olimpiadi milano cortina 2026: questioni aperte su ambiente, conti e infrastrutture

Una ricostruzione delle ragioni delle proteste contro Milano Cortina 2026, dei numeri economici in bilancio e delle principali incognite che il Paese dovrà affrontare dopo i giochi.

Milano Cortina 2026: una controversia che continua

Milano Cortina 2026 resta al centro delle polemiche oltre l’accensione del braciere e le cerimonie ufficiali. Le contestazioni di piazza, le inchieste giudiziarie e i conti economici delineano uno scenario complesso che produrrà effetti sul territorio. A Milano, il corteo del 7 febbraio ha assunto valore simbolico del dissenso, ma la disputa interessa anche le aree interessate dai cantieri e gli enti locali.

Dietro slogan e scontri emergono questioni concrete: la perdita di alberi per i cantieri, il peso degli investimenti pubblici, la gestione degli impianti e il rischio che le opere diventino un onere per le comunità. Questi elementi configurano una sfida pluriennale che richiede risposte politiche e amministrative coordinate. Sono attesi sviluppi su gare, monitoraggi ambientali e piani di gestione degli impianti.

Le ragioni della protesta e il quadro sociale

Dalla precedente fase di polemica emergono motivazioni diversificate alla base delle mobilitazioni. I cortei uniscono movimenti sociali, comitati ambientali, reti dello sport popolare, sindacati conflittuali e residenti dei quartieri interessati.

A Milano la manifestazione si è articolata attorno alla cosiddetta marcia dei larici, simbolo dell’abbattimento di oltre 500 alberi a Cortina per la pista da bob. I partecipanti hanno denunciato fenomeni sistemici, tra cui speculazione immobiliare e privatizzazione degli spazi pubblici, ritenuti conseguenze dirette delle politiche di gestione e degli investimenti collegati all’evento.

Dimensione politica e simbolica

La protesta non si limita a ostacolare l’evento, ma mette in discussione l’idea stessa delle grandi opere come strumento di trasformazione urbana. Molti partecipanti denunciano la gentrificazione e la compressione dei diritti sociali come esiti diretti delle politiche legate all’organizzazione. Le istituzioni, dal canto loro, enfatizzano la coesione nazionale e la legittimità dell’investimento pubblico per motivi di immagine e sviluppo.

Costi, bilanci e responsabilità economiche

I conti presentano criticità e controversie. La gestione finanziaria dell’evento ha evidenziato un rosso di esercizio nella contabilità della fondazione che ha curato i Giochi. Il disavanzo accumulato solleva dubbi sulla sostenibilità e indica la possibilità di ulteriori oneri per le casse pubbliche.

La responsabilità sulla copertura degli extracosti resta al centro del dibattito tra amministrazioni locali, governo e revisori dei conti. Le verifiche contabili e le decisioni sulle eventuali risorse aggiuntive determineranno gli sviluppi finanziari e politici nelle prossime fasi.

Strutture e pagamenti straordinari

Le verifiche contabili e le decisioni sulle eventuali risorse aggiuntive determineranno gli sviluppi finanziari e politici nelle prossime fasi. Tra le voci più discusse figurano gli investimenti per il villaggio olimpico, le infrastrutture a supporto delle gare e gli appalti affidati a soggetti privati.

Alcuni contratti e operazioni sono oggetto di indagini e di controlli amministrativi. La Corte dei Conti ha segnalato criticità sul controllo delle procedure e sulla sostenibilità dei conti, evidenziando potenziali rischi per il bilancio complessivo delle opere. Le autorità competenti stanno valutando interventi correttivi e chiarimenti sui singoli affidamenti.

Opere incomplete e gestione futura

Un capitolo centrale riguarda i cantieri ancora aperti: il Piano Olimpico individua decine di interventi necessari per completare impianti e infrastrutture. Molte opere restano in corso e richiedono ulteriori risorse e coordinamento gestionale per rispettare i programmi previsti.

Gran parte dei lavori è affidata a una società dedicata che, per legge, ha una durata operativa prolungata fino al 2033 per completare le commesse e seguire la manutenzione. L’esito delle verifiche contabili e delle procedure di controllo influirà sulla tempistica delle consegne e sulla sostenibilità operativa della gestione post-evento.

Il completamento di 58 interventi su 98 previsti, valutato al 79% del costo complessivo, solleva dubbi sulla tempistica e sui costi residui. La mancata esecuzione del restante 21% accentua il rischio di spese supplementari e di ritardi nelle consegne. Le autorità locali dovranno chiarire modalità e cronoprogrammi per evitare ripercussioni sui bilanci comunali e regionali.

Esempio della pista da bob

La pista da bob a Cortina d’Ampezzo rappresenta un caso esemplare per costi e impatto ambientale. Oltre agli alberi abbattuti, le previsioni indicano perdite di gestione che verranno in larga parte sostenute dal Comune. Le stime parlano di una perdita annuale significativa che, proiettata su più anni, può gravare sul bilancio e sulla capacità di manutenzione delle altre strutture.

Verso il dopo-gara: scenari e percorsi possibili

Le amministrazioni locali, gli organi di controllo e i soggetti attuatori entreranno in una fase di rendicontazione e controllo al termine dei Giochi. Questo periodo non chiude il ciclo delle opere; ne definisce l’uso, la sostenibilità finanziaria e la responsabilità gestionale. Senza decisioni tempestive e criteri trasparenti, l’eredità rischia di tradursi in servizi mancanti e oneri imprevisti per le casse pubbliche.

Tra i percorsi praticabili figurano l’azione giudiziaria nei casi di irregolarità, la verifica contabile approfondita, la definizione di piani di manutenzione e i programmi di integrazione delle infrastrutture nel territorio. Il corretto trasferimento di proprietà e la semplificazione burocratica per il riuso determineranno se le opere risponderanno ai bisogni delle comunità oppure resteranno un peso economico. L’esperienza di Torino 2006 è citata come monito su come la legacy possa trasformarsi in fardello se priva di governance e trasparenza.

Nei mesi successivi sono attesi controlli degli enti di revisione, aggiornamenti dei piani di gestione e possibili interventi normativi volti a garantire la sostenibilità delle opere.

La vicenda di Milano Cortina 2026 mette al centro la scelta del modello di sviluppo: investimenti temporanei e visibilità internazionale oppure pianificazione sostenibile che valorizzi territori e comunità. Le decisioni assunte nei prossimi mesi determineranno se l’eredità sarà costituita da benefici strutturali o da costi e opere inadeguate. Occorre coordinare rendicontazione, controlli degli enti di revisione e aggiornamenti dei piani di gestione per garantire la sostenibilità delle opere. Le risultanze degli organi di controllo e gli adeguamenti normativi attesi definiranno gli sviluppi futuri del progetto e l’impatto a lungo termine sui territori interessati.

Scritto da Max Torriani

volontari di montalcino in servizio a Milano-Cortina 2026: esperienza e valori