Donald Trump ha annullato la partecipazione prevista ai Giochi di Milano-Cortina, rinunciando sia alla finale dell’hockey maschile sia alla cerimonia di chiusura a Verona. La decisione, maturata dopo contatti tra lo staff dell’ex presidente e le autorità italiane, esclude qualsiasi arrivo programmato sul territorio nazionale.
Le istituzioni locali avevano già predisposto diversi scenari per gestire un eventuale “pico” di presenza: dall’accoglienza in aeroporto a corridoi protetti e trasferimenti blindati verso gli impianti sportivi e l’Arena di Verona. I piani, elaborati con il coordinamento di forze dell’ordine e servizi di sicurezza internazionali, puntavano a garantire la tutela dell’incolumità e il regolare svolgimento degli eventi.
Nei giorni precedenti si sono svolte riunioni tecniche e vertici in Questura per definire dettagli operativi. Tra le misure previste figuravano controlli rafforzati negli scali, posti di controllo agli ingressi urbani e verifiche documentali ai punti di transito. Era stata valutata anche la possibilità di atterraggio su basi militari o civili, con trasferimenti terrestri programmati verso Santa Giulia e poi verso Verona.
Una visita lampo avrebbe inevitabilmente comportato disagi: limitazioni temporanee alla circolazione, ritardi nei servizi di trasporto e maggiori ispezioni nelle aree turistiche e nei punti di accesso agli eventi. Per questo le forze dell’ordine avevano studiato opzioni modulabili, capaci di adattarsi all’affluenza di pubblico e alle condizioni logistiche sul terreno.
Fra i rischi considerati c’era pure la possibilità di manifestazioni di protesta. Per tutelare atleti, delegazioni e cittadini, l’organizzazione aveva previsto presidi preventivi e un dispositivo di sicurezza articolato su più livelli, nazionale e internazionale.
Secondo fonti vicine alle valutazioni, la scelta di cancellare la trasferta è riconducibile soprattutto a impegni interni della delegazione statunitense: tensioni politiche e questioni economiche che hanno fatto prevalere altre priorità sull’agenda. La finestra temporale ristretta prevista per la visita avrebbe inoltre limitato la possibilità di incontri istituzionali significativi, compresi eventuali colloqui con la premier italiana.
Sul piano pratico, la rinuncia evita l’attivazione completa del dispositivo di sicurezza pianificato, ma mette anche in luce come eventi sportivi internazionali possano intrecciarsi con dinamiche diplomatiche e politiche. Per gli organizzatori e le autorità locali la cancellazione comporta ora una revisione delle disposizioni logistiche e operative predisposte per la conclusione dei Giochi.
La Questura conferma che alcune attività programmate per la sicurezza sono state ridistribuite in compiti ordinari per il finale della manifestazione; restano comunque livelli di attenzione elevati in previsione di eventuali altri spostamenti internazionali. Ogni riprogrammazione dipenderà da comunicazioni ufficiali future.