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Mancano meno di trenta giorni all’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e la polemica sui prezzi dei biglietti esplode. A sollevare il problema è stato Pietro Sighel, giovane campione di short track e già medagliato in due occasioni ai Giochi di Pechino. Sighel, che ha all’attivo undici titoli mondiali e un oro ai Mondiali di Seul, ha espresso la sua frustrazione riguardo alla gestione di questo evento sportivo che si svolgerà in Italia.
In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il campione ha dichiarato di aver sperato che un’Olimpiade disputata nel proprio paese potesse attirare maggiore interesse per lo short track. Tuttavia, le sue aspettative sono state deluse, soprattutto per quanto riguarda l’accessibilità del pubblico italiano agli eventi.
I costi dei biglietti e l’assenza di accessibilità
Il nodo cruciale della questione è rappresentato dai prezzi dei biglietti, che Sighel ha definito esorbitanti. Per assistere alle gare di short track, che si svolgeranno al Forum di Assago (riqualificato per l’occasione come Milano Ice Skating Arena), i fan dovranno affrontare spese considerevoli. I biglietti migliori, infatti, possono arrivare a costare circa 450 euro a sessione. Considerando che ogni atleta partecipa a sei sessioni, le spese totali diventano insostenibili per molte famiglie.
Dopo le dichiarazioni di Sighel, molti utenti sui social media hanno condiviso il loro disappunto, concordando con le sue osservazioni. Un utente ha commentato: “Non avrei mai pensato che i prezzi potessero superare questa soglia. La passione per lo sport dovrebbe essere accessibile a tutti”. La frustrazione generale è palpabile, e molti si sentono esclusi da un evento che dovrebbe celebrare lo sport e la comunità.
Le conseguenze per gli atleti
Oltre ai costi per il pubblico, Sighel ha anche sottolineato un aspetto che riguarda direttamente gli atleti: “Molti di noi correranno con la tristezza di non avere i propri cari sugli spalti”. Infatti, gli sportivi non avranno accesso a biglietti gratuiti da destinare ai familiari, una situazione che ha suscitato indignazione tra i partecipanti e i loro sostenitori.
Il campione di short track ha continuato a esprimere la sua amarezza per questa situazione, evidenziando come un’Olimpiade in casa avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità di crescita per gli sport invernali e una celebrazione della cultura sportiva italiana. Invece, si rischia di assistere a eventi con tribune vuote, impossibili da riempire a causa dei prezzi proibitivi.
Un appello al cambiamento
Nonostante le critiche, Sighel ha mantenuto un atteggiamento speranzoso, affermando: “Speriamo di ricevere il supporto del pubblico, anche se la situazione è difficile”. La speranza è che un numero sufficiente di appassionati riesca a trovare modi per sostenere gli atleti, rendendo l’atmosfera delle gare più vibrante e coinvolgente.
Le Olimpiadi di Milano-Cortina potrebbero rappresentare un’occasione unica per il paese, ma è essenziale che l’organizzazione consideri le esigenze degli atleti e del pubblico. Solo così si potrà garantire un evento che sia veramente inclusivo e celebrativo dell’amore per lo sport.