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La Comunità di Montagna delle Prealpi friulane orientali sta emergendo come un esempio significativo di sviluppo turistico locale: dal 2019 a oggi le presenze hanno registrato un aumento dell’80%, con un balzo quasi del 30% tra il 2026 e il 2026. Questi numeri sono stati illustrati durante il Forum sul turismo tenutosi a Villa Savorgnan di Lestans a Sequals, dove l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, ha presentato il dossier realizzato insieme a Università di Udine, PromoTurismoFVG, Confcommercio e Montagna Leader. Il dato di crescita non è casuale: riflette un percorso strutturato e una valorizzazione delle peculiarità locali.
La strategia territoriale punta a integrare ospitalità, offerta culturale e produzioni locali in una narrativa coerente. Già presenti sul territorio sono due alberghi diffusi a Clauzetto e Vivaro, oltre ai distretti del commercio di Maniago e Spilimbergo. Il tessuto produttivo contiene artigianato e settore agroalimentare che vengono presentati come elementi esperienziali per il turista: laboratori, degustazioni e percorsi locali contribuiscono a trasformare la visita in un’esperienza immersiva. Questo approccio è in linea con il posizionamento regionale sintetizzato nel concept “Lo scegli per ciò che ami, ti sorprende con molto di più”.
Dati e interpretazione della crescita
Le percentuali esposte nel dossier rappresentano più di un semplice incremento statistico: indicano una domanda che premia l’autenticità e la varietà dell’offerta. L’aumento dell’80% dal 2019 ad oggi e il +30% tra il 2026 e il 2026 segnalano una dinamica positiva che coinvolge sia il turismo giornaliero sia la permanenza più lunga. Per comprendere questa tendenza è utile considerare il ruolo degli operatori locali e delle iniziative che valorizzano cammini, attività sportive all’aria aperta e percorsi educativi per le scuole. In questo contesto turismo di prossimità assume un significato pratico: si tratta di promuovere esperienze vicine ma ricche di valore, capaci di attrarre visitatori attenti alla qualità e alla sostenibilità.
Il ruolo degli operatori e delle istituzioni
Il lavoro di ascolto svolto con gli operatori è stato decisivo per mappare le criticità e le potenzialità. Secondo l’assessore Bini, ora è opportuno fare sistema: occorrono azioni coordinate tra enti locali, imprese e Regione per trasformare i dati in progetti concreti. Tra le misure già promosse emergono interventi su ciclabili e cammini, contributi per rifugi e strutture lungo i percorsi e voucher rivolti al pubblico locale. Questi strumenti mirano sia a migliorare la fruizione sia a sostenere la filiera ricettiva.
Investimenti e misure regionali
La Regione ha previsto una serie di azioni per consolidare la crescita: oltre ai piani per la mobilità lenta e il potenziamento dei sentieri, è stata stanziata una somma significativa per rafforzare l’offerta ricettiva. A dicembre 2026 sono stati destinati 16,6 milioni di euro al potenziamento del sistema ricettivo, con particolare attenzione agli alberghi diffusi e alle strutture di qualità in montagna. Queste risorse integrano interventi normativi come il nuovo codice del Commercio e del turismo, che vuole dare maggiore struttura al comparto terziario locale.
Strumenti per la ricettività
Gli investimenti si traducono in misure pratiche: finanziamenti per adeguare strutture, incentivi per progetti di ospitalità diffusa e contributi a chi gestisce rifugi e punti di sosta lungo i percorsi. Il sostegno alla ricettività è pensato anche per aumentare la qualità dell’offerta e favorire la destagionalizzazione. In breve, l’obiettivo è creare un sistema in cui le infrastrutture, la promozione e gli eventi culturali lavorino in maniera sinergica per attirare visitatori e valorizzare il patrimonio locale.
Verso un modello replicabile
La vision delineata dall’assessore è ambiziosa: trasformare le Prealpi friulane orientali in un laboratorio di sviluppo turistico sostenibile per l’intero Friuli Venezia Giulia. Questo implica continuare a promuovere esperienze che uniscano natura, cultura e produzioni locali, sostenendo al contempo gli operatori con strumenti concreti. L’intento è offrire non solo ospitalità, ma un catalogo di esperienze che comprendano cammini, attività sportive, turismo scolastico e manifestazioni culturali e musicali, rendendo il territorio attraente per diverse tipologie di visitatori.
La sfida successiva sarà mantenere il ritmo di crescita con un modello che non sacrifichi la qualità ambientale e la vita dei piccoli paesi. È necessario che il sistema pubblico-privato continui a investire in termini di promozione, infrastrutture e formazione, sostenendo un’economia locale che sappia raccontarsi attraverso l’artigianato e l’agroalimentare. Se questo percorso verrà consolidato, le Prealpi friulane orientali potranno davvero diventare un punto di riferimento per chi cerca un turismo autentico e sostenibile.