All’età di ventisette anni, Laura Pirovano ha scritto il proprio nome nella storia del sci alpino conquistando la classifica assoluta della Coppa del Mondo di discesa. È la quarta donna italiana a raggiungere questo traguardo, un onore che la colloca accanto a leggende come Isolde Kostner, Sofia Goggia e Federica Brignone.
Il suo percorso, però, non è stato una linea retta. Infortuni ricorrenti, stagioni deludenti e momenti di dubbio hanno quasi messo a segno la sua carriera, ma la determinazione di Pirovano ha sempre tenuto acceso il fuoco interno che la spinge a scendere a velocità massime.
Il soprannome “Pantera” e le due anime della campionessa
Il soprannome che oggi la segue, Pantera nasce in un ambiente ben lontano dalle piste: la palestra dove, per la sua agilità, veniva scherzosamente chiamata “pantera”. L’epiteto si è poi cementato quando le è stato regalato un casco dal design aggressivo, simbolo di fortuna e di una nuova identità sportiva. “Mi sento parte divisa”, ha raccontato, “da un lato c’è la dolcezza di un gattino, dall’altro la potenza di una pantera quando indosso gli sci”. Gli abituali complimenti sulla sua calma apparente nascondono, a dire sua, un turbinio interno pronto a scoppiare in ogni curva.
Amicizia in Sardegna: il weekend con Federica Brignone
Durante una pausa invernale, Pirovano ha condiviso tre giorni di mare con Federica Brignone, amica di vecchia data. L’idea era semplice: approfittare della rareggiata di vento assente per provare qualche surf. Il risultato è stato più rilassante che sportivo, ma ha rafforzato un legame che supera la competizione. “Federica è una persona splendida”, ha detto, sottolineando quanto il sostegno reciproco sia fondamentale in uno sport così individuale ma con una forte componente di squadra. La presenza di Brignone ha fornito a Laura un esempio concreto di come il rispetto e l’ispirazione possano contribuire al miglioramento tecnico e mentale.
Obiettivi per la stagione: Soelden, gigante e Mondiale
Con le prime due gare di Soelden in programma, la campionessa si prepara a ritornare in pista, ma con una novità: dopo un periodo dedicato alla velocità, intende riprendere il gigante disciplina in cui aveva dovuto rinunciare a causa di infortuni e punteggi sfavorevoli. “Sono nata gigantista, ho il cuore della gigante”, ha dichiarato, aggiungendo che la pausa l’ha spinta a concentrarsi sulla discesa, dove ora ha raccolto il suo più grande successo.
Il legame con le compagne di squadra
Nel suo racconto, la presenza di atlete come Goggia e Brignone è descritta come una fonte continua di motivazione. “Allenarsi insieme per anni crea una squadra così solida che ogni allenamento diventa una sfida collettiva”, afferma. Il confronto costante permette a Pirovano di apprendere nuove tecniche, affinare la postura in curva e affrontare le pressioni psicologiche legate alle competizioni di alto livello.
Guardando al futuro, la sciatrice non nasconde l’entusiasmo per il prossimo Campionato Mondiale. Dopo aver assaporato il gusto del podio nella classifica generale, il suo obiettivo è convertire quella energia in medaglie mondiali, continuando a coltivare la dualità che la caratterizza: la tenerezza di un gattino nei momenti di riposo, la ferocia di una pantera quando la velocità li chiama.



