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Il 30 marzo 2026 il percorso Appennino Hack ha chiuso una tappa importante al Laboratorio Aperto di Piacenza, mettendo in luce proposte concrete per la valorizzazione territoriale delle aree montane dell’Emilia-Romagna. Organizzato da Art-ER con il supporto dell’Università Cattolica e la collaborazione del corso di Architettura del Politecnico di Milano (sede locale), l’incontro ha riunito oltre 90 partecipanti tra studentesse, studenti, professionisti e rappresentanti istituzionali provenienti da tutte le province regionali.
Lo scopo dell’evento era duplice: da una parte favorire lo scambio di idee e competenze, dall’altra individuare progetti in grado di generare impatto sociale ed economico nelle vallate appenniniche. In questa cornice sono emerse tre proposte premiate dalla giuria: un circuito cinematografico estivo, una piattaforma di intermediazione per servizi locali con governance comunale e un’app basata su intelligenza artificiale per creare itinerari turistici personalizzati.
I progetti premiati
Al primo posto si è collocato Appennino in Pellicola, un format che propone un circuito di proiezioni all’aperto distribuito nelle vallate, pensato per intrecciare cinema, enogastronomia e momenti di socialità. L’idea valorizza le produzioni emergenti e offre opportunità concrete agli operatori locali: location diffuse, eventi tematici e partnership con produttori e ristoratori creano un modello che punta sulla rigenerazione sociale e sulla sostenibilità economica del territorio.
Un modello integrato
Appennino in Pellicola non è solo una rassegna: è un’iniziativa che mette in rete comunità, giovani autori e operatori locali per generare nuove occasioni di lavoro e incontro. La proposta sfrutta le specificità enogastronomiche e paesaggistiche per offrire esperienze complete, con un’attenzione particolare alla valorizzazione delle filiere locali e alla creazione di eventi capaci di attrarre visitatori senza snaturare le comunità ospitanti.
Secondo e terzo classificato
Il secondo premio è andato a Local.Y, una piattaforma digitale di intermediazione tra domanda e offerta di servizi locali che integra la governance dei Comuni per mappare bisogni emergenti e favorire modelli di economia circolare. Al terzo posto si è posizionato Appennino Tour, un’app che utilizza intelligenza artificiale per costruire itinerari turistici personalizzati, combinando natura, cultura ed esperienze enogastronomiche autentiche.
Il formato e il coinvolgimento degli attori locali
Il progetto Appennino Hack si caratterizza come un laboratorio pratico che unisce competenze diverse: istituzioni regionali, mondo accademico e operatori locali. L’incontro di Piacenza ha rappresentato un momento di networking e di co-progettazione, dove idee nate in aula o nei laboratori si confrontano con i bisogni reali delle comunità montane. La partecipazione di studenti e professionisti ha favorito un approccio multidisciplinare, utile a costruire soluzioni che siano allo stesso tempo innovative e radicate.
Ruolo delle istituzioni e prospettive
L’assessore regionale alla Montagna, Davide Baruffi, ha sottolineato come iniziative di questo tipo siano fondamentali per promuovere soluzioni durevoli: «L’innovazione nelle aree montane passa dalla capacità di costruire soluzioni sostenibili, radicate nei contesti locali e orientate a generare valore nel tempo». Secondo l’assessore, Appennino Hack contribuisce alle politiche regionali di valorizzazione, sostegno allo sviluppo e incremento dei servizi nelle aree interne, puntando su rigenerazione urbanistica, nuove forme di socialità e integrazione tecnologica.
Impatto atteso e prossimi passi
Le tre idee premiate offrono percorsi differenti ma complementari: dal rafforzamento dell’offerta culturale con Appennino in Pellicola, all’ottimizzazione dei servizi locali con Local.Y, fino alla personalizzazione dell’esperienza turistica con Appennino Tour. L’obiettivo condiviso è trasformare proposte sperimentali in iniziative sostenibili, capaci di coinvolgere amministrazioni comunali, operatori privati e comunità. Nei prossimi mesi il percorso prevede attività di prototipazione e raccordo tra progettisti e stakeholder per tradurre le idee in progetti pilota replicabili.
In sintesi, la tappa di Piacenza del 30 marzo 2026 ha confermato che la montagna può diventare un laboratorio di innovazione sociale ed economica, dove tecnologia e cultura si mettono al servizio della comunità per creare nuove opportunità di sviluppo.