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La vittoria alata di calvatone come simbolo delle olimpiadi invernali di milano cortina 2026
La Vittoria Alata di Calvatone si prepara a diventare uno dei simboli delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Questo riconoscimento è stato sancito da una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Cremona il 13 ottobre 2026. L’iniziativa, promossa dal Settore Cultura e Turismo, mira a valorizzare questo prestigioso reperto storico attraverso la sua esposizione al Palazzo Lombardia di Milano.
Procedimenti per l’esposizione
La Giunta, su proposta dell’assessore alla Cultura Rodolfo Bona, ha approvato il prestito della statua, di proprietà del Comune e attualmente custodita presso il Museo Archeologico ‘San Lorenzo’. La mostra si svolgerà dal 28 gennaio al 16 marzo 2026, in concomitanza con le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali. Questa esposizione offre un’opportunità unica per promuovere il patrimonio storico e artistico dei Musei Civici di Cremona, contribuendo a un significativo ritorno d’immagine per la città.
Origini della Vittoria Alata
Le origini della Vittoria Alata risalgono a una scoperta effettuata nel 1830 durante degli scavi a Calvatone, come riportato nella Storia Ecclesiastica di Antonio Dragoni nel 1838. La statua, realizzata in bronzo dorato, fu rinvenuta casualmente durante lavori di rimozione di terreno nella zona di “Costa Sant’Andrea”, in un terreno di proprietà di Ludovico Aloisi. Questo ritrovamento ha dato inizio a una lunga serie di campagne archeologiche che hanno portato all’identificazione della località con l’antica città romana di Bedriacum.
Caratteristiche della statua
La Vittoria Alata ha un’altezza di circa un metro e settanta centimetri e poggia su un basamento sferico. Su questo basamento è incisa una dedica risalente all’epoca di Marco Aurelio e Lucio Vero. Questo esemplare è considerato uno dei più belli tra le statue della Vittoria romana rinvenute in Italia. È importante notare che quella conservata al Museo Archeologico ‘San Lorenzo’ è una copia realizzata nel 1937, donata alla città durante le celebrazioni dedicate a Stradivari.
La vicenda dell’originale
La storia della Vittoria Alata è costellata di avvenimenti intriganti, tra cui la misteriosa scomparsa dell’originale durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo nel 2016 è emersa la verità: l’originale era stato rinvenuto nei depositi dell’Hermitage di San Pietroburgo, dove era stato portato dalle truppe sovietiche. La statua era stata trafugata nel 1945 dallo Staatliche Museen di Berlino e, dopo un lungo periodo di assenza, finalmente il suo destino è stato svelato.
L’importanza culturale per Cremona
Esibire la Vittoria Alata durante le Olimpiadi rappresenta un’opportunità imperdibile per Cremona. La città avrà modo di farsi conoscere da un pubblico internazionale, esibendo un pezzo significativo del proprio patrimonio culturale. La scelta di portare questa statua a Milano sottolinea l’impegno dell’Amministrazione nel promuovere il turismo e la cultura locale, evidenziando la ricchezza storica che la città ha da offrire.
La presenza della Vittoria Alata alle Olimpiadi non è solo una questione di visibilità, ma anche un modo per rafforzare l’identità culturale di Cremona e il legame con il proprio passato. In un evento di tale portata, è fondamentale che il patrimonio artistico venga valorizzato e celebrato, creando un ponte tra storia e sport.
Il valore culturale della Vittoria Alata
L’esposizione della Vittoria Alata di Calvatone alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 si configura come un’importante occasione per la città di Cremona. Questa iniziativa non solo contribuirà a promuovere il patrimonio culturale della regione, ma offrirà anche ai visitatori l’opportunità di apprezzare la bellezza e la storia di un’opera d’arte che ha attraversato i secoli. Le Olimpiadi rappresentano un palcoscenico ideale per celebrare la storia e la cultura italiana, valorizzando il legame tra sport e arte.