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19 Giugno 2026

Sci estivo sul Monte Vettore: la leggenda torna a vivere

Dopo una lunga assenza, la Coppa Vettore è tornata a illuminare i Monti Sibillini con la sua magia. Scopri come questa leggenda dello sci estivo ha celebrato la montagna e le sue tradizioni.

Sci estivo sul Monte Vettore: la leggenda torna a vivere

Il Monte Vettore, la vetta più alta dei Monti Sibilliniha ospitato nuovamente la Coppa Vettoreuna delle gare di sci più affascinanti e uniche al mondo. Dopo dieci anni di assenza, la competizione è tornata a celebrare la montagna e le sue tradizioni, attirando atleti e appassionati da tutta Italia.

La gara, organizzata dallo Sci Club Ascolisi è svolta sulla Pista delle Ciaulesituata a 2.476 metri di quota, utilizzando gli ultimi lembi di neve presente. La particolarità di questa competizione risiede non solo nel fatto che si gareggi in pieno giugno, ma anche nel contesto selvaggio e autentico in cui si svolge.

Una tradizione che resiste al tempo

La storia della Coppa Vettore affonda le sue radici nel 1966, quando alcuni appassionati decisero di trasformare il fenomeno naturale delle lingue di neve che resistono sul Monte Vettore anche a stagione avanzata in un appuntamento sportivo unico. Da allora, la manifestazione è diventata un simbolo dello sci estivo in Appennino, attirando atleti, escursionisti e curiosi provenienti da tutta Italia.

La particolarità della Coppa Vettore non risiede soltanto nel fatto che si gareggi in pieno giugno. A renderla davvero speciale è il contesto nel quale si svolge. Sul Monte Vettore non esistono impianti di risalita, seggiovie o infrastrutture turistiche dedicate allo sci. La montagna conserva un carattere autentico e selvaggio. Per raggiungere la zona di gara occorre camminare, trasportare materiali e organizzare ogni dettaglio con spirito di adattamento e grande passione.

L’organizzazione logistica: un’impresa unica

Una delle immagini più caratteristiche dell’evento è quella dei muli utilizzati per trasportare il materiale necessario all’allestimento della competizione. Pali da slalom, attrezzature tecniche, strumenti logistici e tutto ciò che serve per organizzare la gara vengono caricati sugli animali e portati lungo i sentieri che conducono alla pista. Una scena che sembra uscita da un’altra epoca e che invece continua a rappresentare uno degli aspetti più affascinanti della manifestazione.

In un mondo sportivo sempre più dominato dalla tecnologia, la Coppa Vettore conserva un’anima genuina e autentica. Qui il rapporto con la montagna è diretto. Non ci sono scorciatoie. Ogni discesa è il risultato di un lavoro collettivo fatto di sacrificio, impegno e amore per il territorio.

Atleti e appassionati da tutta Italia

L’edizione 2026 ha confermato la capacità della Coppa Vettore di attirare appassionati da molte aree del Paese. Alla gara hanno preso parte atleti provenienti dal Veneto, dal Trentino-Alto Adige, dalla Toscana, dal Lazio, dalla Campania, oltre che dalle regioni limitrofe Abruzzo e Umbria. La presenza di un concorrente proveniente dalla Francia ha dato alla manifestazione anche un respiro internazionale, testimoniando la crescente notorietà dell’evento oltre i confini nazionali.

Nel corso degli anni, la Coppa Vettore si è aperta a diverse discipline degli sport invernali. Accanto allo sci alpino sono state presenti categorie dedicate al telemarkallo snowboard e allo sci alpinismotrasformando l’appuntamento in un momento di incontro tra differenti specialità della neve.

La Coppa Vettore 2026 non è stata soltanto una gara di sci. È stata la dimostrazione che alcune passioni non conoscono il trascorrere del tempo. È stata la prova che una comunità può ritrovare sé stessa attraverso le proprie tradizioni. È stata la conferma che i Monti Sibillini continuano a custodire storie capaci di unire sport, natura e identità territoriale.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.