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17 Ottobre 2026

Ritocco e omaggio a Fiorenzo Michelin: la via Aria a Bourcet

Una storia di amicizia, manutenzione e ricordo: la ri‑chiodatura della celebre via Aria sulla quarta Corda a Bourcet, celebrata al Memorial Gianfiore.

Ritocco e omaggio a Fiorenzo Michelin: la via Aria a Bourcet

Negli ultimi mesi, Claudio Battezzati e il sottoscritto ci siamo cimentati nella ri-chiodatura di una delle vie più celebri e tecnicamente impegnative del Bourcet: Aria sulla quarta Corda. L’intervento è stato presentato all’edizione del Memorial “Gianfiore”, con l’obiettivo di far rivivere un capolavoro di Fiorenzo Michelin e di invogliare nuovi arrampicatori a percorrere nuovamente la linea.

La via “Aria sulla quarta Corda”: storia e importanza

Fiorenzo, noto tra i climbers con il soprannome di Fiurens aprì la strada negli anni in cui la zona era ancora poco segnata. La sua capacità di individuare fessure esposte e di comporre sequenze eleganti la rese subito una delle mete più ambite di Bourcet. Oggi, la via è riconosciuta non solo per la difficoltà tecnica, ma anche come testimonianza della cultura della manutenzione che Fiurens ha promosso con costanza.

Origini e contributo di Fiorenzo Michelin

Fiorenzo non era soltanto un apri-vie ma anche il custode delle sue creazioni. Senza il suo impegno quotidiano, molte linee situate in bassa valle sarebbero scomparse sotto l’erba e i licheni. La sua filosofia era semplice: ogni via, una volta aperta, è una responsabilità condivisa, da tenere viva per le generazioni future.

Le avventure di Fiurens e la cultura della manutenzione

La nostra amicizia nacque grazie a Silvio Falco, compagno di entrambi. Un mattino, al Bourcet, ci trovammo insieme a Fiurens a scalare una delle sue opere, scambiandoci impressioni e risate. Da quel momento, Fiurens iniziò a telefonarmi per coordinare lavori di manutenzione o per chiedere consigli su una discesa che aveva recensito su Gulliver.

Ricordi di scalate condivise

Due uscite rimangono vivide nella memoria: la prima sulla via Super Furgon dove aggiungemmo nuovi spit e sostituimmo cordoni marci, e la seconda sulla Parete del Triangolo impegnata nel restauro della via Angelo Gaido. In entrambe le occasioni, Fiurens dimostrò una calma ferma, guidandomi nei punti più critici e assicurandosi che ogni presa fosse sicura. La sua capacità di trasmettere fiducia era quasi contagiosa, specialmente quando affrontava quelle “plance” dove i piedi sembravano sfidare la gravità.

Il progetto “adotta una via” e il restauro per il Memorial Gianfiore

L’anno precedente avevamo lanciato l’iniziativa “adotta una via” per segnalare il degrado di alcune linee della parete della Sbarua, iniziando con la ri-chiodatura della via Rioplano. Da allora sono stati installati cartelli informativi, ma molto resta da fare per preservare l’ambiente alpinistico e impedirne la trasformazione in semplice zona di pic-nic e musica.

Operazione sul campo: materiali e collaboratori

Per il Memorial “Gianfiore” abbiamo deciso di sostituire l’intera “infrastruttura” della via con componenti in inox. Sono stati montati 61 spit Kinobi, 7 ancoraggi “Ciano” della serie GERVA, tutti dotati di anello di calata, e sono state predisposte due possibilità di discesa: una mezza corda da 30 m o due mezze corde da 60 m. Il lavoro, svolto in due giornate, ha coinvolto Claudio Battezzati, Eva Depetris (moglie di Fiorenzo) e me stesso, tutti motivati dal desiderio di onorare il ricordo di Fiurens.

Il Memorial “Gianfiore” ha offerto il palcoscenico ideale per celebrare non solo una via, ma anche l’intero spirito di condivisione e cura che caratterizza la comunità di alpinisti del Bourcet.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.