul territorio. Il sistema Italia è stato elogiato per il lavoro delle federazioni e dei tecnici. Ora si apre il dibattito su come conservare l’eredità organizzativa e impiantistica al termine della manifestazione.
Con le gare residue e la cerimonia di chiusura all’orizzonte, Milano‑Cortina 2026 si conclude dopo una fase intensa, segnata da successi, sorprese e alcuni momenti di preoccupazione medica. Resta centrale la domanda sulla gestione a lungo termine degli impianti e sull’utilizzo delle nuove strutture per sostenere il movimento sportivo nazionale e internazionale.