Olimpiadi Milano-Cortina 2026: Valtellina Pronta, Ma il Servizio Ferroviario è Inadeguato

La Valtellina si prepara ad accogliere le Olimpiadi Invernali, ma il servizio ferroviario continua a presentare criticità.

A meno di un mese dall’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, un paradosso si presenta in Valtellina: mentre il territorio si mostra pronto per l’evento sportivo di rilevanza mondiale, il sistema ferroviario è in crisi. Jonny Crosio, vice segretario federale di Patto per il Nord, esprime la sua preoccupazione per la situazione attuale, in particolare dopo un lunedì caratterizzato da guasti che hanno messo in ginocchio il servizio.

La situazione critica del servizio ferroviario

“Da una parte, i media celebrano l’efficienza della valle in vista dei Giochi, dall’altra assistiamo a un servizio ferroviario al collasso”, afferma Crosio, sottolineando la necessità di un intervento immediato da parte della politica. La frustrazione dei pendolari, studenti e lavoratori, continua a crescere mentre si susseguono disservizi e treni fermi al binario. “Dopo mesi di silenzio, ho deciso di rompere il riserbo per denunciare un problema che non può più essere trascurato”, continua.

Un appello ai parlamentari

Crosio non si è limitato a esprimere il suo disagio, ma ha anche lanciato un appello diretto ai parlamentari, in particolare a Benedetto Della Vedova e Mauro Del Barba, che hanno già mostrato sensibilità verso la questione. “Applaudo la loro iniziativa di presentare un’interrogazione urgente al ministro Salvini”, afferma, “ma rimane assordante il silenzio di altri rappresentanti politici che, nonostante non si facciano sentire ora, saranno presenti sulle passerelle olimpiche.”

Ritardi nelle infrastrutture e responsabilità politiche

Un altro punto fondamentale sollevato da Crosio è quello delle infrastrutture in ritardo. “Opere come la Tangenziale di Tirano, che dovevano essere pronte per l’evento, rimangono in sospeso”, afferma. “Queste infrastrutture, purtroppo, sono diventate vittime di giochi politici, dove il vero responsabile sembra essere il tempo stesso.” Per i valtellinesi, ciò che conta è che queste opere vengano completate, ma il ritardo è un dato di fatto innegabile.

Il lascito delle Olimpiadi

Crosio pone anche l’accento sull’eredità che le Olimpiadi dovrebbero lasciare al territorio. “Con costi stimati intorno ai 6 miliardi di euro, è fondamentale che la valle non si ritrovi solo con debiti, ma con opere concrete e funzionanti”, sottolinea. “Il termine inglese ‘legacy’ per noi deve tradursi in realtà tangibili: treni puntuali e infrastrutture efficaci.”

Crosio chiude il suo intervento con una battuta in dialetto valtellinese: “Se il presidente Fontana afferma ‘Olimpiadi ghe sem’, io da valtellinese rispondo: ‘Sperem’.” Un auspicio, ma anche un richiamo alla responsabilità collettiva di tutti i politici coinvolti, affinché non si rischi una brutta figura in mondovisione.

Scritto da Sarah Finance

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