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Il panorama delle vacanze pasquali in Italia si presenta diviso tra segnali di tenuta e fattori di preoccupazione. Secondo l’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti su un campione di 1.087 imprese della ricettività, le presenze stimate raggiungono i 14,1 milioni, con una riduzione complessiva contenuta pari al -1,3%. Questo calo corrisponde a circa 200mila presenze in meno rispetto all’anno precedente, un segnale che mescola resilienza della domanda e vulnerabilità alle tensioni internazionali.
Nel dettaglio si osserva che i turisti stranieri rappresentano la maggioranza del mercato pasquale con il 58,9% delle presenze, ovvero circa 8,3 milioni (-1,4%), mentre i soggiorni degli italiani sono stimati in circa 5,8 milioni (-1,2%). Questi numeri raccontano una stagione primaverile che non è esplosa come negli anni migliori, ma che mantiene ancora elementi di dinamismo, soprattutto grazie a flussi europei consolidati.
Numeri, aree e tipologie di destinazione
La flessione non è omogenea sul territorio nazionale: il Sud e le isole registrano la perdita più marcata con un -2,0%, seguiti dal Centro con un -1,8%. Le località montane, invece, mostrano una sostanziale stabilità dei flussi, favorita dalla domanda estera interessata alle attività all’aria aperta. Le città d’arte restano trainanti per il sistema turistico, nonostante una lieve contrazione stimata intorno al -0,8%. Questo scenario mette in luce come la distribuzione geografica delle prenotazioni sia guidata tanto dalla tipologia di offerta quanto dalla provenienza dei visitatori.
Variazioni per tipologia di offerta
Le destinazioni culturali e urbane continuano ad attrarre visitatori internazionali e domestici, ma soffrono un rallentamento marginale rispetto all’anno precedente. Le mete montane beneficiano del traino estero e di una domanda orientata al tempo libero e alla natura, mentre le località balneari del Sud risentono maggiormente della contrazione, complice anche una sensibilità più elevata alle variazioni dei mercati internazionali. In sintesi, la resilienza del sistema appare legata alla capacità di intercettare flussi europei consolidati e di limitare l’impatto delle variazioni extra continentali.
L’incoming: chi arriva e chi manca
Sono i visitatori stranieri a sostenere maggiormente la Pasqua italiana e, in particolare, i mercati di area Mitteleuropea mostrano segnali positivi. In aumento risultano i flussi provenienti da Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Repubblica Ceca e Ungheria. Al contrario, si registra una flessione nelle provenienze da Stati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud. Resta invece stabile l’afflusso da Belgio, Brasile, Spagna e dai paesi della Scandinavia.
Cause dell’incertezza e richieste del settore
Secondo il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina, il forte clima di instabilità derivante dal conflitto in Medio Oriente sta influenzando le scelte dei viaggiatori. Tra gli effetti più evidenti figurano la cancellazione di voli intercontinentali, l’aumento delle tariffe aeree, la revoca di prenotazioni e una percezione diffusa di insicurezza che scoraggia parte della domanda. Questi elementi hanno impatti immediati soprattutto sul segmento outgoing e, progressivamente, si riflettono anche sull’incoming.
Appello a misure di sostegno
Messina sottolinea che, nonostante la buona capacità di adattamento mostrata dal comparto nei primi tre mesi dell’anno, è urgente un intervento mirato per sostenere le imprese dell’intera filiera. Le agenzie di viaggio e gli operatori dell’outgoing hanno subito effetti già concreti, ma ora emergono i primi contraccolpi anche per l’incoming a causa del rallentamento di alcuni mercati extra europei. Per il settore, conclude il presidente, servono misure rapide e decise per affrontare una fase caratterizzata da incertezza elevata.