Piemonte in crescita: arrivi, pernottamenti e opportunità per le destinazioni regionali

Il Piemonte chiude il 2026 con oltre 6,7 milioni di arrivi e 18,17 milioni di presenze: un'analisi dei mercati, dei prodotti turistici e delle tendenze per la primavera 2026

Il turismo in Piemonte conferma un trend di crescita consolidato: il 2026 si è chiuso con arrivi superiori a 6 milioni e 730 mila e con presenze pari a 18 milioni e 170 mila, segnando aumenti rispettivamente del 7,1% e del 7,5% rispetto all’anno precedente. Questi dati, elaborati dall’Osservatorio Turistico regionale, evidenziano come la regione stia consolidando la propria immagine sui mercati internazionali senza perdere attrattiva sul mercato nazionale, grazie a un mix di offerta culturale, paesaggistica ed enogastronomica.

Il 2026 offre già i primi riscontri positivi: nel periodo di Pasqua (dal 2 al 6 aprile 2026) la saturazione dei posti letto ha raggiunto il 47,3% (contro il 41,4% dello stesso periodo del 2026) e le rilevazioni indicano oltre il 10% di crescita delle presenze rispetto all’anno precedente. Queste tendenze alimentano aspettative favorevoli per il ponte del 25 aprile-1° maggio, che vede il 28% degli italiani intenzionato a scegliere il Piemonte.

Performance complessiva e numeri chiave

La spinta principale del 2026 è venuta dal mercato estero, che ha registrato un +8,9% negli arrivi e un +8,0% nelle presenze, portando la quota straniera al 53% del totale delle notti trascorse. Il quadro economico è altrettanto significativo: la spesa rilevata con carte straniere è salita del 7,6%, attestandosi intorno a 970 milioni di euro, con una forte incidenza sui settori della ristorazione, dell’accoglienza e del commercio.

Flussi internazionali e mercati principali

Oltre il 75% delle presenze straniere proviene dai principali sette mercati europei e dagli Stati Uniti. Al vertice resta la Germania, seguita da Francia, Benelux, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti, Scandinavia e Spagna. Notevole è la crescita dei mercati a lungo raggio: gli Stati Uniti mostrano aumenti a doppia cifra, così come Regno Unito e Scandinavia, confermando la progressiva internazionalizzazione dell’offerta piemontese.

Offerta territoriale e tipologie di soggiorno

La domanda non è omogenea: Torino e la prima cintura restano la destinazione principe per volumi, con un tempo medio di permanenza di 2,5 notti, mentre l’area dei laghi registra una permanenza media più lunga (3,5 notti). La montagna si posiziona al terzo posto per quota di pernottamenti con una permanenza media di 3,1 notti, e le colline con 2,2 notti. In parallelo si osserva un boom del settore extra-alberghiero e delle locazioni turistiche: nel 2026 il 14% dei viaggiatori ha optato per una locazione (contro il 12% del 2026) e il 27% ha scelto strutture extra-alberghiere (rispetto al 26% dell’anno precedente), senza che il comparto alberghiero perda volumi assoluti.

Stagionalità e prodotto montagna

La stagione invernale 2026-26 ha confermato la forza della montagna piemontese: la migliore stagione degli ultimi dieci anni in termini di arrivi, con incrementi importanti in molte località. Su tutte si distingue Limone Piemonte, che ha segnato un +47% di pernottamenti, favorito dalla riapertura del Tunnel del Tenda e dal ritorno dei flussi dalla Costa Azzurra; performance a due cifre anche per Frabosa Sottana, Sauze d’Oulx e Alagna Valsesia, oltre a crescite più contenute ma positive per Bardonecchia e Sestriere.

Il successo evidenziato nel 2026 è il risultato di un lavoro coordinato tra istituzioni, operatori locali e Atl, che hanno puntato su qualità dell’offerta, promozione internazionale e grandi eventi come leve di posizionamento. Eventi come il Salone Internazionale del Libro e le Nitto Atp Finals hanno prodotto picchi significativi nei flussi cittadini, mentre la disponibilità online delle camere e il ruolo delle OTA mostrano come la vendita digitale stia diventando centrale nella distribuzione.

Guardando al 2026, le premesse restano positive: la primavera sembra confermare il trend con una quota crescente di turisti interessati ad attività outdoor, percorsi culturali ed esperienze enogastronomiche. Per mantenere questo slancio sarà cruciale consolidare il dialogo tra promozione, infrastrutture e offerta locale, continuando a valorizzare la pluralità dei prodotti che rende il Piemonte una destinazione completa e competitiva.

Scritto da Fabio Rinaldi

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