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Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 si avvicinano a grandi passi, ma non senza una problematica di rilevanza cruciale: la presenza di sponsor comeEni, un gigante del settore petrolifero e del gas, solleva interrogativi sull’impatto ambientale delle Olimpiadi stesse. Il contributo di Eni alle emissioni di gas serra è un fattore che potrebbe compromettere la presenza di neve e ghiaccio, elementi essenziali per le competizioni invernali.
Per evidenziare questa contraddizione, Greenpeace ha realizzato un video provocatorio in cui un’ondata nera di petrolio invade le piste olimpiche, interrompendo le gare e coprendo simbolicamente i cinque cerchi olimpici. Questo messaggio visivo serve a mettere in luce l’assurdità di avere sponsor che contribuiscono al cambiamento climatico mentre si celebra lo sport invernale.
Il ruolo di Eni e il suo impatto ambientale
Le sponsorizzazioni di Eni non sono semplici atti di generosità; sono strategie di marketing che nascondono un impatto ambientale di vasta portata. Secondo le stime, le emissioni previste per il 2026 ammontano a circa395 Megatonnellate di CO₂, un valore che potrebbe far sciogliere 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Questo equivale a oltre la metà del volume dei ghiacciai delle Alpi italiane.
Discrepanza tra atti e parole
Nonostante la sua immagine di azienda responsabile, i dati mostrano che Eni investe enormi somme nel settore petrolifero a scapito delle energie rinnovabili. Nel 2026, per ogni euro destinato a Plenitude, la divisione che si occupa di energie sostenibili, Eni ha speso 7,7 euro nel settore dei combustibili fossili. Questo squilibrio mette in evidenza la necessità di una veratransizione energetica, che attualmente è trascurata.
Il futuro delle Olimpiadi e la crisi climatica
Le previsioni sul futuro delle Olimpiadi Invernali sono allarmanti. Uno studio del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha rivelato che entro il 2080, molte delle località idonee ad ospitare i Giochi potrebbero non essere più in grado di farlo a causa delriscaldamento globalealimentato da aziende come Eni. La continua combustione di gas e petrolio minaccia di distruggere i luoghi che oggi ospitano le competizioni sportive invernali.
Un appello al Comitato Olimpico Internazionale
In risposta a questa situazione, Greenpeace ha scritto una lettera aperta al CIO, chiedendo di interrompere le partnership con aziende fossili. È fondamentale che il CIO, che in passato ha già intrapreso azioni contro pratiche dannose come la pubblicità del tabacco, ora prenda posizione contro le sponsorizzazioni inquinanti. Rifiutare il supporto da parte di aziende come Eni è un passo necessario per preservare il futuro delle Olimpiadi Invernali.
La questione non è solo di immagine, ma riguarda direttamente la sostenibilità degli sport invernali. Senza un intervento deciso e una maggiore responsabilità da parte degli sponsor, la bellezza delle Olimpiadi Invernali potrebbe essere solo un ricordo, e i luoghi iconici potrebbero scomparire per sempre. È tempo di dire basta a questo “gioco sporco” e di impegnarsi per un futuro più verde.