Forlì si prepara a ospitare Sport Senza Confini 2026 un raduno itinerante rivolto a giovani atleti under 14 con disabilità visiva, motoria e intellettiva lieve. L’appuntamento è fissato per sabato 6 e domenica 7 giugno al Campo Gotti spazio scelto per mettere in campo attività progettate da tecnici federali e operatori specializzati.
L’iniziativa, promossa dalla Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali (FISPES) e sostenuta da Fondazione Conad ETS e Procter & Gamble Italia punta non solo a far provare discipline sportive, ma anche a costruire relazioni sul territorio grazie al coinvolgimento di cooperative e istituzioni locali.
Raduno a Forlì: programma e modalità operative
Il calendario del raduno prevede momenti di accoglienza, sessioni tecniche e momenti di convivialità per le famiglie. Il dettaglio delle attività è pensato per offrire percorsi adeguati alle diverse abilità: sabato 6 giugno l’ingresso e l’accoglienza sono programmati per le ore 15:00, seguiti dai saluti istituzionali alle ore 15:30 e dall’avvio della prima sessione alle ore 15:45, con termine delle attività alle ore 18:15 e cena alle ore 20:00. Domenica 7 giugno le attività riprendono alle ore 9:30, con chiusura del raduno prevista alle ore 14:00 dopo il pranzo alle ore 12:30.
Ruoli e soggetti coinvolti
All’organizzazione partecipano il Comune di Forlì la cooperativa CIA Conad e il Comitato Italiano Paralimpico Emilia-Romagna insieme a tecnici federali che guideranno le prove ludico-sportive. L’intento è trasformare ogni tappa in un attivatore sociale capace di lasciare tracce operative e reti di collaborazione durature sul territorio.
Il progetto nazionale: evoluzione, numeri e impatto
Sport Senza Confini è giunto alla terza edizione e nel 2026 prevede un calendario di 26 giornate distribuite su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo dichiarato è ampliare la rete di opportunità sportive per ragazzi e ragazze con disabilità e favorire percorsi continuativi di inclusione che vadano oltre il singolo evento.
Le prime due edizioni hanno segnato una crescita costante: nel 2026 il progetto ha coinvolto oltre 120 giovani in 11 raduni su 6 regioni, mentre nel 2026 sono state raggiunte 12 regioni con 15 tappe, coinvolgendo 224 partecipanti e 98 tecnici federali. Complessivamente, nelle prime due edizioni sono stati raggiunti 344 giovani atleti attraverso 26 tappe, creando una rete nazionale di competenze tecniche e relazioni territoriali.
Partnership e ruolo delle realtà locali
Il progetto cresce grazie al contributo di partner nazionali e al coinvolgimento delle cooperative Conad, che con il loro radicamento territoriale favoriscono la continuità delle attività. Secondo i promotori, l’intento è che ogni tappa diventi non solo un momento sportivo, ma anche un’occasione per tessere legami tra famiglie, associazioni e istituzioni locali, consolidando percorsi di accesso allo sport sempre più stabili.
Il presidente di FISPES, Mariano Salvatore ha sottolineato che lo sport è uno strumento di crescita capace di abbattere barriere rafforzare l’autostima e offrire opportunità di espressione del talento. Il progetto, sostengono gli organizzatori, vuole essere un seme per costruire una cultura dello sport paralimpico che duri nel tempo.
La due giorni al Campo Gotti non è concepita come punto di arrivo ma come un’iniziativa che stimola la collaborazione tra federazione, partner e realtà locali, con l’obiettivo di far nascere percorsi sportivi accessibili e duraturi. Partecipare significa
