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Olimpiadi invernali di Milano Cortina: sicurezza al centro del dibattito
Le prossime Olimpiadi invernali di Milano Cortina, in programma dal 6 febbraio al 15 marzo, sono al centro di un acceso dibattito riguardante la sicurezza. Un recente articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano ha sollevato preoccupazioni circa la possibile partecipazione di agenti dell’ICE, l’agenzia federale statunitense impegnata nelle politiche di immigrazione. Tuttavia, le autorità italiane hanno prontamente smentito tali notizie, chiarendo che non esistono accordi per l’arrivo di agenti ICE durante i Giochi.
La smentita delle autorità italiane
Il Ministero dell’Interno, attraverso il dipartimento di Pubblica sicurezza, ha dichiarato che non risulta alcuna collaborazione con l’ICE. Inoltre, la composizione della delegazione statunitense deve ancora essere comunicata. Questa situazione ha generato confusione, soprattutto dopo le affermazioni di un portavoce anonimo dell’ICE, il quale aveva indicato il coinvolgimento degli agenti nella sicurezza dei Giochi, in cooperazione con il servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato.
Il ruolo delle autorità statunitensi
Tricia McLaughlin, sottosegretaria agli Affari pubblici degli Stati Uniti, ha confermato che tutte le operazioni di sicurezza saranno gestite dalle autorità italiane. Tuttavia, ha evidenziato la collaborazione tra l’Homeland Security Investigations (HSI), il ramo investigativo dell’ICE, e le autorità italiane per affrontare i rischi legati alle organizzazioni criminali transnazionali. Sebbene queste indagini siano parte della routine, non implicano necessariamente la presenza fisica di agenti dell’ICE in Italia.
Reazioni politiche e preoccupazioni
Le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha negato l’ipotesi di una presenza dell’ICE, hanno suscitato reazioni contrastanti tra i politici. Alcuni membri dell’opposizione, come il leader di +Europa Riccardo Magi, hanno sollevato interrogativi sulla sicurezza, considerando le operazioni controverse che l’agenzia sta attuando negli Stati Uniti. La situazione è diventata ancora più confusa quando una dichiarazione attribuita al presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha suggerito che ci sarebbe stata una scorta dell’ICE per alcuni funzionari statunitensi, ma questa affermazione è stata rapidamente smentita.
Il contesto dell’ICE negli Stati Uniti
L’ ICE, istituita nel 2003, ha assunto un ruolo fondamentale nella gestione dell’immigrazione e della sicurezza interna negli Stati Uniti, specialmente durante l’amministrazione Trump. Le sue operazioni, criticate per la loro severità, hanno generato proteste in tutto il paese, rendendo la sua presenza alle Olimpiadi un tema sensibile.
La vera sicurezza delle Olimpiadi
Per garantire la sicurezza durante gli eventi olimpici, gli Stati Uniti hanno delegato il compito al Diplomatic Security Service (DSS), l’agenzia di sicurezza del Dipartimento di Stato. Fonti ufficiali hanno confermato che non è prevista l’inclusione di agenti ICE nella delegazione, ma piuttosto un potenziamento del personale del Secret Service, responsabile della sicurezza del presidente e di altri alti funzionari.
Il team del DSS, guidato da Nicholas Fanelli, è già attivo nel pianificare le operazioni di sicurezza in collaborazione con le autorità italiane. Gli agenti saranno presenti 24 ore su 24, e la loro preparazione è iniziata nel 2026, con incontri e coordinamenti a Roma e in altre località italiane. Questa organizzazione mira a garantire la sicurezza di atleti, staff e cittadini americani che parteciperanno agli eventi.
Le polemiche riguardanti una possibile presenza di agenti ICE continuano a sollevare interrogativi. Tuttavia, è chiaro che la sicurezza delle Olimpiadi di Milano Cortina sarà gestita principalmente dalle autorità italiane, con il supporto delle agenzie di sicurezza statunitensi preposte.