Snowboard paralimpico in Piemonte: l’esperienza di Paolo Priolo a Milano Cortina

Paolo Priolo, astigiano dello snowboard paralimpico, racconta il 9° posto a Milano Cortina e le prospettive per il futuro

A pochi giorni dalla chiusura delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina, emerge il punto di vista di un atleta piemontese che ha vissuto la competizione dall’interno. Il protagonista è Paolo Priolo, snowboarder paralimpico di origine astigiana, che ha gareggiato nelle specialità cross e banked slalom. Nella sua seconda esperienza ai Giochi, dopo PyeongChang 2018, Paolo ha ottenuto un piazzamento di rilievo, raggiungendo il 9° posto, risultato che racconta meglio di qualsiasi tabella il valore della sua prestazione e della sua determinazione. In questo articolo esploriamo le sensazioni, il percorso di carriera e le idee per diffondere lo snowboard paralimpico in Piemonte.

La storia di Paolo è anche una riflessione sul rapporto tra sport, lavoro e passione. Dopo stagioni in cui è stato presente con costanza nella top 8 e vicino al podio in Coppa del Mondo, l’atleta ha attraversato una fase di stop legata agli impegni professionali e a una pausa di due anni. A quarant’anni ha deciso di tentare il ritorno e, grazie a un allenamento mirato, è riuscito a centrare il grande obiettivo: tornare ai Giochi. Questa esperienza mette in luce come la resilienza e l’allenamento costante siano elementi fondamentali per chi pratica sport ad alto livello, anche nelle discipline paralimpiche.

Il valore del risultato e le sensazioni personali

Per Paolo il 9° posto non è soltanto una posizione in classifica, ma la conferma che un progetto sportivo può ripartire anche dopo una lunga interruzione. Il ritorno alla competizione internazionale ha permesso di misurare il livello raggiunto e di constatare l’evoluzione dell’ambiente competitivo. L’atleta sottolinea come la competizione e l’atmosfera delle Paralimpiadi abbiano amplificato la percezione di inclusività, con pubblico e media che iniziano a seguire con interesse discipline come lo snowboard paralimpico. Questo riconoscimento sociale è un importante stimolo per gli atleti e per chi lavora alla promozione dello sport adattato.

Un bilancio della carriera

Guardando al percorso di Paolo, si evidenziano stagioni significative, con piazzamenti in Coppa del Mondo e prestazioni solide che lo hanno fatto entrare spesso nella top 8. La decisione di interrompere l’attività agonistica per motivi lavorativi ha inciso sul mantenimento della forma, ma non ha cancellato la passione che lo ha spinto a tornare. Il bilancio personale oggi è fatto di orgoglio per il traguardo raggiunto e di consapevolezza: la strada per migliorare c’è ancora, e la determinazione rimane la leva principale per chi vuole competere ad alto livello in età matura.

Prospettive future e obiettivi sportivi

Raggiungere Milano Cortina ha riacceso ambizioni che Paolo non vuole abbandonare: la voglia di continuare a competere e magari puntare ai prossimi grandi eventi internazionali resta viva. L’atleta confessa che questi risultati hanno restituito motivazioni per proseguire nonostante l’età e gli impegni extra-sportivi. In termini pratici, l’obiettivo è valutare la prossima stagione e lavorare per mantenere la forma tecnica necessaria alle specialità di cross e banked slalom. Allo stesso tempo, Paolo nutre un desiderio di lungo periodo: ritornare ai Giochi e provare a spingersi ancora più in alto, mantenendo come guida l’allenamento specifico e la gestione equilibrata tra vita personale e sport.

Consigli per chi vuole cominciare

Per i neofiti dello snowboard paralimpico, Paolo raccomanda pazienza e costanza: i risultati si costruiscono con pratica regolare, lavoro tecnico e fiducia nei propri progressi. Lo sport, secondo lui, è emozionante e accessibile a chiunque sia curioso di provare; per questo è importante offrire opportunità di avvicinamento, come stage o camp dedicati, in cui i partecipanti possano sperimentare l’attrezzatura e le tecniche base in un contesto protetto. Il messaggio principale è chiaro: non mollare dopo i primi ostacoli e investire tempo nell’apprendimento graduale, perché la soddisfazione arriva con l’impegno.

Come far crescere lo snowboard paralimpico in Piemonte

Lo sviluppo della disciplina nella regione passa da scelte concrete: promozione mirata, organizzazione di eventi formativi e supporto alle società sportive che vogliono includere atleti con disabilità. Paolo indica la necessità di mostrare lo sport «da dentro», permettendo a più persone possibili di provare lo snowboard paralimpico e apprezzarne le caratteristiche tecniche e ludiche. Investire in comunicazione, creare percorsi di scoperta e offrire risorse per l’attrezzatura sono passaggi utili per crescere numericamente e qualitativamente. In definitiva, la testimonianza di atleti come Paolo può diventare uno strumento potente per avvicinare nuovi praticanti e costruire una comunità più ampia e coesa.

Scritto da Chiara Ferrari

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