Milano, 10 febbraio 2026 — Sulla pista di Milano Cortina la staffetta mista di short track ha regalato all’Italia un oro costruito con tattica lucida, muscoli ben allenati e un’intesa di squadra fuori dal comune.
La vittoria assume un valore particolare perché tra i protagonisti ci sono atleti delle Fiamme Oro, delle Fiamme Gialle e del C.S. Carabinieri: competenze e disciplina degli atleti in servizio si sono fuse con la preparazione tecnica, contribuendo a un rendimento collettivo di alto livello. Dietro il risultato c’è uno staff che ha saputo leggere la gara e adattarsi alle sue oscillazioni; al timone l’High Performance Director Kenan Gouadec, affiancato da Maggie Qi, Nicola Rodigari e Derrick Campbell, ha orchestrato i cambi con precisione e mantenuto lucidità nei momenti decisivi.
La gara ha preso corpo già dalle eliminatorie: nei quarti la formazione con Elisa Confortola, Luca Spechenhauser, Arianna Fontana e Pietro Sighel ha chiuso seconda dietro l’Olanda, ma ha saputo tenere sotto controllo le altre avversarie. In semifinale lo staff ha operato le rotazioni — Chiara Betti per Confortola e Thomas Nadalini per Spechenhauser — scelte che hanno garantito freschezza e controllo quando la tensione è salita. Nella finalissima, la mossa che ha spezzato gli equilibri è arrivata nella fase centrale: l’attacco di Arianna Fontana ha creato lo spazio necessario perché Pietro Sighel potesse chiudere in testa, e lì la squadra ha amministrato con intelligenza fino al traguardo.
Dal punto di vista tattico, la lettura della gara è stata attenta e flessibile. Gli allenatori hanno calibrato i cambi per preservare velocità e capacità di recupero, evitando di forzare ritmi a discapito della resistenza complessiva. La miscela tra esperti e giovani ha pagato: i veterani hanno saputo controllare la corsa, mentre i più giovani hanno infuso esplosività nei momenti giusti, limitando le reazioni aggressive delle nazionali più ostiche.
Il podio è anche un riconoscimento al lavoro delle forze sportive dello Stato: Elisa Confortola e Thomas Nadalini (Fiamme Oro), Pietro Sighel e Chiara Betti (Fiamme Gialle) e Luca Spechenhauser (C.S. Carabinieri) hanno portato sul ghiaccio non solo talento individuale, ma il risultato di programmi di allenamento, strutture e supporto logistico. Quel che si vede in pista riflette investimenti di lungo periodo nella preparazione e nella gestione degli atleti.
L’emozione del momento — l’inno nazionale, gli abbracci, gli applausi — ha unito pubblico e istituzioni, mettendo in luce il valore simbolico di una vittoria che va oltre la medaglia. Sul piano pratico, i dati raccolti durante la gara (cambi, consumi energetici, fasi di accelerazione) offriranno allo staff elementi concreti per raffinare la preparazione: analisi fisiologiche e tattiche saranno al centro dei prossimi cicli di allenamento.
Guardando avanti, il modello che combina esperienza e gioventù sembra sostenibile e replicabile: la collaborazione tra club e corpi sportivi dello Stato ha prodotto un mix efficace, ma serviranno ulteriori verifiche per capire come ottimizzare il reclutamento e la formazione. Per ora, però, la squadra esce da Milano cortina 2026 con slancio e fiducia, pronta a trasformare questo successo in punto di partenza per le sfide internazionali che arrivano.