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Le Olimpiadi Invernali 2026 a Milano e Cortina si avvicinano, ma non senza suscitare polemiche. Il critico gastronomico Edoardo Raspelli ha manifestato preoccupazioni riguardo alla scelta di un fornitore sloveno per il catering, innescando un acceso dibattito tra gli appassionati della cucina italiana. I pasti previsti per circa 175.000 ospiti durante i giochi olimpici sono stati affidati alla Jezeršek, un’azienda slovena, suscitando interrogativi sul rispetto della tradizione culinaria italiana.
Il ruolo di On Location nel catering olimpico
La società On Location, responsabile dell’organizzazione dell’ospitalità per le Olimpiadi di Milano-Cortina, ha confermato tramite comunicati ufficiali la presenza della Jezeršek come fornitore per le tre sedi di Cortina d’Ampezzo. Hanno anche rassicurato che per le altre location saranno utilizzati fornitori di catering italiani.
Utilizzo di prodotti locali e chef italiani
Secondo quanto riportato da On Location, Jezeršek si impegnerà a utilizzare ingredienti freschi e locali, impiegando chef italiani e personale esperto del posto. Questa decisione è stata giustificata dalla vicinanza geografica dell’azienda slovena al confine con l’Italia, facilitando così l’approvvigionamento degli ingredienti necessari per i pasti. Tuttavia, la questione si complica considerando che la cucina italiana è stata recentemente riconosciuta come patrimonio culturale dell’umanità, sollevando dubbi sulla scelta di un catering straniero per un evento di tale prestigio.
Le aspettative iniziali e il cambiamento di rotta
Inizialmente, gli ospiti delle Olimpiadi avrebbero potuto gustare piatti preparati dallo chef Carlo Zarri, noto per la sua abilità nel valorizzare i prodotti tipici italiani. La proposta gastronomica includeva una selezione di specialità regionali come la bresaola valtellinese e i formaggi Bitto e Casera. Tuttavia, a dicembre, Zarri ha annunciato la sua uscita dal progetto, lasciando un vuoto rapidamente colmato dalla scelta di Jezeršek.
Le polemiche e le reazioni del pubblico
La scelta di un catering sloveno ha scatenato reazioni contrastanti. Molti, come Raspelli, hanno sottolineato l’importanza del made in Italy, affermando che un evento di tale portata dovrebbe riflettere la tradizione culinaria nazionale. In particolare, c’è preoccupazione che un catering estero possa non rendere giustizia alla ricchezza e alla varietà della cucina italiana, che rappresenta parte integrante dell’esperienza turistica per spettatori e atleti.
Un’opportunità mancata?
Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Milano-Cortina, il dibattito sul catering sloveno rappresenta una riflessione su come tradizione e innovazione possano coesistere. La scelta di un fornitore straniero potrebbe apparire come un passo indietro per il patrimonio gastronomico italiano. Resta da vedere come i pasti saranno accolti dal pubblico e se sapranno esprimere il vero spirito della cucina italiana. La questione centrale riguarda la capacità di Jezeršek di soddisfare le aspettative di un evento che celebra l’eccellenza italiana.