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Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 si propongono come un evento di grande rilevanza, orientato alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente. Tuttavia, un’analisi più approfondita rivela una realtà complessa, segnata da cantieri invasivi, consumo di suolo e trasformazioni irreversibili del paesaggio montano. Questo conflitto tra narrazione e realtà rappresenta il fulcro di una nuova iniziativa: il Concorso Fotografico “Olimpiadi Infernali”, un progetto che invita a documentare e far emergere gli impatti delle opere olimpiche.
Il concorso: un’iniziativa di denuncia
Il Concorso Fotografico Olimpiadi Infernali è stato avviato da un gruppo di associazioni ambientaliste, tra cui Italia Nostra, Mountain Wilderness Italia e il WWF Veneto. L’invito è aperto a tutti, senza alcuna tassa di iscrizione. L’iniziativa non si limita a premiare la bellezza estetica delle immagini, ma richiede ai partecipanti di utilizzare la fotografia come strumento di testimonianza e denuncia degli effetti delle opere olimpiche sull’ambiente.
Obiettivi del concorso
Gli scatti devono ritrarre i cambiamenti apportati al paesaggio e all’ambiente a causa delle opere legate alle Olimpiadi, incluse infrastrutture e cantieri. La trasformazione del territorio è evidente: strade, parcheggi e impianti sportivi emergono, mentre spopolamento e perdita di identità culturale sono sempre più comuni. Il concorso intende costruire un archivio visivo che testimoni queste alterazioni, rendendo evidente il lato oscuro di un evento celebrato come un’opportunità di crescita.
Il lato oscuro delle Olimpiadi
Il termine Olimpiadi Infernali non è una provocazione fine a sé stessa, ma un richiamo alla realtà di un paesaggio alpino che sta subendo un sacrificio in nome di un evento sportivo. Le Olimpiadi possono essere viste come un acceleratore di processi già in atto, come la cementificazione e la mercificazione della montagna, dove gli interessi economici prevalgono su quelli sociali e ambientali.
Il futuro oltre il 2026
Una delle preoccupazioni principali è che, una volta spente le luci olimpiche, rimarranno solo le cicatrici sul territorio e le responsabilità non assunte. Questo concorso mira a garantire che le immagini raccolte non siano solo un ricordo, ma un monito per le generazioni future. La documentazione visiva diventa quindi un atto di cura e di responsabilità verso le terre alpine e le comunità che le abitano.
Sostenibilità e infrastrutture olimpiche
Con l’approssimarsi delle Olimpiadi, l’attenzione si concentra sulla sostenibilità delle opere infrastrutturali. Un aspetto cruciale riguarda le 98 opere progettate da Simico, la società responsabile della costruzione delle infrastrutture olimpiche. Di queste, 47 riguardano impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto. È fondamentale considerare che molte di queste opere saranno completate solo dopo il termine dei giochi, sollevando interrogativi sulla loro sostenibilità e utilità a lungo termine.
Impatto ambientale e legacy
Le iniziative come Now26 della Fondazione Milano Cortina 2026 rappresentano un impegno per la sostenibilità, sebbene la situazione risulti complessa. Solo il 60% delle opere ha ricevuto una Valutazione di Impatto Ambientale, suscitando preoccupazioni riguardo alla gestione del consumo di suolo e all’alterazione degli ecosistemi. L’impatto sui paesaggi è evidente, come dimostrano i centinaia di alberi abbattuti per fare spazio a nuove infrastrutture.
Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 offrono un’opportunità di riflessione critica su come gli eventi sportivi possano influenzare l’ambiente e le comunità. È fondamentale garantire che si agisca in modo responsabile per proteggere il patrimonio naturale e culturale delle nostre terre alte.